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DAVID GILMOUR: VIDEO DEL NUOVO SINGOLO “FACES OF STONES”, DEDICATO ALLA MADRE AMMALATA

Uscito il suggestivo video in bianco e nero di "Faces of Stones", terzo estratto da "Rattle That Lock" di David Gilmour. Il brano è molto commovente, perchè parla della madre dell'artista, gravemente malata di demenza, e del momento in cui, durante una passeggiata con lei, il figlio se n'è accorto.

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di Mela Giannini

Dopo “The Girl in the Yellow Dress” è  uscito “Faces of stones“, il terzo estratto dal bello e fortunato album “Rattle That Lock” di David Gilmour, uscito il 18 Settembre scorso.

Il video che correda il nuovo singolo è molto suggestivo, girato in bianco e nero, in cui si alternano immagini dell’artista in studio e immagini retrò di una donna che cammina sulla spiaggia e che ripercorre posti e luoghi, ricordi…frammenti di vita che apparentemente sembrano non avere con loro collegamenti logici. In realtà il video vuol dar vita al testo della canzone che parla della malattia che affligge la madre dell’artista, la demenza senile, e del momento in cui lui se ne è reso conto, durante una passeggiata con la donna.

In effetti è stato lo stesso Gilmour ha spiegare il senso del testo e della canzone stessa:
Rappresenta un particolare periodo della mia vita. Quello in cui mia madre era malata e mia figlia appena nata. Mi ricordo di una passeggiata nel parco in cui lei sosteneva di vedere immagini o volti di pietra tra gli alberi“.

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TRADUZIONE TESTO DI “FACES OF STONE” DI DAVID GILMOUR:

Facce di pietra che guardano dall’oscurità,
non appena il vento è soffiato vorticosamente, tu hai preso le mie braccia nel parco.
Immagini incorniciate, sospese in alto sugli alberi.
Parlavi della tua giovinezza, ma gli anni si sono seccati come le foglie.
Il tuo amante è andato via, in mano il suo rimpiazzo.
E non riuscivi proprio a capire quale fosse la differenza.
Nel grigio scuro, abbiamo camminato attraverso le strade.
Poi mi hai parlato tutta la notte della tua casa d’infanzia vicino al sole.
E io, il mio travestimento, una maschera scelta da te,
credevo a ogni parola che sentivo,
ma almeno penso che è quello che ho provato a fare.
Siamo stati seduti sul tetto, la notte tracima,
non è stato più niente, ma ho imparato tutto ciò che dovevo sapere.
Il tuo sorriso da hollywood emana una luce sul passato.
Ma era il tuo futuro che stringevi così stretto al tuo cuore.

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