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Enrico Nascimbeni intervista la psicologa Maria Rita Parsi

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di Enrico Nascimbeni
“Il mondo adulto vuole a tutti i costi ‘adultizzare’ i bambini…web…pedofilia e nuove generazioni.”

maria rita parsi

Intervista con Maria Rita Parsi, psicologa, scrittrice, unica italiana facente parte del Comitato ONU dei diritti delle fanciulle e dei fanciulli che annovera 193 nazioni, Vaticano compreso.

L’impressione che ho dei bambini e degli adolescenti di ora è di profonda solitudine. Tu cosa ne pensi?
Siamo noi aduti che mettiamo in condizione i bambini di vivere una vita propria, fatta di solitudini e di ideali costruiti con la mente di in bambino o adolescente – risponde la psicologa – E lo facciamo fondalmentalmente perche’ non ci rompano le scatole“.

La pedolfilia. Nel web e fuori dal web… 
Non si chiama pedofilia in soggetti adulti che vanno con bambini oltre i 12 anni di età. Ma sindrome di Lolita. Viene considerato un pedofilo l’adulto che insidia o peggio violenta bimbi dai 0 ai 12 anni. E chi li compie deve avere oltre i 16 anni per essere accusato di abusi e molestie“.

Insomma chi sono i mostri? 
Trovo che un uomo di 40 anni che va con una bambina di 12 sia innanzitutto un malato con varie patologie gravi, da quella “efeboica” (ndr sentirsi giovani e beli andando coi bambini) a quella “ninfoica” (ndr essere attratti dai bambini). L’uomo cerca il bambino o la ragazzina così si sente rilassato, euforico, si lascia andare, è dominante. I pre adolescenti, cioè i bambini tra i 14 e i 15 anni hanno inconsciamente un forte desiderio di sessualità e di confronto con gli adulti“.

Come definisci la cultura pedofila? 
La cultura pedofila vede il mondo adulto troppo interessato alla veloce crescita del bambino, l'”adultizzare” troppo in fretta. Faccio l’esempio dei concorsi canori in tv per bambini ai quali viene chiesto di avere atteggiamenti adulti. Ma come fa una bambina di 10 anni a cantare con consapevolezza “e adesso spogliati”? Poi questi bimbi sono sotto una costante attenzione estrema dei media, della tv. Ma tutto finisce. E il danno grave psicologico è fatto“.

Come un adulto manipola un minore?
Con un approccio fatto di regali e tenerezze – continua Maria Rita Parsi – E poi si arriva all’approccio sessuale e il compimento dell’atto sessuale. Un rito di iniziazione che nella mente malata dell’adulto sigifica “ti faccio fare quello che voglio”, “creo stupore in te”. La bambina ovviamente in ansia spesso non soddisfa le voglie di quest’uomo. E allora da parte di quest’ultimo scatta il rifiuto della vittima e l’abbandona. Che per la mente già squarciata della bambina (o bambino) è un ulteriore sconquasso“.

Concludo dicendoti che ho letto sul web di madri che pongono al prima del bambino l’animale domestico. E di altri che mettono i bambini e gli animali sullo stesso piano affettivo. Cosa ne pensi?
La cosa mi fa orrore. Non c’è raffronto alcuno tra un bambino e un cane. E’ un paragone totalmente sbagliato. Che però ha una spiegazione. Il bambino molto velocemente comincia a ragionare, parlare e acquista, nel suo piccolo, l’inizio della sua indipendenza. L’animale dipende totalmente da te. Una questione assurda di possesso insomma. E l’adulto deve tenere bene a mente che non è padrone del bambino, i bambini hanno i loro sacrosanti diritti. Lo dice la legge. E lo deve dire il nostro amore verso i bambini“.

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