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Chanty – Intervista

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di Tiziana Pavone :Fonte FMDBlog- faremusic.it
Chantal Saroldi, in arte Chanty, è una bella e giovane cantante savonese con le idee chiare su come arrivare a costruirsi una carriera: impegno e divertimento.

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 Il motore trainante della personalità di Chanty è il funk soul che le scorre nelle vene, affinato dallo studio e dalla passione per le storiche realtà incise sotto etichetta Motown Records e Stax. Nata in Tanzania, prima di arrivare  in Italia ha vissuto a Taiwan. Ha alle spalle esperienze formative che le hanno permesso di iniziare il suo percorso da solista.

Ha studiato canto jazz al Conservatorio di Cuneo, vinto il Festival Golden Disc, come prima classificata nella sezione Inediti & Cantautori. Ha partecipato al prestigioso concorso per solisti jazz Premio Massimo Urbani e ha ricevuto dal Presidente di Giuria Enrico Rava una borsa di studio per il Nuoro Jazz Festival di Paolo Fresu. Nell’ambito del Berklee’s College of Music workshop a Umbria Jazz ’12, ha vinto una borsa di studio per il programma estivo della celebre Università Musicale di Boston.
Si è esibita a Umbria Jazz, e al concerto d’apertura di Umbria Jazz Winter a Orvieto. Chanty è figlia di una società che in arte si evolve verso la contaminazione culturale eterogenea, ricca di spunti e nuove influenze musicali. Venuta a conoscenza del gradimento che gli iscritti di Fare Musica e Dintorni su Facebook hanno espresso sentendola cantare allo scorso Festival di Sanremo, ha voluto ringraziare in tempo reale, prima dell’intervista, con un video girato a due passi dal red carpet infuocato del teatro.

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Cosa ti ha spinto a intraprendere questa carriera?

Ho sempre ascoltato tanta musica, jazz classica e soul. Ho amato Billie Holiday, Otis Redding. A sedici anni ho cominciato a cantare con un gruppo e mi sono resa conto di quanto sia difficile imparare a gestire ogni situazione. Ci sono stati momenti in cui ho detto “non ce la posso fare!”. Mi ricordo una serata a Milano in cui mentre cantavo il pubblico era con me, stava partecipando. Ho pensato: voglio questo. Coinvolgere le persone nella musica. Non posso fare altro che cantare ! Mentre studi in Conservatorio ai tirocini ascolti altri. Una grande formazione, che mi porta alla voglia di insegnare. A sperimentare la bellezza di assistere all’evoluzione dei generi, dalle radici a nuove chiavi di lettura che toccano il cuore al primo ascolto.

Come hai vissuto il contesto sanremese, tanto lontano dall’ambiente jazz a te caro?

Sono stata molto contenta di averne preso parte, perchè quello che conta non è l’ambiente dal quale uno viene, ma la canzone che si ha da proporre. La canzone che io ho scritto la amo, l’ho proposta e mi hanno presa. “Ritornerai” tutto sommato, è poco convenzionale. Si vede che il Festival sta abbracciando il nuovo; ha scelto di mettere le proposte in prima serata.

Che giudizi dai sulle canzoni degli altri giovani?

Le ho sentite tutte le ho trovate interessanti e belle. Mi è piaciuta molto la canzone di Rakele, “Io non lo so cos’è l’amore”.  Anche Caccamo. Le discussioni tra di noi erano concentrate sull’esecuzione delle canzoni, e anche questo è stato bello!

Cosa ricordi di Area Sanremo, concorso che ti ha portato al Festival di Sanremo?

Le selezioni sono top secret perciò non ti senti in gara con gli altri, anche se eravamo in quattrocento. Io volevo misurarmi con me stessa per sapere in cosa migliorare, ed evidentemente mi hanno ritenuta matura per fare un Festival. Devo ringraziare chi, alle selezioni di Area Sanremo, ha creduto in me: Giusy Ferreri,Paolo Giordano, Roby Facchinetti, la D’Amico. Oltre che alla mia prima sostenitrice, insegnante e jazzista di pregio, Danila Satragno.

Che messaggio vuoi lanciare ai giovani come te?

Consiglio di andare pronti psicologicamente, sapendo cosa si vuol fare, sapere cosa vuoi dire. Di sperimentarsi, studiare, crescere, avere una personalità che si veda in ogni canzone. E’ esattamente questo ciò che si nota di te, da subito, anche facendo Talent.

Come ha reagito l’altra Liguria, quella delle piazze live, che ti conosce bene e ti ha vista arrivare al Festival?

Che dire di noi liguri? Vengo da Savona. Spesso si dice che siamo chiusi ma non è così. Io ho vissuto l’emozione sulla mia pelle. La mia mamma ha detto: “Non ti preoccupare di come va, l’importante è cantare con il cuore”. I miei amici sono entusiasti e mi spronano sempre. Rain Dogs, il locale dove sono andata a sentire tanti concerti e dove poi ho suonato, è un punto fermo. Loro tutti sono felici per la mia esperienza, hanno scritto sul mio Facebook. Sono venuti a trovarmi subito dopo l’esibizione a Sanremo. Che bell’entusiasmo ritrovarci anche lì!

Quando avremo il piacere di sentirti cantare su disco?

E’ presto per fare un intero album. Anche se è in cantiere: uscirà per l’estate. Sarà un album pensato, di qualità. A me piace la contaminazione, mettere tutto quello che ascolto in quello che faccio. Il disco è costruito senza la frenesia del dopo Sanremo. In questi giorni su Deezer si possono ascoltare quattro brani pronti. Tra cui quello che ho portato a Sanremo. “Ritornerai” è prodotta da Gigi Barocco e arrangiato da Il Delfo. Con la collaborazione di Andrea Bonomo e Manuela Speroni. Io scrivo la musica e i testi.

VIDEO-Chanty  “Ritornerai”
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