Home News ALESSANDRA AMOROSO VIVE A COLORI LA SUA FASE DI MATURITA’ – RECENSIONE

ALESSANDRA AMOROSO VIVE A COLORI LA SUA FASE DI MATURITA’ – RECENSIONE

3017
0
SHARE

di Mela Giannini 

Sandrina è tornata con “Vivere a Colori“, in silenzio e senza troppi clamori, senza inutili orpelli, senza nessuna forzatura mediatica.

Lei esce con un disco che negli intenti vuol essere “positivo”, parla di colori della vita, di voglia di vivere, di speranza, e lo fa in un momento in cui un grande ci lascia, tinteggiando gli umori tutti di color nero, con una stella che fa percorsi introspettivi alla ricerca di risposte alla vita in prossimità della morte.

Contrapposizione di due mondi, generazioni, stili, sorti, nero e colori, tempistica che fa riflettere. La vita è fatta così, è fatta di vite che si incrociano, strade parallele o tangenti, storie da costruire, emozioni da elaborare, ricordi da raccontare. Ed è quello che si vive anche in questo nuovo album.

Abbiamo lasciato una Alessandra Amoroso che con “Amore Puro” faceva intravedere una crescita, una voglia di toccare l’anima, l’onestà di riconoscere anche dei limiti unita ad un talento delle cui potenzialità la ragazza, forse, non ne era davvero ben cosciente. E ora ritroviamo invece una donna matura. Avevamo lasciato una cantante e ora ritroviamo una interprete.

Lei ha si una grande forza d’animo, lei ha si una timbrica come pochissimi in Italia – se si fa riferimento all’ultima generazione -, lei si che graffia il ventre con l’intensità con cui canta, lei si che aveva delle corsie preferenziali per “arrivare” quando cantava, ma con questo album “arriva” si, decisamente e ancora, ma avvolge anche, scalda, convince e vince.

Quando a volte chi canta è migliore di quel che canta, quando chi canta rende migliore quel che canta, quando chi canta rende bello ascoltare qualcosa che potrebbe sembrare semplice se cantato da altre voci, se questo accade allora può solo significare che la formazione intima di un’artista è avviata, ha già pagato il pedaggio e va, va e viaggia, sicura e spedita, va e viaggia tra la credibilità e la serietà di chi lavora e studia costantemente, senza perdersi in svincoli facili di sirene che incantano attraverso uno schermo televisivo, una pubblicità telefonica o dei prosaici e popolari palcoscenici.

12540573_10154493241038332_4493007746740476150_n

Tanti gli autori importanti in questo album e la maggior parte hanno saputo ben rapportarsi alla voce e all’anima artistica di questo talento. Primi tra tutti Federica Camba e Daniele Coro, che in lei, sin da principio, hanno intravisto le sue potenzialità, che di lei hanno capito, sin dall’inizio, la sua capacità di saper raccontare una canzone non solo con la voce. Di lei hanno capito i percorsi emotivi che in lei le parole di un testo fanno: ed è stato, sin dall’inizio, un matrimonio riuscito quello tra la speciale e sensibile penna di Federica e l’anima di Sandrina, emozioni assicurate quasi sempre, come per le ultime tracce di questo album, soprattutto con “Stupendo fino a qui”, testimonianza di un connubio complementare e magico, sodale e viscerale, raro da trovare, oggi come oggi, in altri rapporti artistici tra autore e interprete.

Interessante anche la mano di Elisa in questo album, soprattutto per la traccia “Comunque andare”, un brano in puro “Elisa Style“, stupendo nel testo, negli arrangiamenti, nella produzione e soprattutto incredibile nel ritmo, che trascina, ti fa venir voglia di metterti in macchina, alzare il volume a mille e “andare”, cantando a squarcia gola con il vento che scuote i capelli e l’anima. Irresistibile. È difficile trovare una interprete che entra a piè pari nello stile di un autore, e anche senza stravolgerlo, lo fa suo con una intensità trascinante. Una straordinaria canzone, una straordinaria  interpretazione.

Bello anche il brano firmato da Andrea Amati e Valerio Carboni, “Mi porti via da me”, pura raffinatezza e intensità, sia nella melodia che nel testo. Convince anche la traccia “Sul ciglio senza far rumore”, che porta la firma di Dario Faini e Roberto Casalino.

E poi c’è il “gioiello raro” di questo album, un piccolo capolavoro, quello di Federico Zampaglione, che regala ad Alessandra una canzone d’altri tempi, di quei tempi in cui si scrivevano e si cantavano delle grandi canzoni, di quei periodi quando il repertorio non era un dettaglio ma la regola imprescindibile per la formazione di un artista. “Nel tuo disordine” è il vestito di un sarto, maestro artigiano, che sa ben prendere le misure, sa ben confezionare uno stile che non può che calzare bene, benissimo, a tal punto da non poter smettere di guardare chi lo indossa. E non si riesce a smettere di ascoltare questa canzone, che veste aderente le corde di una Alessandra che la canta in modo impeccabile. Qui, più che in altri brani, salta agli occhi la maturità interpretativa di Alessandra, perchè per cantare una canzone così non si può che essere maturi, altrimenti il tutto sarebbe risultato avvilente. Bravissimo Federico, bravissima Alessandra…e un grazie ad entrambi, perchè è da tempo che dalla voce di giovani artisti non ascoltavo tanta antica bellezza.

Delude un po’ il brano firmato da Tiziano Ferro e il giovane e Michael Tenisci, come deludente – con arrangiamenti già sentiti e risentiti altrove – è anche il brano di Federica Abbate, Cheope e Dario Faini, “Il mio stato di felicità”. Mi aspettavo di più, peccato!

12565548_10154496941438332_649124349089576559_n

Per chiudere posso solo dire che se l’Alessandra di ieri era affascinate, con quella voce graffiata e con il suo acerbo strabordante talento, oggi invece è oltremodo convincente, senza aver, ovviamente e assolutamente, perso il suo fascino originario e originale, oltre alla sua tipica freschezza, gioiosità ed eleganza. Anzi il tutto è stato impreziosito da quelle sfumature in chiaroscuro con cui la maturità arricchisce e valorizza, nella speranza che l’Alessandra artista del futuro possa continuare su questa strada.

E per tutto quanto sopra io dico a Sandrina semplicemente “BRAVA” per il percorso fatto fino ad ora, e lo dico con tutta la sincerità di cui sono capace.

TRACKLIST CON VOTI PER I BRANI:

1) Stupendo fino a qui (Federica Camba – Daniele Coro) – VOTO 8
2) La vita in un anno (Tiziano Ferro – Michael Tenisci) – VOTO 5
3) Avrò cura di tutto (Daniele Magro) – VOTO 5
4) Vivere a colori (Elisa Toffoli ) – VOTO 6
5) L’unica cosa da fare (Federica Camba – Daniele Coro) -VOTO 7
6) Comunque andare (Elisa Toffoli – Alessandra Amoroso)-VOTO 8
7) Mi porti via da me (Andrea Amati – Valerio Carboni) – VOTO 7
8) Sul ciglio senza far rumore (Dario Faini – Roberto Casalino) -VOTO 6
9) Appartenente (Federica Camba – Daniele Coro) – VOTO 6
10) Se il mondo ha il nostro volto (Dario Faini – Roberto Casalino)- VOTO 5
11) Nel tuo disordine (Federico Zampaglione) – VOTO 9
12) Fidati ancora di me (Daniele Magro)- VOTO 4
13) Non sarà mai (Federica Camba – Daniele Coro)- VOTO 7
14) Il mio stato di felicità (Federica Abbate – Cheope – Dario Faini)-VOTO 4

 

Comments