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Terza serata di Sanremo, bravi i Giovani e “tutto il resto è noia”…o quasi!

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Ed è terminata la terza serata della Kermesse canora Sanremese, per regolamento dedicata alle cover dei classici italiani di tutti i tempi, ovviamente della musica leggera…anche se alcuni Big hanno provveduto ad “alleggerirla” ancora di più questa povera musica italiana, storpiando, deturpando, dissacrando dei grandi miti.

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Ma prima c’è stato il VERO FESTIVAL DELLA CANZONE ITALIANA, quello della categoria giovani, che come ieri sera, se non di più, hanno dimostrato che i veri artisti sono loro, perchè hanno presentato canzoni bellissime e le hanno interpretate altrettanto bene, dando uno smacco non indifferente, artisticamente parlando, ai loro colleghi cosidetti “campioni”…che sentiti stasera (per alcuni di loro ) verrebbe da dire : “Ma campioni de che?

Il secondo girone della sfida degli altri 4 giovani, degli 8 della categoria Sanremo Giovani, ha visto Giovanni Caccamo sfidare Serena Brancale e Amara sfidare Rakele.

Convincente la performance del nuovo pupillo della Caterina Caselli- Sugar, Giovanni Caccamo , che ha cantato una canzone tipicamente sanremese, “Ritornerò da te“, anche se il ragazzo, sappiamo bene, è capace di ben altre cose artisticamente e sono sicura che il futuro di questo ragazzo sarà davvero roseo.
Ha lavorato su questo progetto in America, a Los Angeles, con u n grande produttore italiano, sconosciuto in Italia, ma apprezzatissimo in America, Daniele Luppi…e Caterina si prepara a forgiare il “prossimo” Mengoni (almeno nelle evidenti intenzioni della Caselli), e lei ci vede lungo.

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E nel frattempo Caccamo e la sua canzone passano il turno e a farne le spese è una bravissima cantante, Serena Brancale, che canta una STUPENDA canzone, “Galleggiare“, e in molti, durante la performance, si sono accorti della grandissima somiglianza artistica tra la Brancale e Giorgia.
Purtroppo Serena non ce l’ha fatta, ma son sicura che sentiremo parlare di lei in futuro, perchè un talento così ti rimane dentro, ti segna.

Dopo si sono scontrati altri due pezzi da novanta, la STRAORDINARIAMENTE brava Amara, un timbro e una grinta pazzesca, da sfondare lo stomaco e l’anima di chi l’ascolta, che ha cantato “Credo“…e ha fatto bene a “crederci”, perchè ha passato il turno su un’altra brava artista, Rakele, che ha presentato la canzone “Io non lo so cos’è l’amore“, brano anche questo bellissimo e cantato in modo superlativo.
Anche Rakele meritava di vincere…anche se alla fine si pensava avesse vinto lei, ma è stata una gaffe di Conti che ha alzato la mano della vincitrice designata, ma pronunciando il nome sbagliato.

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Momento di grande e genuina ilarità si è avuta poi con l’arrivo del presidente della Sampdoria, Maurizio “Viperetta” Ferrero, che ha domato la scena e sovrastato lo stesso Conti.
Lui sicuramente è stato il miglior “comico” visto sin qui a Sanremo.

Come abbiamo detto, in questa serata tutti i 20 Big hanno gareggiato, in una quasi INUTILE GARA, riproponendo canzoni scelte da loro.

E così, tra epic fail che rimarranno alla storia del festival -come quella della canzone di Tenco del ’70 (n.b. Tenco è morto nel ’67), a detta di Arisa, a detta dei suoi autori e del suo medico che gli ha praticato stasera non si sa qual droga- la serata è andata avanti nello sconcerto di molti adetti (compresa chi scrive), nell’ascoltare quanto i nostri italici artisti (non tutti per fortuna), abbiano toccato il fondo.

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Queste le cover scelte e i voti delle esibizioni:

Annalisa – Ti sento (Matia Bazar):
Brava, elegante, perfetta e il confronto con Antonella Ruggieri tiene alla grande- VOTO 8

Bianca Atzei – Ciao amore ciao (Luigi Tenco):
Esagerata, “sguaita”, ha straziato la canzone di Tenco- VOTO 4

Malika Ayane – Vivere (Vasco Rossi):
Con lei si va sempre sul sicuro, e non sbaglia nemmeno questa volta –VOTO 7

Biggio e Mandelli – E la vita, la vita (Cochi e Renato) [in duetto con Cochi e Renato]:
E cosa si può dire di sti due? Divertenti e dissacranti e a volte provocanti-VOTO 5

Alex Britti – Io mi fermo qui (Dik Dik e Donatello):
Non era in grande serata, almeno con la voce, perchè ha preso sonore stecche, recuperate solo dalla sua bravura con la chitarra-VOTO 5

Chiara – Il volto della vita (Caterina Caselli):
Bella voce, nulla che dire. Chiara dimostra che ha tante frecce nell’arco, quando si fa sul serio-VOTO 7

Dear Jack – Io che amo solo te (Sergio Endrigo):
Il maestro Perris deve aver lavorato tanto con loro, perchè i ragazzini non hanno steccato, anche se il tutto era a livello “scolastico” e non all’altezza del grande Endrigo- Voto 5

Grazia di Michele e Platinette – Alghero (Giuni Russo):
Scenografia bellissima, con i due che sembravano essere su una spider degli anni ’60, tanta ironia anche se tante stecche…ma Mauro ha chiesto alla fine scusa –VOTO 5

Lara Fabian – Sto male (Ornella Vanoni):
Intensa e dentro la canzone, la Fabian è sicuramente un’artista che viene dalla scuola di Celine & Co e si sente, anche se ha intristito, ancora più di quanto non lo fosse già, la canzone-VOTO 7

Lorenzo Fragola – Una città per cantare (Ron):
Di Fragola cosa si può dire? Non ha fatto nessuna sbavatura, ma non ha dato nulla di più a quello che già aveva dato di se, se si tiene conto che in molti lo hanno conosciuto con la canzone di Pasolini e Modugno- VOTO 6

Irene Grandi – Se perdo te (Patty Pravo):
Una Signora della canzone Italiana che canta un’altra Signora della musica Italiana e quello che vien fuori è poesia- VOTO 9

Gianluca Grignani – Vedrai vedrai (Luigi Tenco):
A prescindere dalle piccole imprecisioni interpretative di Gianluca, ma questa sera solo lui poteva cantare Tenco, lui artista dall’animo “maledetto e tormentato” come Tenco… e il risultato è stato notevole-VOTO 7

Il Volo – Ancora (Edoardo De Crescenzo):
Il bel canto (che poi bisogna vedere) alla “sparami in petto” non è tutto…ci vuol altro per emozionare…ci vuole anima, devi essere dentro la canzone, farla tua…non usare la canzone come un mezzo per mettere solo in mostra il DO DI PETTO! Hanno peccato di presunzione, rovinando una bellissima canzone- VOTO 4

Marco Masini – Sarà per te (Francesco Nuti):
Marco era emozionato e si sentiva, perchè cantava una canzone di un “amico” , e per questo all’inizio ha sbagliato qualche nota. Certo questa canzone andava “recitata” un po’ di più, ma il sentimento c’era tutto, ed è arrivato- VOTO 6

Moreno – Una carezza in un pugno (Adriano Celentano):
Non perdo tempo nemmeno a commentare quest’inutile cover- VOTO 4

Nek – Se telefonando (Mina):
Straordinario Filippo in questo festival, stupisce sera dopo sera. Chiaravalli a dirigere e lui a cantare, una coppia vincente e vincente è la cover, che vince anche la Gara- VOTO 9

Nesli – Mare mare (Luca Carboni):
Luca Carboni non ha una grande estensione vocale e nonostante questo Nesli ha saputo fare peggio. Canzone dissacrata in tutto e per tutto- Voto 4

Raf – Rose rosse (Massimo Ranieri):
Giuro, rispetto come artista Raf, ma ho sofferto per lui nel mentre della performance, perchè davvero non si poteva ascoltare. Una grande canzone straziata- VOTO 3

Anna Tatangelo – Dio come ti amo (Domenico Modugno – Gigliola Cinquetti):
Brava la Tatangelo, che indubbiamente brava cantante è – VOTO 7

Nina Zilli – Se bruciasse la città (Massimo Ranieri):
Non ha eccelso in questa cover, non quanto la prima serata e la cosa è parsa strana, perchè lei brava lo è davvero- VOTO 6

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Sul palco si sono avuti grandi ospiti, come i Saint Motel e soprattutto gli Spandau Ballet, che hanno portato tanti di noi a fare un tuffo nostalgico nei magici anni ’80. Il gruppo dei fratelli Kemp si sono esibiti in un medley delle loro canzoni più famose e il cantante Tony è sembrato in gran forma vocalmente. Bella la loro presenza a questo Festival.

Durante la serata, si è esibito due volte Federico Paciotti, ex Gazosa, in un progetto musicale che è un incrocio tra la musica classica e il rock suonato con una chitarra elettrica che vibra oltre misura.

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Un altro momento importante è stata la chiacchierata fatta, via satellite, con l’austronauta italiana Samantha Cristoforetti, in collegamento dalla Stazione Spaziale Internazionale.

Per ultimo, spassosa la presenza comica del duo genovese Luca e Paolo, soprattutto quando si sono esibiti in uno skech in cui interpretavano due uomini gay che stanno per sposarsi, in una ipotetica realtà in cui i gay, in Italia, hanno gli stessi diritti delle coppie etero. E speriamo che sia di buon auspicio.
Non ho gradito invece l’irriverente canzone cantata dai due che aveva come oggetto i tanti artisti italiani scomparsi. Si poteva evitare, per rispetto, perchè “certa” ironia a volte è fuori luogo, se non di cattivo gusto.

Comments

2 COMMENTS

  1. Non si puo’ aggiungere altro!!! Ulteriori parole sono solo sprecate … fantastico articolo!!!!

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