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Cronaca di un dolore – La tragedia di Nizza

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di Mela Giannini

Un altro tuffo al cuore, altre lacrime che scendono, altra incredulità, altro sgomento, altro senso di impotenza.

E’ successo ieri, in tarda serata, è successo quando si celebrava la Libertà L’Uguaglianze e la Fratellanza, è successo poco dopo che i fuochi pirotecnici avevano fatto sorridere i visi di bambini con il capo rivolto in cielo, è successo quando si passeggiava sul lungo mare in una calda sera di Luglio…e quando è successo io dormivo e non avevo idea di cosa stesse succedendo nel mondo.

L’ultimo ricordo che ho di ieri sera, drammatico e premonitore, mentre guardavo una trasmissione sportiva (e io di solito non guardo trasmissioni sportive), è stato un pensiero che mi è balenato in mente, così, senza un apparente perchè: “però, dai, non è successo nulla in Francia durante gli Europei di calcio…son contenta, finalmente sta cambiando qualcosa“.
Poi più nulla…mi accoglie tra le braccia Morfeo mentre sono sul divano. La televisione resta accesa e verso le tre del mattino mi sveglio, spengo distrattamente la TV e vado a letto. Ma ho una inquietudine, ho quell’ultimo pensiero che mi ritorna in mente prima che mi addormentassi. Passo di fronte ad uno specchio che riflette il monitor del computer ancora acceso in veranda, e torno indietro per spegnere tutto…e qui un messaggio privato mi gela: “Sei Sveglia? Attentato a Nizza!”.

Mi precipito al televisore, accendo : “più di 80 morti, più di 100 feriti, 16 in condizioni gravi…e tra i feriti e le vittime anche bambini“. Non è possibile!
Sembra un bollettino di guerra…anzi è un bollettino di guerra, una guerra disumana che non guarda in faccia a nessuno, nemmeno ai bambini.
Ieri in una redazione giornalistica, l’altro ieri in un locale durante un concerto, l’altro ieri ancora in un aeroporto, oggi su una passeggiata in riva al mare. Quelli i numeri, questi i campi di battaglia, i luoghi della guerra. Ieri lontani migliaia di chilometri, oggi sotto casa nostra. L’orrore e il terrore è lo stesso, il sangue lo stesso, la follia la stessa.

A dolore si aggiunge dolore: chi muore per chi, chi è causa di questo dolore, chi l’origine, chi i veri responsabili?
Domande che ci poniamo ogni volta nell’arena degli opinionisti di quella “rete fognaria” che è internet, che è anche il più grande mezzo di comunicazione di chi fa proseliti in un occidente, prima carnefice con le sue assurde politiche, oggi vittima anche di se stessa.

Oggi si piange altri figli, altre madri, altri fratelli, altre sorelle, altre mogli e altri mariti…e soprattutto si piangono bambini, riversi a terra accanto le loro bambole.
L’unica cosa che oggi possiamo e dobbiamo fare, in nome di quest’altro sangue versato, è non perdere la nostra umanità, non smettere di credere nell’amore…perchè altrimenti avremo perso TUTTI, avremo perso TUTTO, e il futuro dei nostri figli sarà ancora più fosco e incerto di quanto non lo sia già.

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