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Quel che resta della finale di Amici

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di Mela Giannini

A tarda notte son qui di fronte ad un foglio bianco a pensare cosa scrivere. Già, cosa scrivere sulla finale di Amici 15? Raramente non trovo idee e parole da dire e quando mi succede due sono i motivi: o qualcosa mi è piaciuta talmente tanto da non aver parole per esprimere quello che ho provato, oppure l’esatto contrario, che il tutto ha fatto schifo a tal punto da non avere parole da descrivere il fastidio provato nella visione o nell’ascolto.

Questa volta però è diverso, sento un senso di vuoto, un senso di assuefazione e una triste sensazione di rassegnazione.
Si certo, ha vinto il migliore, o il meno peggio, Sergio, che ha certamente una gran bella voce, magari con poca tecnica, sicuramente ha un gran cuore…ma poi penso che siamo in Italia, che lui ha firmato con la Sony Italia e mi dico: “E ora? E ora cosa gli fanno fare qui? Che razza di repertorio all’italiana gli daranno?“.

Ne ho già visti tanti ragazzi passare da quelle parti e poi, nella migliore delle ipotesi, snaturati, trasformati e costretti in repertori e percorsi che non erano affatto per loro, che non mettevano in evidenza i loro talenti veri. Nella peggiore delle ipotesi, invece, nella stragrande maggioranza, ho visto ragazzi “usati”, gettati e dimenticati, fagocitati dal sistema “talent televisivo” e dallo SHOW.

Si perchè di “SPETTACOLO” si parla, di un programma televisivo in cui vengono messi in bella mostra i coach, veri protagonisti, non certo si parla davvero di musica e ne tanto meno di “talento”, perchè le priorità sono dettate dagli inserzionisti pubblicitari, assetati di audience, armati di contratti pubblicitari da far valere. Ed ecco che un talent, che dovrebbe trattare e parlare di “talenti”, diventa un circo cangiante che, come ieri sera, a volte si trasforma in trash alla “Uomini e Donne”, con polemiche che farebbero impallidire anche le nonnine più navigate, quelle che passano i pomeriggi guardando Canale 5, oppure, per quelli di lacrima facile, ecco che inevitabilmente si assiste a reminiscenze di “C’è posta per te”, con filmati che ormai, a quelli come me, fanno piangere si, ma dalla disperazione per quanto si è stanchi di assistere a questo tipo di televisione.

Ma il peggio del peggio è stato vedere in faccia la maggior parte dei rappresentanti della stampa e delle radio, sempre loro, sempre gli stessi del “cartello”, in un proscenio tanto sfrontato quanto scevro di dignità. Loro sempre pronti a dire cose che a confronto una impudica genuflessione innanzi al “potente” di turno è roba da educande.
Tutti lì, i cari colleghi, che dicono cose in privato e ne scrivono altre sui tasti dei loro computer, tutti con la loro bella faccia, felici di apparire, felici di esserci nella cerchia dei consorziati.

E alla fine che resta? Dove sono le canzoni? Ascolti gli inediti e pensi che non è possibile che gli autori di canzoni avessero nel cassetto questa roba e non altro, qualcosa di meglio. E poi scopri che una come Emma, che già non capisci che ci stia a fare come coach, ma anche cosa ci stia a fare con un microfono in mano, scrive canzoni e addirittura produce album, quello di Elodie, che brava lo è davvero, ma peccato per lei visto in che mani è finita. Ascolti i suoi inediti, fatti con tre accordi messi in croce che paiono, come ha detto un mio carissimo amico, della musica russa, in cui trasuda tutta la sofferenza dell’arrangiatore che, poverino, ha dovuto fare sforzi enormi per rendere decente una cosa immonda.

L’unica cosa che mi sento di salvare è la genialità di Peparini, perla rara, diamante prezioso, arte pura. Le sue scenografie e le sue coreografie sono teatro d’avanguardia di altissimo livello, di cui il carrozzone De Filippiano non è degno.

Per il resto, che dire? E’ finito finalmente un altro talent, prepariamo le nostre membra per altri futuri e più sconfortanti momenti da talent…e AVANTI UN ALTRO ANCHE SE IN FONDO NON C’E’ PIU’ POSTO!

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