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Annie Lennox non considera Beyoncé una “Femminista convinta”.

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di Mela Giannini
Non si chiude la polemica-dibattito, sollevato durante delle interviste di Annie Lennox,  sul concetto di “Femminismo”  di Beyoncé.

Beyonce performs a medley of songs with a group of thong-clad dancers lying nearby during the 2014 MTV Video Music Awards in Inglewood

Cominciamo con il dire che la suddetta polemica non è nata da una personale iniziativa della Lennox, ma da alcune domande fattele in una intervista per la rivista “PrideSouce Magazine“.

Alla Lennox le fu chiesta una opinione in merito al “concetto” FEMMINISTA di Beyonce, prendendo spunto da una performance che quest’ultima fece agli MTV VMAs scorsi (vedi foto che segue)

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Durante quella intervista Annie ha definito  Beyoncé come “Feminist Lite
Annie (che ricordiamo da anni e una attivista del movimento Femminista) – che non è certo persona che le manda a dire – in sunto in quel frangente disse, dopo aver oremesso che Beyonce è una brava artista e performer,  che la stessa però non è assolutamente una “femminista convincente“, che usa quella parola per promuovere semmai se stessa.

Poi aggiuse che il messaggio di femminismo che viene  lanciato da Beyoné  non ha alcuna “profondità” sociale per quanto riguarda l’emancipazione femminile, perchè un’artista che usa il “sesso” nelle sue canzoni e nelle sue performance fa solo del marketing, lo fa solo per “vendere”, non lo fa per mandare messaggi sociali… anzi, lancia messaggi sbagliati, diametralmente opposti al concetto stesso del Femminismo, che non vede la donna “schiava” della sessualità e dell’immagine per poter essere rispettate e considerate in questa società (e il riferimento era anche al mondo dello spettacolo) prettamente maschilista.

La Lennox inoltre disse che usare il sesso discograficamente è una scelta lecita di marketing, va bene, sono scelte soggettive degli artisti …ma queste scelte non vanno più bene se poi ci si rivolge anche ad un pubblico molto giovane, bambini, ragazzini e adolescenti, perchè purtroppo poi i giovani tendono ad emulare i loro idoli e il tutto non è educativo .
(stesso discorso che la stessa Lennox fece l’anno scorso criticando pubblicamente sulla BBC Radio Miley Cyrus e il suo twerking).

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L’intervista si chiuse con l’auspicio della Lennox di sedersi un giorno con Beyoncé e altre colleghe (il riferimento era specialmente rivolto a Rihanna e Miley Cyrus) e parlare con loro in merito all’argomento e sentire da loro cosa realmente ne pensavano.

Beyoncé allora non rispose alle dichiarazioni della Lennox , ma per lei, in sua difesa, in difesa  scese in campo un seguitissima giornalista di colore del Magazine Clutch, Diana Veiga, che disse che la Lennox si comportava come se fosse il supervisore del femminismo delle donne di colore.

Testualmente disse:
Questa esigenza di donne bianche di sorvegliare la definizione e il modo di concepire il femminismo delle donne di colore è fastidioso, fastidioso e inquietante, e non fa altro che allargare il divario già esistente tra le femministe bianche e nere. Che cosa sono le profondità del femminismo di cui la Lennox parla? Come fa Beyoncé a non rappresentarli? E che cosa pensa la Lennox che a Beyoncé manchi per essere considerata una femminista?

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Ora, a distanza di  diverse settimane, durante una intervista promozionale alla PRS (radio pubblica statunitense) per l’uscita (il 28 ottobre) del nuovo album “Nostalgia” di Annie Lennox  (qui il nostro articolo in merito), all’artista è stato ancora chiesta la sua opinione in merito alla “sessualizzazione” palese delle donne nella musica,  ed era ovvio che l’intervistatore si riferiva all’intervista precedente rilasciata al “PrideSouce Magazine“.

Annie ha ovviamente confermato quanto aveva già detto, spiegando:
Il motivo per cui ho commentato è perché penso che questa  sessualità palese e spinta è rivolta non solo ad un  pubblico in particolare, ma anche ad un pubblico molto giovane, come 7 anni …e  trovo inquietante la cosa, credo che il suo sfruttamento è preoccupante. Lo dico da un punto di vista di una donna che ha avuto figli“.

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L’intervistatore  Inskeep, in merito all’argomento, ha sottolineato alla Lennox, invitandola ad ammetterlo, che aveva criticato specificatamente Beyoncé… e la Lennox ha risposto:
Mi veniva chiesto di Beyoncé nel contesto del femminismo… e nel mentre pensavo a tutte quelle donne forti,  femministe, alla loro lotta…a donne che hanno dedicato la loro vita al movimento di liberazione delle donne …e allora ho risposto che Beyoncé, da questo punto di vista non era una femminista convincente – e ha aggiunto- …il  twerking non è femminismo, questo NON è liberatorio…questo non  è che abilità di marketing, è ‘una cosa sessuale che si sta facendo su un palco…

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Durante l’intervista la Lennox era ben conscia che le sue dichiarazioni stanno polarizzando l’attenzione della gente sull’argomento, facendo scaturire reazioni negative e positive… ed in merito l’artista ha detto che la cosa è “positiva”, perchè è sempre positivo quando si aprono dibattiti su certi argomenti.

In molti, compresa la sottoscritta, auspicano che davvero si apra un dibattito sull’argomento “sesso in musica”, con tutte le parti chiamate in causa, e a questo punto sarebbe davvero auspicabile ascoltare la replica di Beyoncé.

AGGIORNAMENTO AL 25 OTTOBRE 2014

L’ennesima intervista di Annie Lennox  è stata quella di ieri alla ABC, in una popolarissima trasmissione, “The View“, dove tutte le interlocutrici sono donne e tra le moderatrici c’è Whoopi Goldberg e la popolarissima attrice/comica gay Rosie O’Donnell.
Ovviamente anche in questo frangente non si sono lasciati sfuggire l’occasione di chiedere ancora alla Lennox sulle sue dichiarazioni su Beyoncé.
QUI VIDEO DELL’INTERVISTA

ABC

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