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La discografia inglese e i talent inglesi chiedono aiuto al figliol prodigo, George Michael

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di Mela Giannini

Strana la storia, strani i corsi e ricorsi della storia.
Nessuno avrebbe mai pensato, venti anni fa circa, che il ribelle della discografia, colui che aveva per primo avuto il coraggio di lottare contro il sistema e portare una grande Major in tribunale, oggi sarebbe stato considerato, dallo stesso sistema e dalle stesse Major, l’unico uomo e artista capace di “riabilitare” la discografia schiava dei talent, ridando credibilità all’ormai decadente e usurata formula dei talent stessi.

E si sta parlando, ovviamente, di un calibro da 90, di una stella e di un artista di prim’ordine, Georgios Kyriacos Panayiotou, in arte George Michael.

In Inghilterra sono tempi duri per i talent musicali, sempre più in calo d’ascolti, sempre più in bilico tra la sospensione e una soluzione che riporti le reti televisive e gli inserzionisti pubblicitari ad investire affinchè i format continuino ad esistere.

Il salvatore della patria sembra essere l’artista anglo cipriota, dato che sia i vertici della produzione di The Voice UK, che Mr Cowell per X Factor UK, lo vogliono a tutti i costi, sicuri del fatto che l’immagine artistica di George, al disopra delle parti, la sua competenza e la sua intransigenza artistica, possano ridare lustro ai talent, con i dovuti cambiamenti ai format.

Quello più disperato sembra essere proprio Cowell, reduce da una disastrosa Edizione 2015 del suo X Factor Uk, che deve allontanare lo spettro dell’ennesima chiusura del suo talent dopo la chiusura avvenuta qualche anno fa in America.

Si sa che George non è tipo facile da convincere, non avvezzo all’esposizione mediatica e ai compromessi discografici (vedi causa miliardaria proprio con la Sony un paio di decadi fa), uno dei pochi artisti che non mette il denaro in cima alle sue priorità e che sui talent non le ha mai mandate a dire, difendendo i ragazzi che vengono sfruttati da questo sistema.

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Già nel 2009 Cowell fece salti mortali solo per convincere l’artista ad essere ospite in duetto con uno dei concorrenti (vedi video di seguito). Per cui pare davvero difficile questa “crociata” di Simon (o di altre produzioni di altri talent) di portare nel cast George, a meno che offrano all’artista non tanto i soldi, ma soprattutto dei buoni motivi per accettare, tipo reali modifiche al format, magari l’offerta della direzione artistica dello stesso talent.
Ma George non è tipo che si può manipolare, e considerando gli interessi in gioco, se hanno deciso di voler proprio questo artista poco “gestibile”, evidentemente sono davvero disperati.

Oggi tutti i tabloid e giornali inglesi non hanno fatto altro che dare questa notizia. Il diretto interessato tace. Vediamo come finirà questa vicenda.
Certo è che se George Michael dovesse accettare, sicuramente ci potrebbero essere, a quel punto, grandi cambiamenti per i talent musicali inglesi, e non solo.

Chi vivrà vedrà…non resta che attendere.

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