Home Musica L’insostenibile leggerezza dell’ipocrisia – I Modà e la lettera agli “apostoli”

L’insostenibile leggerezza dell’ipocrisia – I Modà e la lettera agli “apostoli”

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di Mela Giannini

A volte succede che, assistendo a certi avvenimenti, hai come la sensazione di prendere parte ad una puntata di “Scherzi a Parte”.

Ma poi, subito dopo, realizzi che invece è tutto tristemente vero, reale, che sta accadendo davvero, e non ti capaciti di quanta “paraculaggine” alcuni sono capaci.

Viviamo in un’epoca fatta di “mariomerolate mediatiche” (e i social stanno alimentato ad arte questo trend). Viviamo anche in un periodo in cui, è arcinoto, esistono dei “cartelli” mediatici ed editoriali nel settore musicale. Sfido chiunque a contraddire un’opinione di fondo, comune a tanti, in cui vi è ormai la certezza che in Italia vige il cartello radiofonico-editoriale della cosiddetta “TRIADE”, un “gruppetto di amici di merenda” che oltre a detenere il monopolio radiofonico italiano è anche un potente “gruppo/editoria discografica”, costituito sostanzialmente da network, la ULTRASUONI, di cui fanno parte, oltre alla Baraonda di Suraci (RTL 102.5), anche Mario Volanti, presidente di Radio Italia, e da Eduardo Montefusco, presidente di RDS, e il tutto amministrato dal solo Suraci (argomento da noi trattato in un precedente articolo che causò al nostro sito numerosi attacchi di hacker e chiusura per qualche giorno del magazine).

E’ risaputo che la punta di diamante dell’Ultrasuoni sono i Modà, come è arcinoto il continuo e instancabile lavaggio di cervello che le radio del cartello (e non solo le radio) perpetrano quotidianamente sui fruitori radiofonici, e questo per inculcare e imporre, a tambur battente, alcuni prodotti musicali. Tra questi, ovviamente, anche quelli dei Modà, anzi, soprattutto quelli dei Modà. E questo da diversi anni.

Complici del tutto, ovviamente, buona parte della stampa, quella “amica” del cartello, quella che fa parte di una sorta di consorziativismo scellerato nel settore, che da esso “mangia” e si sfama da tempo.

Ora succede che gli “unti”, per voce del frontman della band, si  “esibiscono” in una mariomerolata che rimarrà negli annali – vista l’entità della sfrontatezza profusa -, una di quelle cose che fosse stata fatta il 1mo di Aprile avrebbe fatto sicuramente ridere davvero tutti.

Ma andiamo per ordine e spieghiamo bene di cosa si parla.
Alcuni mesi fa è uscito il nuovo album di Kekko & Soci, “Passione Maledetta” (e già il titolo è tutto un programma…), album tra le altre pessimo, ma, come da copione, osannato dai “soliti noti” amici della carta stampata e on-line, e ovviamente stra-passato in radio e promozionato a iosa in tv. A distanza di mesi, i nostri baldi, hanno raggiunto il triplo platino (e vorrei vedere, visti i “mezzi” promozionali, propri e di “altri”, a disposizione), e ora si apprestano ad una nuova “avventura” live in stadi come San Siro e Sant’Elia.

Questa mattina, proprio per presentare questi concerti – 18 e 19 al Meazza di Milano e 25 giugno all’Arena Sant’Elia di Cagliari –  i Modà hanno tenuto una conferenza stampa nella sala executive di San Siro. In prima fila seduto, neanche a dirlo, padron Suraci.
Alla fine della conferenza stampa il buon Kekko ha letto una lettera aperta, rivolta – riporto testualmente – al “mio grandissimo manager e amico” (Lorenzo Suraci di RTL- nrd). Il contenuto della missiva è un elogio all’essenza stessa dell’ipocrisia, oltre ad essere una pessima “lettera d’amore- ruffianata” al proprio “padrone”.

Il nostro, praticamente, si è lamentato delle altre due radio del “cartello” che non hanno, a suo dire, supportato il nuovo album, lanciando tra le altre frecciate a chi, fuori dal coro, accusa (a giusta ragione) i Modà d’essere arrivati dove sono grazie soprattutto all’infrastruttura mediatica che hanno alle spalle.
E, come detto, durante la lettura della lettera, mentre si accusava gli “altri”, si leccava le terga del “padrone”, del buon Suraci, che lì davanti seduto non ha fatto una piega. Situazione davvero di cattivo gusto su tutti i fronti.

Questo quanto letteralmente detto da Kekko Silvestre:
Dal primo giorno in cui ci siamo conosciuti ho capito che con te non sarebbe stata assolutamente facile. E non semplicemente per il tuo carattere, perché di quello sono bravi a parlare solo quelli che non ti sanno affrontare, ma per i coglioni. Sì, i coglioni, perché come ben sai quelli non te li regala nessuno: o li hai o non li hai. Le chiacchiere e le cattiverie che ti circondano e spesso circondano anche me non sono niente confronto ai risultati che abbiamo ottenuto. Io ti ho conosciuto a fondo in questi sette anni, fuori e dentro il lavoro, e anche ora che siamo rimasti soli (i Modà e Suraci) abbiamo dimostrato assieme la nostra forza raddoppiando San Siro e timbrando un triplo platino di quelli che io e te metteremo nei salotti di casa nostra, mentre loro se lo porteranno attaccati ai coglioni. Anzi, quelli i coglioni non li hanno nemmeno, ma al collo per tutta la vita come un peso. Ma forse è meglio così, la gente non dirà più che i Modà ce l’hanno fatta perché hanno tre network e staranno meno sul cazzo anche agli altri. Non so quanto durerà la carriera dei Modà o quante tournée faremo ancora, ma di una cosa sono certo: tutto quello che farò lo farò con te al mio fianco. Perché se sono sicuro che ci scanneremo ancora nel nostro cammino, sono anche sicuro che quando ci sarà da combattere sarai in prima linea con me, mentre gli altri continueranno a divertirsi tra assoli di chitarra e giri in elicottero“.

Che gran classe, non c’è che dire! E si legga quest’ultima affermazione con ironia, ovviamente.

Per concludere viene spontaneo rispondere come segue:
Caro Kekko…da che pulpito! E se vi lamentate voi, gli “altri”, quelli che davvero vengono boicottati dai tuoi “amici”, cosa dovrebbero fare? Cosa dovrebbero dire? Che “letterine a Babbo Natale” dovrebbero scrivere? 
Dopo essere stati palesemente SPINTI oltremodo, ora voler passare anche da vittime pare un tantino esagerato, Caro il mio Kekko.
A volte sarebbe meglio un saggio “SILENZIO”.

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