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CON “ON” ELISA PERDE LA CURIOSITA’ ARTISTICA – RECENSIONE

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di Mela Giannini

Ho aspettato qualche giorno prima di scrivere qualche riga su questo nuovo lavoro di Elisa. Ho voluto ascoltarlo e riascoltarlo, nella speranza che mi si accendesse il pulsante “ON”, così come indica il titolo dell’album. Ma nulla, non è scattato nulla, benché il lavoro in se non sia “malvagio” e benché il singolo di lancio, “No Hero”, facesse ben sperare.

Sicuramente le aspettative, quando si parla di Elisa, sono tantissime, visto a cosa, la nostra, ci ha abituato in passato.
Cosa non va in questa ultima fatica discografica di una delle migliori artiste italiane degli ultimi 20 anni?
Il ritorno all’inglese, fatto in questo modo, in questo album, si accartoccia su se stesso dopo la grande prova di “L’Anima Vola” del precedente album, cantato in italiano e ricco di emozioni.
E sono proprio le emozioni che non si trovano in questo nuovo album, non si ritrova sicuramente il “patos”, l’anima, la ricerca, la sperimentazione, e magari anche l’ispirazione, elementi che tanto hanno caratterizzato in passato i lavori di Elisa.

Quello che invece si ritrova nell’album è il “già sentito”, un “scimmiottare” imbarazzante di altre artiste, e quando queste cose le fanno altri è perdonabile, e ci sta. Ma se lo fa una come Elisa allora il tutto stride, non è accettabile, è avvilente.

Nelle note che accompagnano in copertina il disco si legge una spiegazione, forzata, sulla direzione musicale e “POP” di questo lavoro, come se la musica non bastasse e che servissero “indicazioni per l’uso”. Certo, il POP non è qualcosa di cui vergognarsi, ma è musica comunque che deve emozionare, al pari di altri generi, e se questo non succede il tutto rimane fine a se stesso, un semplice esercizio compositivo e interpretativo, a tratti sterile e a tratti semplicemente estetico.

Per non parlare della copertina dell’album, sconvolgente per quanto è banale e senza senso, una copertina con un gattino che ti fa pensare se sia una presa in giro.

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Questa metamorfosi di Elisa al ribasso è qualcosa che fa male alla musica di casa nostra, già annichilita e assoggettata a dinamiche discografiche e creative davvero imbarazzanti. Quei pochi riferimenti positivi che avevamo, come Elisa, sono venuti a cadere e ci si sente sempre più soli e persi in questo mare musicale italico.

Salvabile in questo album, oltre a “No Hero”, è solo la canzone scritta da Jack Savoretti, e con lui cantata, una vera perla che vale tutto l’album.

Stenderei un velo pietosissimo sul brano cantato in trio con l’inflazionato e onnipresente Giuliano Sangiorgi e una anonima e sempre urlante Emma.

La produzione e gli arrangiamenti dell’album sono lontani anni luce dalle passate produzioni e sinceramente non ci si capacita di questa involuzione. Sembra quasi che sia stata una produzione fatta velocemente, fatta senza sforzarsi molto, senza perdere tempo nella ricerca, nel dettaglio, nell’accuratezza, sembra che si sia solo spinti a buttare giù qualche idea e rimaneggiarla finché suonasse sufficientemente decente. Ma da Elisa ci si aspetta altri standard e la qualità, per lei, dovrebbe essere imprescindibile.

Per il resto, non voglio qui addentrarmi su argomenti relativi alle scelte fatte, negli ultimi anni, da Elisa, una tra tutte quella di prendere parte al carrozzone mediatico di Maria e del suo talent. Le scelte sono soggettive e bisogna rispettarle e mi auguro che queste non abbiano influito su quello che oggi siamo costretti ad ascoltare da quest’artista, che al momento, sembra aver perso quella “curiosità artistica” che le conferiva un grande valore aggiunto.

Speriamo in buone nuove per il futuro.

 

TRACKLIST “ON”

Bad habits
Rain over my head
Love me forever
Love is kinda war
Hold on for a minute
Waste your time on me
With the hurt
Catch the light
Peter Pan
No hero
Ready now
Bruciare per te
Sorrido già

 

 

 

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