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Morti di un Dio minore – I figli morti nella tragedia di Orlando

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di Mela Giannini

Edward Sotomayor Jr., 34
Stanley Almodovar III, 23
Luis Omar Ocasio-Capo, 20
Juan Ramon Guerrero, 22
Eric Ivan Ortiz-Rivera, 36
Peter O. Gonzalez-Cruz, 22
Luis S. Vielma, 22
Kimberly Morris, 37
Eddie Jamoldroy Justice, 30
Darryl Roman Burt II, 29
Deonka Deidra Drayton, 32
Alejandro Barrios Martinez, 21
Anthony Luis Laureanodisla, 25
Jean Carlos Mendez Perez, 35
Franky Jimmy Dejesus Velazquez, 50
Amanda Alvear, 25
Martin Benitez Torres, 33
Luis Daniel Wilson-Leon, 37
Mercedez Marisol Flores, 26
Xavier Emmanuel Serrano Rosado, 35
Gilberto Ramon Silva Menendez, 25
Simon Adrian Carrillo Fernandez, 31
Oscar A Aracena-Montero, 26
Enrique L. Rios, Jr., 25
Miguel Angel Honorato, 30
Javier Jorge-Reyes, 40
Joel Rayon Paniagua, 32
Jason Benjamin Josaphat, 19
Cory James Connell, 21
Juan P. Rivera Velazquez, 37
Luis Daniel Conde, 39
Shane Evan Tomlinson, 33
Juan Chevez-Martinez, 25

Nomi, cognomi, uomini, donne, figlie, figli, fratelli, sorelle, amiche, amici…persone, esseri umani con parenti, con madri, con padri, con sogni, con problemi, con lavori, con pensieri, con ricordi, con un passato…e senza un futuro, ormai.

Erano andati a ballare, a svagarsi, a bere e divertirsi con amici, lì al Pulse, nella città del divertimento ad Orlando, in Florida, lì che come al Bataclan a Parigi, il novembre scorso, la musica alta, sulle prime, ha camuffato i primi spari dell’esaltato di turno, mentre i primi corpi cadevano a terra ancora prima che quei ragazzi capissero cosa stesse accadendo loro.

E giù il primo, poi il secondo, poi il terzo, il quarto…quarantanove vittime, quarantanove vite spezzate, oltre ai cinquantatré feriti scampati alla morte, per un totale di quasi cento persone…si, proprio così, CENTO PERSONE, CENTO VITE UMANE!

Cento ragazzi, ognuno con la propria storia, proprio come Eddie, Eddi Justice di 30 anni, che alle due del mattino manda degli sms disperati alla madre: “Mamma, sto per morire”… “Mamma, ti voglio bene”… “Nel club stanno sparando”… “Intrappolato nel bagno“.

Lei, la mamma – e si, perchè anche i “froci” hanno una madre, hanno una famiglia, hanno una vita, hanno affetti – disperata gli risponde:  “Stai bene?”… “Che locale?”; e il figlio – e si, perchè anche i “froci” sono figli di qualcuno, madri e padri, genitori che li amano perchè semplicemente FIGLI –  le risponde “Pulse. In centro. Chiama la polizia“…“Sto per morire”.
La mamma di quel FIGLIO, che ama in quanto figlio, a prescindere da tutto, a prescindere da cosa sia, a prescindere dai suoi pensieri, dai  suoi orientamenti sessuali, quella mamma, quella donna, disperatamente chiama la polizia e disperatamente corre verso il Pulse, corre sperando di salvare suo figlio dalla follia umana che lo sta portando via da lei, corre a proteggerlo…corre e arriva vicino al locale e gli riscrive ancora più disperatamente: “Quale bagno?”.
Il figlio, che ormai è entrato nel vortice di un destino nefasto, risponde a quella madre straziata dall’impotenza e dal dolore: “Sta arrivando. Sto per morire. Ci ha preso”… “È nel bagno con noi”…”ci sono molti feriti“…“Presto, è nel bagno con noi”; e la mamma continua a messaggiare al figlio nella speranza che quel dialogo non si rompa, non si spezzi…che continui, che plachi un po’ la paura del figlio, e che l’aiuti a sopportare il terrore di perdere il figlio amato:“E’ l’uomo in bagno con voi?”,  “E’ un terrorista, sì”…e poi il destino si compie, poi più nulla, il silenzio…e poi una madre perde il figlio…e poi un dolore immenso.

In quel locale altri 48 “Eddie” non potranno più abbracciare la loro madre…e altre 48 madri non potranno più abbracciare i loro “Eddie”.

Intanto in Italia, come altrove in questo mese, c’erano le manifestazioni per il Gay Pride e in tanti, troppi, hanno avuto l’ardire di affermare che sono manifestazioni inutili, una ostentazione, e sui social, tastiere in mano, ogni inetto mentale si sente in dovere di sputare impunemente odio e soprattutto un’omofobia che ormai regna imperante, viscida e mal celata, la stessa che troviamo anche nelle istituzioni, nelle stesse istituzioni e tra quegli stessi parlamentari che affollano i family day, che galoppano quest’assurda e anomala onda discriminatoria per racimolare voti che permetteranno loro di mentire su prossime nipoti di Mubarak e olgettine di turno, gli stessi che lottano, e vincono, per i loro vitalizi parlamentari a vita…gli stessi che stanno fermando e affossando il disegno di legge contro l’omofobia nelle commissioni parlamentari.

All’indomani, i cari giornali italiani non mettono in evidenza quanto successo…i 100 figli di Orlando non sono come i figli del Bataclan…quelli del Pulse erano “froci”, non come i 100 figli, quelli “normali” (e non è nemmeno vero perchè al Bataclan di gay ce n’erano) caduti a Parigi, che meritavano attenzioni, che meritavano i “je suis”.

E vogliamo parlare dei politici? Dei volti noti? Dei bell’imbusti dei salotti televisivi? Niente, silenzio…assordante, imbarazzante.
Da destra velocemente bollano l’accaduto come di matrice islamica, che sicuramente lo è, ma per loro è meglio sottolineare questo che affermare che quanto accaduto ad Orlando è frutto anche, e soprattutto, di una politica e cultura omofoba impregnante, che soffia odio e discriminazione.
A sinistra non si espongono più di tanto…sono sotto elezioni, e c’è l’elettorato populista da non infastidire, che bisogna tener buono, quell’elettorato che se muore un “culattone” ecchisenefrega, se la son cercata. Per non parlare degli ignavi pentastellati, ormai votati ad una destra che più fascista non c’è, che di “froci” non ne vogliono ne sentir parlare e ne soprattutto parlare, per cui SILENZIO TOMBALE.

Ma tranquilli…stasera gioca l’Italia agli Europei, tutto verrà dimenticato in fretta…per cui, chi se ne frega di sti froci di merda…VIVA L’ITALIA…e goal!

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