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Roberto Vecchioni esce con il suo nuovo album “Io non appartengo piu’ “…ecco il pensiero del “Professore”.

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L’8 Ottobre esce “Io non appartengo piu’ “ il disco di inediti del Professor Vecchioni, che  arriva a tre anni dalla raccolta Chiamami ancora amore (album che conteneva l’omonima canzone che vinse Sanremo nel 2011) e a sei anni da Di rabbia e di stelle del 2007.


L’album è stato anticipato dal singolo Sei nel mio cuore gia’ in rotazione radiofonica dal 13 settembre scorso.

1240415_515409538547264_1704905702_n La copertina ritrae un Vecchioni  ora seduto comodamente in poltrona ma all’interno di un ring vuoto, come se la natura combattiva sociale e politica dell’uomo Vecchioni, a questo punto della sua vita sia placata,ma non sparita, perchè lui è comunque al centro di quel ring da combattimento…

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Il disco, a detta di Vecchioni, è nato e ha preso forma piano piano in studio di registrazione partendo dalla musica e dalle melodia, non dalle parole, ed è stato prodotto e arrangiato da Lucio Fabbri.

Il disco contiene 12 tracce e questa è questa la tracklist:

“Esodo”
“Le mie donne”
“Il miracolo segreto”
“Sei nel mio cuore”
“Sui ricordi”
“Ho conosciuto il dolore”
“Stelle”
“Così si va”
“Wislava szymborska”
“Due madri”
“Come fai?”
“Io non appartengo più”

In una di queste  tracce c’è  la firma di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. I due , Giuliano e Roberto, saranno ospiti a Padova domenica 13 ottobre in occasione della Fiera delle Parole, dove parleranno  di questa loro collaborazione artistica.

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Giuliano su Twitter , in merito a questa collaborazione ha scritto: “‘E’ un onore immenso aver scritto una canzone per il MAESTRO Vecchioni-Mi è scoppiato il cuore a sentire la sua voce’…”

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Alla conferenza stampa della presentazione del disco a Milano, Vecchioni, per ben dare un significato a questo lavoro, al pensiero che in esso è racchiuso,  in sunto dice che questo album è quello che più di tutti i suoi precedenti parla meno di politica, della “politichetta italiana” come la definisce lui riferendosi a quello che succede in politica in Italia in questo periodo e a quanto questa l’abbia in qualche modo deluso. Parla dell’uso improprio che viene fatto dei media, dove tutto viene proposto sotto forma di “spettacolo”, parla della sua inadeguatezza di fronte a questa era fatta di globalizzazione e digitale, dove tutto scorre e corre ad una velocità inconcepibile per la dimensione umana…e lui ha bisogno dell’umanesimo per sopravvivere a tutto questo, in un periodo in cui i punti di riferimento vengono a mancare e ciò in cui credi ti delude in un attimo.

Lui riflette sui contenuti che vengono dati in pasto alla nuova generazione, ai ragazzi…superficialità fatte a misura di canzonette, senza saper mostrare e raccontare a queste giovani menti dell’altro…o “anche” dell’altro, come ad esempio di non fidarsi e credere nei falsi miti e che la cosa in cui davvero bisognerebbe credere è nell’umanità degli uomini… negli uomini! Dice inoltre che questo disco non racconta di “rimpianti”, anche se può sembrare malinconico, ma che in sostanza  rappresenta quello che lui sta cercando di fare a questo punto della sua vita, ossia viversi in pieno e con tutto il tempo necessario, con molta calma, tutto quello che è riuscito a realizzare e fare fino a questo punto della sua vita, un punto in cui non vuol più lottare contro i mulini al vento .

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E poi continua dicendo :
Non c’è niente da voltarsi e piangere. Devo solo resistere. Non voglio che nessuno entri nel mio ring. Il mio modo di affrontare la vita è di tornare nel mio umanesimo, sperando che un po’ di umanesimo torni nel mondo. Io non appartengo più’ potrebbe essere definito un soliloquio davanti alla fine ma che non ha niente a che vedere con il nichilismo, lo sconforto, la resa… Piuttosto è la presa d’atto che l’essere umano più di tanto non riesce a fare, non riesce a dare: talvolta stringe la mano degli altri perché nel buio non capisce niente o si rivolge al cielo, talvolta si convince che deve farcela da solo”.

Ha anche  parlato  della sua candidatura al Premio Nobel per la letteratura e le critiche ricevute:
Il Nobel è troppo per me e non lo prenderò mai, ma ho già vinto: la nomination è il punto più alto della mia carriera. Non mi interessa altro e mai ho pensato e penso di potermelo meritare o di arrivarci. De André l’avrebbe meritata molto più di me, almeno la nomination. Ma ai tempi non c’era proprio la concezione di equiparare la canzone d’autore alla poesia. Mi hanno letto tutto e mi conoscono più in Svezia che in Italia, dove mi insultano. Se fosse successo in Francia o Inghilterra sarebbero scesi in piazza a festeggiare”.

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Tra le tante domande fatte durante la conferenza stampa, alcune sono state davvero interessanti, come ad esempio quella in cui viene chiesto Vecchioni  in merito al caso  Barilla:
“Io non sapevo nulla della vicenda. Mi ha avvicinato una giornalista e mi ha chiesto cosa ne pensassi dicendomi che Barilla non voleva che i gay lavorassero per lui. Io ho risposto dicendo: “Beh, è un cretino”. Valanghe di messaggi su Twitter. Per insultare me, ovviamente. Ma tra tutti questo è il più divertente: “Tu hai scritto “Voglio una donna con la gonna”. Avresti dovuto scrivere “Voglio un uomo con kilt”!”.

La domanda sul caso Barilla e sulla tematica del mondo gay, non è stata casuale, perchè in una canzone del disco, quella che porta il titolo di “Due madri”, il professore parla e dedica la canzone  alla figlia Francesca e alla sua compagna Alessandra, da poco diventate mamme di due gemelle, Nina e Cloe.
“Mia figlia e la sua compagna sono riuscite ad avere due bimbe, grazie ad un viaggio in Olanda in cui le ho accompagnate e ci siamo divertiti tantissimo. L’uguaglianza dei diritti prima o poi arriverà, per forza. In quel brano canto il diritto di due persone dello stesso sesso di amarsi e anche di avere dei figli. Non canto questa canzone per farmi bello con i gay, ma perché questa situazione la vivo.”

 

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Un’altra domanda interessante è stata quella che ha toccato il tema dei “social”,e nella risposta alla domanda il Professore spiega la sua avversione verso queste realtà virtuali di socializzazione:
“La nostra democrazia è una demomania, una demotrofia. Non sopporto più il fatto che tutti possano parlare, come succede su Twitter, senza sapere nemmeno di cosa stanno parlano. Non sopporto più la frase: “Non la penso come te, ma mi batterò con tutte le mie forze perché tu possa esprimere la tua idea”. Non è vero, non me ne frega un caz*o di quello che dici perché non ha senso, punto!”

Poi Roberto dice due parole anche su Papa Francesco definendolo una “Ferrari” e dice di ascoltarlo sempre volentieri.

A Vecchioni  viene fatta anche una domanda in cui gli si chiede del suo rapporto con Dio:
“Non ho follie e derive divinatorie ma sento una grande calma nella consapevolezza che esiste una presenza che sa tutto quello che succede, come dice Papa Francesco di Gesù Cristo. Anche il Male ha un senso perché fa splendere il Bene dall’altra parte. E’ una grande consolazione sapere che nel momento in cui soffri, c’è una sentinella, qualcuno che vigila per te e su di te. Non capisco perché durante una canzone, una sinfonia o un film bellissimo ci venga quel groppo allo stomaco e le lacrime agli occhi. Questo non è per niente pragmatico, da cosa deriva? Sicuramente da qualcosa che va oltre la chimica. Il sentimento non ha una nascita che si possa riferire soltanto a fatti pratici o reali, credo che sia riferibile invece a qualcosa di più grosso, di più aulico.”

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E parlando di una canzone del disco, “Ho conosciuto il dolore” continua dicendo:
“Anche se non ci fosse un Dio, una strada percorribile per eliminare le complicazioni che troviamo nella nostra vita, noi siamo uomini e possiamo superare tutto. La risposta a questo tipo di domande è laica. Quando mi è stato tolto un tumore dal rene, non è che avessi vicino Gesù Cristo o Budda, per capirci.”

Poi a Vecchioni gli viene fatta la classica domanda, inevitabile, sui Talent, vista anche la sua partecipazione ,in qualche modo, alla trasmissione di Amici:
“Io non ce la faccio più a sentire un ventenne che sale sul palco di X Factor o di Amici dicendo: “La mia vita è cantare”. Bisogna fargli capire che ci sono altre cose, bisogna insegnargliele. Fargli capire che se non canta vive lo stesso, eccome se vive. Non sopporto l’idolatria dello stare sul palco fine a se stesso, non ha senso”.

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Un’altra domanda significativa è stata quella in cui gli hanno chiesto il suo parere sulla situazione dell’Ilva di Taranto e le problematiche di salute che stanno toccando la popolazione del posto:
“Sono stato a Taranto ed è assurdo scoprire che esista un ragionamento tipo: “O si lavora e si muore o non si lavora e si vive”. Però è così. Ed è terribile che sia così. Tutto nasce dal fatto che una delle colpe maggiori della nostra Italia è che non sembra essere in grado di programmare, di pensare al futuro e lascia che le cose capitino anche se potevano essere prevedibili e quindi evitabili.”

Roberto Vecchioni

Alla fine sono anche state date le date del nuovo Tour teatrale, il “Io non appartengo più tour 2013”, che partirà il 7 novembre e toccherà 14 città italiane.

Lo spettacolo vedrà Vecchioni esibirsi accompagnato dalla sua storica band: Lucio Fabbri (pianoforte, violino, chitarre), Massimo Germini (chitarre), Roberto Gualdi (batteria) e Marco Mangelli (basso), oltre ad un Trio di Archi formato da Costanza Costantino (violino), Riviera Lazzeri (violoncello) e Chiara Scopelliti (viola).

Le date del tour sono le seguenti:

Novembre

7 Crema – Teatro San Domenico (data zero) WWW.TEATROSANDOMENICO.IT 0373 85.418
13-14 Milano – Teatro Nuovo WWW.TEATRONUOVO.IT 02 79.40.26
18 Verona – Teatro Filarmonico WWW.EVENTIVERONA.IT 045 80.39.156
26 Torino – Teatro Colosseo WWW.TEATROCOLOSSEO.IT 011 66.98.034
27 Pavia – Teatro Fraschini WWW.PROMOTERPV.IT 340 533.49.16
29 Bologna – Teatro delle Celebrazioni WWW.TEATROCELEBRAZIONI.IT 051 61.76.111

Dicembre:

2  Mantova.
5 Trento – Auditorium Santa Chiara WWW.CENTROSANTACHIARA.IT 0461 21.38.11
6 Belluno – Teatro Comunale WWW.SCOPPIOSPETTACOLI.IT 0437 94.88.74
10 Pisa – Teatro Verdi WWW.LEGSRL.NET 0574 182.58.63
13 Sassuolo (MO) – Teatro Carani WWW.TEATROCARANISASSUOLO.IT0536 81.10.84
14 Padova – Gran Teatro Geox WWW.GRANTEATROGEOX.COM 049 09.94.614
17 Roma – Auditorium Parco della Musica WWW.AUDITORIUM.COM 892.892
20 Sanremo (IM) – Teatro Ariston WWW.ARISTONSANREMO.COM 0184 50.70.70
21 Firenze – Teatro Verdi WWW.PRGFIRENZE.IT 055 66.75.66

2 dicembre Mantova.

Biglietti sono in vendita già da venerdì 4 ottobre tramite il circuito TicketOne WWW.TICKETONE.IT

Per informazioni: Live Nation Italia Tel. 02 53 00 65 01 – INFO@LIVENATION.IT WWW.LIVENATION.IT    

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Per finire ricordiamo che “IO NON APPARTENGO PIU‘, in uscita l’ 8 di Ottobre, è disponibile in preorder su iTunes sul seguente link: https://itunes.apple.com/it/album/io-non-appartengo-piu/id709415856

di Mela Giannini

 

Video- Roberto Vecchioni – Sei nel mio cuore – Lyric video

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