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ENTE LIRICO DELL’ARENA DI VERONA IN LIQUIDAZIONE – POSTI DI LAVORO A RISCHIO

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di Mela Giannini

E succede anche questo, soprattutto questo, in Italia. Certo, questa mia ultima sembra una scontata retorica, ma nessuno più di me avrebbe voluto fare a meno di scrivere, o solamente pensare, certe frasi, e soprattutto scrivere la notizia di seguito.

Giorno dopo giorno assistiamo inermi alla caduta di pezzi della nostra cultura e oggi prendiamo nota di quest’ultimo avvenimento, un altro colpo alla nostra già bistrattata situazione culturale.

L’Ente lirico dell’Arena di Verona è stato messo in liquidazione e circa 300 posti di lavoro (tra orchestrali, ballerini, tecnici e amministrativi ) ora sono seriamente a rischio.

Il Consiglio d’indirizzo della Fondazione Arena di Verona ha, alla fine, deciso la messa in liquidazione dell’ente lirico dopo che i dipendenti hanno detto NO all’accordo per il contenimento dei costi sottoscritto dalla stessa Fondazione e i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil.

L’accordo prevedeva tagli al costo del lavoro per la bellezza di quattro milioni di euro all’anno, per evitare così gli 80 licenziamenti preventivati dalla neo-direttrice operativa Francesca Tartarotti, ex manager del Maggio Fiorentino, arrivata a Verona ad inizio Gennaio.

Benchè il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha rassicurato che la prossima stagione lirica non è a rischio (in effetti sul sito della Fondazione Arena di Verona i biglietti per gli spettacoli della prossima stagione risultano in vendita, eventi che muovono un giro d’affari di mezzo miliardo di Euro), ha però fatto capire che la situazione è davvero critica, e lo è soprattutto per i lavoratori, perchè ora il rischio è “l’azzeramento di tutti i posti di lavoro“.

Ma perchè si è arrivato a questo e come?
I debiti conclamati, oltre ai buchi di bilancio nelle ultime stagioni, ammontano ormai a circa 30 milioni di Euro, a cui vanno aggiunti i fondi della legge Bray per le fondazione liriche in difficoltà e i contributi straordinari stanziati dal Comune di Verona dopo lo sblocco del patto di stabilità.
La cattiva gestione poi ha fatto il resto.

Ora, senza un piano di rientro, viene rimesso tutto in gioco, soprattutto quei posti di lavoro e quei lavoratori che non sono responsabili di questo dissesto.

Così lunedì partirà la richiesta della liquidazione coatta dell’ente al ministero dei Beni culturali e a questo punto i licenziamenti sarebbero automatici. Allo stato dei fatti, quindi, ad organizzare le prossime stagioni liriche e di balletti dell’arena, potrebbe non essere più l’attuale ente (diventata poi Fondazione Privata), che da più di un secolo cura gli spettacoli nell’anfiteatro, rischiando così di sparire.

Una grande perdita per il patrimonio culturale Veronese e Italiano tutto.

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