Home Musica Due “chiacchiere” notturne sui Talent&Derivati con Daniele Grasso,Titolare della “Dcave Records”

Due “chiacchiere” notturne sui Talent&Derivati con Daniele Grasso,Titolare della “Dcave Records”

202
0
SHARE

Articolo di Mela Giannini
E può capitare anche questo, quando l’insonnia tipica di chi è abituata a lavorare e scrivere di notte…può capitare  alle 2:30 del mattino di imbattersi  in rete per uno scambio di opinioni  con una delle menti più brillanti della discografia indipendente Italiana, il musicista, produttore, sound engineer e propietario della Dcave Record di Catania, Daniele Grasso.
L’occasione l’ha data una foto pubblicata  da Daniele nella sua bacheca, foto accompagnata da un suo commento “provocatorio” , una riflessione brillante che  insieme alla foto ha sintetizzato e reso bene l’idea della drammatica situazione musicale che la nostra epoca musicale  sta vivendo.

Daniele condivide/posta questa foto presa dalla Pagina Ufficiale dei Pink Floyd commentandola così:
“Tutti in fila per le audizioni di x factor/amici/got talent… Secondo me i vari Morgan Eli Marie Mika ne avrebbero scartati (criticandoli costruttivamente certo) un bel po. Ma vaffanculo, va…”


1451507_10151775597827308_915347677_n

(La foto pubblicata dalla Pagina Ufficiale dei Pink Floyd,  fu scattata il 15 Novembre del 1967 durante una tappa del “Jimi Hendrix Winter Tour” , e tra le band di supporto a quel Tour c’erano anche i 4 ragazzi dei “primi” Pink Floyd).

Appena ho visto quanto postato da Daniele nella sua bacheca, mi sono chiesta:
“E se i musicisti e artisti degli anni 60/70 avessero  fatto i casting per i Talent di Oggi?”

x factor anni 60 70

xfactor-2013-apertura-casting

 

Da qui ne segue uno scambio di opinioni sull’attuale panorama musicale e su quello che sta succedendo, subito sotto un commento di un “amico” di Daniele (Danilo De Matteo) che scrive testualmente:

“ morgan, mika ecc… dovrebbero solo essere impiccati! maledetti loro e quei programmi di merda che non fanno altro che abbassare il livello e la qualità della musica in Italia, e contribuiscono ad inebetire le nuove generazioni di aspiranti musicisti… questi talent sono l’epifenomeno del nichilismo nell’arte…”

X-Factor

Daniele ovviamente di trova d’accordo su quanto commentato e aggiunge “provocazione a provocazione”:
“Questi se incontrassero il nuovo Tom Waits gli direbbero che non può cantare…”


tom-waits_piano

A questo punto la sottoscritta, da sempre sensibile sull’ argomento, non resiste alla tentazione di associarsi alla discussione:
“…mi associo di cuore al vaf**** . Mi chiedo se questi musicisti,invece che negli anni 60/70 fossero vissuti in questo periodo…mi chiedo cosa avrebbero fatto?

Di certo, ne son sicura, non sarebbero a fare la fila per dei casting…sarebbero a suonare in cantine, su palchi improvvisati…a fare musica comunque, nonostante l’aberrazione alla cultura artistica e musicale a cui la nostra generazione è soggetta, perchè plagiata e bombardata dallo strapotere mediatico che tutto soggioga e tutto distorce.

Ma se anche solo uno di loro avesse fatto i casting e fosse arrivato sui palchi dei talent,non penso si sarebbero fatto snaturare, trasformare, manipolare (quello che di solito fanno ai mal capitati ragazzi che vengono alla fine selezionati)…avrebbero insegnato a lor signori il rispetto per l’arte e per l’artsticità intrinseca in chi la musica “la fa” e non solo “la suona o la canta”.
Una sola cosa giusta ha detto Morgan in una puntata di xfactor:
“il TALENTO fa ciò che può…il GENIO fa quel che vuole”!!!

anni 70

Daniele  allora aggiunge:
“Ti ricordi una vecchia canzone che si intitolava video kill the radio stars? Bene, la televisione ha ucciso la musica perchè così come una foto può farti sembrare fichissimo anche un cesso che sta sul palco… Da anni credo nel concetto dell’onesto nemico… Gente che crede in un mondo fatto in un modo e ascolta una musica, e altra gente che crede in un altro mondo e che ascolta altra musica… Oggi un ragazzetto/a vede un palco finto, un guitto che dice stronzate e pensa che sia quella la musica… un ragazzetto che non ha mai sentito la ronza degli amplificatori, lo stridore del freno del leslie sull’hammond, i litigi fra i membri di una band, un produttore che esplora a fondo il tuo mondo interiore per farlo venir fuori, la magnificenza delle imperfezioni nella voce nel ritmo non truccati da autotunes e beat detective… Mia sorella 68ttina mi raccontava che il questore in spigato grigio ordinava la carica contro gli studenti poi a sera tornava a casa dalla sua bella famiglia e ascoltava “non ho l’età di Gigliola Cinquetti… Lei e i suoi colleghi tornavano a casa e sentivano i Doors o italianamente De Andrè… Ogni mondo aveva la musica che rispecchiava la propria visione della vita “

Buggles – Video killed the radio star 1979

[youtube id=”W8r-tXRLazs”]

Parte del Testo tradotto:
“…Hai la reputazione per la tua seconda sinfonia.
Riscritta dalla macchina e dalla nuova tecnologia
ed ora io capisco i problemi che puoi avere.
Oh-a oh
Ho incontrato i tuoi bambini.
Oh-a oh
Che cosa dicono loro?
Il video ha ucciso la stella radiofonica.
Il video ha ucciso la stella radiofonica.
Sono arrivate le immagini ed hanno rotto il tuo cuore.
Oh-a-aho oh
Ed ora ci incontriamo in uno studio abbandonato.
Ci sentiamo il playback e ci sembra così lontano.
E ti ricordi dei jingles usati per andare…”

 

Sempre Daniele:
“…ora sembra che tutto vada bene per tutti… il mainstream saccheggia e scimmiotta […] ne parlo da anni, e cerco di colmare il gap che si è venuto a creare fra il vivere di musica e l’apparire nella musica… tutti i miei lavori son improntati a ottenere una partecipazione totale al vivere la musica, nella musica, di musica…”

La sottoscritta allora risponde:
Bhe a parlarne non sei l’unico…chiunque vive di musica (e parlo di passione…quella vera), ognuno nel suo ruolo, che sia un musicista, un produttore, un addetto ai lavori qualunque…e anche chi “scrive di musica” come me, difronte a quello che oggi stiamo vivendo e assistendo impotenti, come può cerca di mettere in evidenza certe situazioni….cerca di portare all’attenzione della gente e soprattutto delle nuove generazioni il concetto che la “MUSICA” è altro…oppure NON è solo quello che propongono i media, proponendola e vendendola come si vende della mortadella ad un supermercato.
La MUSICA è una forma di espressione della creatività artistica di chi ha qualcosa di davvero importante da “dare &dire”…e lo fa con le proprie infrastrutture intellettive ed emotive…e se poi è capace di regalare fosse solo una emozione…solo una, bhe quella è l’ARTE e quella è la Musica…perchè la MUSICA la si “sente” mente l’ascolti…non puoi “sentirla” “VEDENDOLA” così come la propongono oggi.
La musica è una forma di cultura e come tale deve essere trattata e RISPETTATA!!!
Anche io sono anni che vado dicendo ste cose mentre mi inoltro in discussioni e argomenti che ,alla fine, toccano il discorso dei talent…perchè poi,la parte più drammatica di tutto sta nel fatto che, questi ragazzi che vanno in queste sedi deputate (in apparenza) a scoprire talenti, alla fine vengono farciti di illusioni, sfruttati e gettati…
Potessi e avessi “potere”, chiuderei tutti i talent e getterei via la chiave…
Stanno facendo morire il sottobosco artistico che c’è al di là di realtà come i talent, perchè una miriade di ragazzi che fanno musica non hanno possibilità alcuna di emergere in qualche modo, visto che il monopolio mediatico è in mano ai detentori dei Format dei talent…ovviamente poi tutti a braccetto con il “cartello” delle Major…
Che triste realtà stiamo vivendo in questo periodo musicale…triste davvero…dove fanno passare per musica ragazzine che “leccano catene, martelli e sfere di acciaio”, rasentando il porno (vedi Miley Cyrus).
POVERA MUSICA CHE FINE HA FATTO!!!”

E Daniele aggiunge:
“Grazie a Dio ci sono anche vie efficaci che fanno da resistenza… io le percorro con tutta la forza che ho.

 

Img_1

 

E’ d’obbligo a questo punto spendere due parole per far capire chi è Daniele Grasso ,  un produttore che nell’ambiente musicale Indie è definito
“Il produttore storico della Seattle Italiana”.
Daniele ha lavorato e prodotto innumerevoli artisti durante la sua carriera, tra le quali , Diego Mancino, Cesare Basile, Jhon Parish ,Greg Dulli,Waines Yolaurlo…e soprattutto gli Afterhours.
Ultimamente ha anche lavorato e prodotto il nuovo disco di Mario Cianchi in uscita tra pochi giorni.

Gallery-1

Daniele è da diversi anni che porta avanti un suo progetto artistico, che ha come fine quello di creare una valida alternativa a quello che l’attuale panorama musicale supportato dai Media e le Major offrono.

Il suo progetto si concretizza in una etichetta indipendente, la Dcave Records di cui ne è il Titolare… etichetta a cui è associato uno storico studio di registrazione di Catania, il The Cave studio

 

DCAVE RECORDS

Se si entra nel sito della Dcave Records, (http://www.dcaverecords.com), vi è un riquadro di presentazione dell’etichetta che sembra sia li per immediatamente “mettere le cose in chiaro”, descrivendo cosa fa e quali sono le  finalità di quest’etichetta nata nel 2009.
Quello che si legge è quanto segue:

Nella giovane Dcave records convivono nuovo e antico insieme. Qualcosa che ha a che fare con il solo motivo che rende la musica l’unica strada possibile: LA PASSIONE! Nient’altro che la Passione. Che dico, non Passione ma una vera e propria Ossessione per la diffusione della cultura della musica registrata, delle idee che grazie a quest’arte si diffondono per il mondo. Dcave: Il suo nome parla di un luogo, di una persona e di un idea. The Cave: La Cava, il luogo che negli ultimi dieci anni ha dato corpo e suono a decine di progetti unici nel panorama italiano e ospitato decine di artisti che li hanno trovato terreno fertile per le loro idee. Diego Mancino, Cesare Basile, Afterhours, Greg Dulli, JohnParish, John Bonnar, JD Foster,Hugo Race, Jolaurlo, Alibia, Waines sono solo alcuni dei
nomi passati da li. Daniele Grasso: musicista produttore sound engineer, la persona dietro i suoni i rumori le musiche alla Cava prodotti. Uno con niente di più che un “fottuto suono in testa”. L’idea: scordarsi, al momento di iniziare un nuovo progetto di tutte le professionalità acquisite negli anni e farsi guidare dalle emozioni, come nelle realizzazioni musicali vere dovrebbe sempre accadere. Non compiacere nessuno, se non chi la musica la fa davvero e chi vuole viverla, ascoltarla. Esportare quest’idea insieme ai propri dischi al proprio suono ovunque, “no tricks no frills”! Come lo facciamo: con lo scouting, che nessuno fa più. Responsabilizzando i musicisti e rendendoli parte attiva del lavoro. Con dei piani da “guerrilla marketing”. Con l’aiuto di tutti quegli addetti ai lavori che si innamoreranno del nostro di lavoro e perché stanchi di tutto ciò che è”normale”. Con chi non lo faremo mai: con X Factor, con Amici, con la becera televisione, con music control e le radio che passano solo quei pezzi li, con i finti musicisti, con chi crede che la musica sia un gratta e vinci e pensa “se non faccio successo subito lascio perdere”, con chi cerca mentre scrive quello che “può andare” e non quello che sente di dire. Ah la “Mission”: bisogna averla per forza vero? Produrre
e diffondere più musica possibile!!! Quale? Una che rischi, che sia sincera, non per forza omologata ma che funzioni, che faccia pensare, che non faccia pensare, che faccia piangere e ridere

Sito Web Dcave Records
http://www.dcaverecords.com

Pagina Ufficiale della Dcave Records
https://www.facebook.com/pages/Dcave-Records/162562077108064?fref=ts

 

Profilo Twitter della Dcave Records
https://twitter.com/dcave_records

 

Pagina Ufficiale  The Cave Studio
https://www.facebook.com/pages/The-Cave-Studio/107132756043046?fref=ts

 

Video in cui si vede Daniele mentre lavora nel “The Cave Studio” di Catania  con alcuni artisti da lui prodotti

Daniele Grasso a lavoro negli studi THE CAVE con i VioladiMarte

[youtube id=”xVnEDf8dEu0″]

Daniele Grasso a lavoro negli studi THE CAVE con le Formiche

[youtube id=”jlRMtN7ba4A”]

 

Comments

LEAVE A REPLY