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Dolce&Gabbana, Elton John e le famiglie omogenitoriali

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di Federico Buttò
“No ai figli della chimica che non hanno mamma e papà”.

E’ questa la parte che più ha fatto discutere dell’intervista rilasciata da Domenico Dolce e Stefano Gabbana, i due noti stilisti italiani, omosessuali dichiarati, al settimanale Panorama. Entrano, quindi, anche loro nel dibattito odierno sulle famiglie omogenitoriali e più in generale sui diritti lgbt e sulle “nuove” forme di famiglia.

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La polemica. Le dichiarazioni hanno subito aperto la strada a forti critiche dal mondo Lgbt (italiano e internazionale) e a qualche consenso all’interno di quel mondo cattolico-conservatore, che vede con sfavore a qualsiasi apertura alle unioni civili e/o al matrimonio egualitario, alla GPA (la c.d. Gestazione per altri) e alle famiglie omogenitoriali.

La presa di posizione più dura, che ha fin’ora avuto il maggior risalto pubblico, arriva dal cantante inglese Sir Elton John, padre di due bimbi avuti tramite GPA insieme al marito David Furnish :
Come vi permettete di dire che i miei meravigliosi figli sono ‘sintetici’?”, ha scritto stamani Elton John su Instagram, intimando a Dolce e Gabbana di vergognarsi per aver puntato i loro ditini contro la fecondazione in vitro, un miracolo che ha consentito a legioni di persone che si amano, etero ed omosessuali, di realizzare il loro sogno di avere figli. Il vostro pensiero arcaico è fuori tempo: proprio come le vostre creazioni di moda”. E conclude: “Non indosserò mai più nulla di Dolce&Gabbana”, invitando quindi al boicottaggio e lanciando l’hashtag #boycottDolceGabbana, e ripreso da tantissime star, da Courtney Love (“Ho appena messo insieme tutti i miei accessori Dolce&Gabbana e voglio bruciarli”) e Ricky Martin  alla ex tennista, dichiaratamente gay, Martina Navratilova, dal blogger Perez Hilton ai tantissimi internauti.

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Tre giorni fa, prima della polemica con Elton John, sempre sul suo profilo Instagram, Gabbana aveva però respinto alcuni virgolettati riportati da Libero e aveva scritto: “Non ho mai detto questo!!! Le solite palle….#madeinitaly vogliono vendere più copie!!! La verità non interessa a nessuno….”. Ma in queste ore era comparso sempre su Instragram un commento che ha esplicitamente definito Elton John un fascista, un commento rimosso, ma salvato e riproposto in rete da alcuni internauti, che era seguito da un ulteriore post che lanciava l’hashtag #boycottEltonJohn. Un commento, quello rimosso, forse inserito, come sottolinea Repubblica, da un utente, che ha la stessa foto del profilo e lo stesso nome utente di Stefano Gabbana. Quello che è certo è che Gabbana ha dichiarato che “viviamo in un paese democratico e il rispetto per le idee altrui è fondamentale”.

Anche il mondo omosessuale italiano ha commentato in modo duro, come il blog LGBT news Italia che ha per primo fatto propria l’idea di un boicottaggio dei prodotti D&G, oppure ironico, come i molti tweet che in queste ore si possono leggere su Twitter. In molti hanno fatto notare come dieci anni fa, i due stilisti dicevano cose notevolmente diverse: a Vanity Fair, nel 2005, parlavano del loro desiderio di diventare padri, una dichiarazione che compare nella copertina della rivista. Al contrario, a Panorama, Dolce ha dichiarato: “Sono gay, non posso avere un figlio. Credo che non si possa avere tutto dalla vita, se non c’è vuol dire che non ci deve essere. È anche bello privarsi di qualcosa. La vita ha un suo percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate. E una di queste è la famiglia”.

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Nel mondo cattolico più conservatore si sono sentite voci di assenso per queste dichiarazioni. In particolare da Mario Adinolfi, ex deputato del Partito Democratico, oggi noto per aver fondato un giornale, “La Croce”, che tra i vari scopi dichiarati c’è quello di impedire qualsiasi legislazione a favore delle unioni civili e che lotta esplicitamente contro qualsiasi riconoscimento delle “famiglie arcobaleno”. Esplicitamente parla di “due gay coraggiosi”. E dichiara su Facebook: “Elton John si lancia nella campagna “boicotta Dolce e Gabbana”, rei di aver parlato contro l’utero in affitto. Chi mi ha ascoltato o letto sa che racconto spesso la storia di Elton John come paradigmatica della violenza rappresentata dalla procedure con con cui due gay possono “avere” figli. Ora la violenza diventa rabbiosa ed evidente, le frasi rivolte contro i due stilisti omosessuali sono rivoltanti e ovviamente il ricatto si manifesta con un profilo di natura economica: “Non vestirò mai più Dolce e Gabbana“. Fossi in Dolce e Gabbana risponderei con due semplici parole: “sti cazz*”.

Famiglie omogenitoriali. Più in generale, questa polemica tra star di caratura internazionale, si inserisce in un contesto, come quello italiano, dove temi come il matrimonio egualitario (la possibilità di accedere al matrimonio indipendentemente dal genere della coppia, quindi anche alle coppie gay) e la genitorialità gay sono ancora fonte di tensione. Mentre il resto d’Europa è riuscita ad estendere i diritti matrimoniali e a tutelare le famiglie arcobaleno (ultima in ordine di tempo la Slovenia, dove una legge permette alle coppie gay di accedere al matrimonio e di adottare congiuntamente), l’Italia, al pari di Grecia e Polonia, non riesce ad approvare in tempi rapidi una legge sulle Unioni Civili, come il ddl Cirinnà. Una proposta di legge che contiene una norma contestata che garantisce le stepchild adoption (ovvero la possibilità di adottare il figlio del partner). Una lentezza che lascia amareggiati i molti omosessuali italiani e che lascia privi di tutela i tanti bimbi nati all’interno di relazioni omosessuali.

La paura, di alcuni, è che i figli nati in famiglie omogenitoriali possano essere danneggiati dall’orientamento sessuale dei genitori (come ha in questi giorni sostenuto il leader della Lega Salvini). Un’idea che uno psichiatra e psicoanalista come Vittorio Lingiardi respinge in modo categorico, sostenendo che trent’anni di studi ci indicano che si cresce bene anche nelle famiglie omogenitoriali. Una posizione sostenuta dai maggiori istituzioni mediche e psicologiche internazionali e italiane. L’ Associazione Italiana di Psicologia, per esempio, ricorda che “la ricerca psicologica ha messo in evidenza che ciò che è importante per il benessere dei bambini è la qualità dell’ambiente familiare”, indipendentemente dal fatto che i genitori siano conviventi, separati, risposati, single, dello stesso sesso.

Allora poniamoci una domanda: qual è il “vero genitore”? Quello che mette a disposizione la propria biologia o quello che cresce il figlio fornendogli cure e sicurezza?

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