Home Recensione Concerti GIORGIA: L’ANIMA CHE VINCE LA PAURA. ARENA DI VERONA 25 Maggio 2014.

GIORGIA: L’ANIMA CHE VINCE LA PAURA. ARENA DI VERONA 25 Maggio 2014.

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di Mauro Milani
Punteggio: 4 Stars (4 / 5)

Perché io ci credo, porca miseria, nelle cose che non si vedono, nelle cose che si sentono, perché non possiamo credere solo a quello che vediamo, perché Quello Che Vediamo Perlopiù È Brutto. Ma ci sono cose che l’essere umano sa creare con l’anima, col sentimento, con l’emozione, col sentire, che é molto più forte delle cose che riusciamo a creare pratiche, bellissime per carità, peró esiste qualcosa che Va Oltre”  Giorgia – Arena di Verona 25-5-2014

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Arena di Verona 25-5-2014 ore 21:31…è in quell’istante che inizia una serata che resterà impressa nella memoria di molte inconsapevoli anime. Lei no, lei lo sapeva già, l’aveva già intuito che sarebbe stata una serata magica e a pensarci bene, avremmo dovuto saperlo anche noi, singoli di quella moltitudine di 9.000 accorsi ad ascoltare una delle voci femminili italiane più belle, perché noi, fan, addetti ai lavori o semplici spettatori distratti richiamati dalla sua fama, eravamo già pronti a farci agganciare…che fossimo lì per la prima o la decima volta…non faceva differenza.

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Eravamo pronti e lo s’intuiva dalla grande energia che l’Arena emanava già venti minuti prima del concerto, ole a ripetizione, dalle gradinate affollate di fedelissimi, fino alla platea, convinta alla quinta ola a partecipare ad una gioia collettiva.
E’ bello vedere che la Musica ha ancora questa capacità, in tempi così bui, di aggregare e creare quell’insieme, quella moltitudine di positività in grado di muovere il mondo per il bene.

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Dietro al palco nel frattempo lei pensa a staccare il cervello “Oggi è più che mai necessario, lo sa dal primo momento che ha aperto bocca la mattina e si, ha imparato a farlo: staccare il cervello, perché ci vuole l’Anima per superare questo copione da Fifa e Arena”.

Il fatto che non sia la prima volta, non conta per niente, perché quello che accadrà sa di miracoloso, se volete crederci ma è certamente il frutto di una convinzione portentosa, coniata dalla sofferenza, dalle avversità della vita, dalla fatica per togliersi l’etichetta di fredda perfezionista e non si tratta solo di maturità.
Le tremavano le gambe di certo, perché l’Arena toglie il fiato, a prescindere e poi c’è un repertorio da affrontare, che è tutt’altro fuorchè una passeggiata.

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Il palco è una miriade di luci laser bianche, ormai è il momento, qui è arrivata, a piccoli passi nel buio, dietro un velo di raso, e da qui deve partire, l’anima sono quei puntini rossi nel blu e quelle parole “Dedicato a noi che lottiamo per un pezzo di cielo” e anche questa, a pensarci adesso, non sarà una frase qualunque.

Inizia con “Quando una Stella Muore” il singolo che ha lanciato il suo ultimo lavoro, oggi sulla soglia del doppio album di platino e il pubblico già accompagna il ritornello con la voce, il volume generale non è dei migliori, va alzato…ma questo si sa, è uno spettacolo dal vivo, che seppur pre-confezionato è sempre un insieme di tecnologia e professionalità e a volte, la tecnologia non ti aiuta a dovere, anzi, diventa quasi un ostacolo.

Lei si sta scaldando e chi l’ha già vista e sentita lo sa, quel che non sa è che lei sta affrontando in realtà una corsa ad ostacoli e non è affatto scontato superarli a dovere, una sfida con se stessa dove deve mettere alla prova le capacità che la sua profonda introspezione le ha donato nel tempo.

Non mi ami” è già un successo e viene accolto da un applauso fragoroso, il palco è grande, e dagli schermi laterali passa il suo video, lei nuda, come la sua Anima in questi ultimi anni, come la Paura da vincere.

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Sono vent’anni di carriera quest’anno, senza grandi celebrazioni per il momento, non è da lei, nonostante sia chiaro ed evidente a tutti che “Come Saprei” è un rigoroso classico della canzone italiana e non è il solo che la Signorina Todrani ha incastonato nel tempo.
Il pubblico canta a voce sempre più alta, il velo cade con l’aprirsi del secondo ritornello, cantano forte anche se è vero, un po’ si trattengono, aspettano lei, i suoi acuti, quella scalata improponibile per molti ma non per lei e puntuali questi arrivano ad arte, “da vivere adesso, si adesso…..” cinque parole che durano un’eternità, lei sa già quello che accadrà dopo e infatti, nello spingere l’ultimo fraseggio di adesso, tutto è già scritto…la prima ovazione.

Lei ci scherza su, ma stavolta in quello sbuffare prima del finale c’è qualcosa di più, chiamiamoli scherzi del destino, il “Come Saprei” finale è con il pubblico, “prendiamo fiato” dice…e via.
E’ il momento del suo benvenuto, ed è il benvenuto alla Giorgia, spesso in romanesco, divertente, semplice, con quel prendersi in giro che sempre l’ha contraddistinta e a volte usa per esorcizzare una difficoltà reale.

Lo dice lei stessa “Mi fa sempre impressione vedervi così tanti, eppure, dovrei avere una certa consapevolezza ormai, ma l’Arena è l’Arena, fa sempre un certo timore ma oggi ho staccato il cervello e ho deciso di ascoltare l’Anima”.

Qualcosa sta nel copione, certamente, non completamente però ma è ancora troppo presto per capirlo.
Si riparte e il ritmo si alza “Spirito Libero” e lei chiede anche al pubblico di alzarsi, di muovere i fianchi e tutti in piedi.
E’ il primo brano nel quale esplode la potenza della Band che l’accompagna, grandi nomi, alcuni nuovi, altri collaudati: Giorgio Secco (chitarre), Claudio Storniolo (pianoforte e tastiere), Gianluca Ballardin (tastiere e programmazioni), Mylious Johnson (batteria) e il fido “Amico” e direttore musicale Sonny T (basso e cori).Con una band così puoi fare soltanto musica sul serio e si sente.

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Sarà così tutto il concerto, un sali e scendi sospeso tra sofisticate ballads e ritmi Disco, momenti intensi, intimi e raccolti seguiti da sfrenate esplosioni di suoni e libertà.
Sembra impossibile” l’unico non singolo del fortunato “Dietro le Apparenze” è una canzone che le piace, difficile, falsetto, voce piena, note alte e basse, tutte in tre minuti e lei si mangia tutto e ti chiedi davvero come faccia.
Girasole” la spinge a mascherare nel lungo strumentale finale, “I Believe I Can Fly” e “I will Always love you” e capisci perché questa voce viene considerata dalla critica tra le migliori del Mondo.
Ormai la voce è calda, lei rilassata e “Gocce di Memoria” è il solito gioiello, impreziosito dall’ennesima interpretazione, sempre diversa e stavolta quasi ardita. Ci tiene, è evidente, si vuole spendere e donare.
E soltanto il prologo del movimento successivo, dove scende tra il pubblico per salire sul palchetto al centro delle gradinate di fronte al palco e interpretare un Medley di canzoni cosiddette minori, ma amatissime e scelte dal suo pubblico attraverso un sondaggio sulla sua pagina Facebook.

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Nasceremo” la prima canzone presentata a Sanremo Giovani nel 1993 e che è stato il suo passaporto per il Sanremo del 1994, firmata da Rinalduzzi e Calabrese, “Come Thelma e Louise” di Gatto Panceri dall’album del trionfo Sanremese, “Infinite volte” una delle prime canzoni scritte da Giorgia e chiuso da una “Parlo con te” a voce piena e con grandi sorrisi.

E’ il momento della band, “Happy” ci regala un grandissimo Sonny T, musicisti affiatati e un momento nel quale ti dimentichi di essere ad un concerto italiano, pare un concerto di una grande star d’oltreoceano.

Lei torna con un abito nuovo, luccicante e con dei tacchi alti: bucherà il palco.
Balla e corre a destra e sinistra ne “Il mio giorno migliore” per poi regalarci una “Per fare a meno di te” delicata e portentosa e quel tacco che cade in un piccolo buco del palco, provocato in qualche tappa precedente, caso strano proprio questa sera, una possibilità su un milione, eppure accadrà due volte.
La Gatta” per risalire e nonostante le dimenticanze nel testo e qualche sbavatura nei tempi e negli attacchi lei è scatenata e le si perdona questa imperfezione, in fondo, l’ha cercata per così lungo tempo, che sarebbe un delitto toglierle il piacere di esserlo ogni tanto. “Pregherò” ci dimostra che anche “Senza Paura” è un successo, il pubblico lo canta, l’assenza di Alicia Keys è un dettaglio.

“Chiaraluce” è un momento raffinatissimo, un assaggio del Jazz che verrà un ora dopo e gli schermi laterali proiettano una Giorgia elegantissima, Audrey Hepburn, una principessa delle favole, una Ninfa, ad ognuno la sua fantasia, l’effetto è suggestivo.

Vivi Davvero” è urlo liberatorio, anche qui qualche sbavatura, ma il pubblico è in piedi, tiene il tempo e canta “Davvero!
E’ il momento di “Marzo” e il suo pubblico sa, è un momento di raccoglimento e sofferenza e la si tocca realmente già dall’inizio, lei inizia con un sospiro che pare un gemito.

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Gli schermi la proiettano e il viso è teso, la voce sempre più rotta, sempre più “Le cose non vanno mai come credi…” fino al “ti prego resta su questo cuscino” cantato singhiozzando, è toccante, commuove tutti, il pubblico la sostiene ma lei ad un certo punto non ce la fa, le scappa anche un “M….a” ma si avvinghia al microfono e butta la testa all’ingiù, a nascondersi il viso con i capelli…

Arriva alla fine con un “Amami” che pare una preghiera straziante e quell’ “Amati” pieno di speranza.
Il pubblico ringrazia per questa emozione condivisa con una standing ovation lunghissima e commossa e lei si scusa :
Di solito riesco a finirla, ma stasera qui c’è la mamma di Alex…….e per questo vi ringrazio di questo applauso che sarà arrivato di certo al cielo, grazie…

Quanto sarà stato difficile passare da un momento così unico al ritmo sostenuto Cool de “La Mia Stanza” (sarà il prossimo singolo si sussurra), lo sa solo lei, non è semplice passare da un’atmosfera all’altra in questo modo, risulta quasi shockante, forse è l’unico neo di un concerto convincente.

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Tu mi porti su” aiuta molto a ritornare alla dimensione reale, si canta e si balla tra dimenticanze nel testo e un rap decisamente modesto, ma non è il suo, questo è certo, in fondo è umana, qualcosa ancora le manca.

Di sole e d’azzurro” è l’apoteosi finale anche se il pubblico fa fatica a capire che il concerto è finito, pensa che il bello deve ancora venire, ma il bello arriverà.

Dopo dieci minuti buoni e più di chiamata il bis è aperto da un ingresso mozzafiato.
Giorgia e le trasparenze, un abito ardito, “Mi sono messa la prima cosa che ho trovato” dirà ridendo.
Inizia un Medley di canzoni nel quale Giorgia porta il pubblico all’inizio della sua carriera.
Cosa suonava Jovanotti nel 1994?” e parte “Serenata Rap”… e Laura?
Strani Amori” della Pausini cantata da Giorgia? Qualche anno fa sarebbe stato impossibile, oggi, dopo “Amiche per l’Abruzzo” è possibile e il pubblico dell’una è anche pubblico dell’altra, la cantano tutti, giovani e meno giovani “Strani Amori” se qualcuno aveva qualche dubbio sull’impatto della Pausini, sul pubblico in questa serata se l’è definitivamente tolto lei scherza “Siete tutti Pausiniani”.

Alla fine del medley la canzone che mette d’accordo tutti e fa esplodere l’Arena, quella “Rythm of the Night” che nel 1994 spopolò ovunque. E’ un medley riuscito, lo si evince dal boato finale.

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Giorgia a questo punto lancia una domanda: “La volete sapere la verità su Verona?” sarà il momento più importante della serata, il collegamento che trasformerà in verità una sensazione.
Non so se mi si ritorcerà contro, ma stamattina mi sono svegliata e la mia voce era questa…” e  imitando una voce afona, Giorgia ci fa capire del suo risveglio, senza voce…della “Fifa e Arena” che lei stessa evoca. “Ma io credo nella forza delle coincidenze, un po’ mi ha aiutato anche mio figlio, che mi ha detto :Mamma ci penso io, ti faccio una magia, abracadabra. Poi la mia naturopata è di Padova e mi ha curata tutto il giorno con i suoi intrugli.

E’ stata una battaglia, ora lo capisci, lo senti, perché mentre parla la voce ogni tanto è rauca, immagini l’ansia, la paura e ora lo sai, lei ha vinto e quell’anima che si spinge oltre, anche grazie a quella del suo pubblico “Grazie per avermi fatto andare oltre…” dirà – è davvero un miracolo. “E poi” jazzato, con gli assoli dei musicisti è infinita e collega lei, ai suoi 20 anni di carriera.

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Ora Giorgia dovrà convincersi di essere davvero una Diva, sempre con lo stesso spirito s’intende, ma battaglie come quella vinta ieri sera, l’affetto vivo dimostrato dal suo pubblico, i numeri di un Arena piena per ben due volte in un anno e mezzo, dopo un concerto meno di un mese prima nella vicinissima Padova, dovranno fare l’effetto di darle la definitiva consapevolezza di essere entrata nell’Olimpo delle Grandi.
Io Fra Tanti” è quasi uno slogan e indirettamente una risposta: forse a lei non interessa essere Grande, Diva, ha già vinto la Paura più volte in questi anni, con fatica, anche questa sera…con l’Anima e forse, le basta, il suo pubblico si rassegni allora, Giorgia è bella proprio così com’è, superfluo chiederle di più.

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N.B. Si ringrazia per le foto Ale Cavedon , Kika Press  Media e la fan page di Giorgia “Stonati.net”.

Abbiamo parlato del “Senza Paura Tour” in un articolo dal titolo:
Giorgia: tutte le tappe del “Senza Paura Tour 2014”.
Link Articolo: http://www.thetimeinmusic.com/rese-note-le-tappe-del-senza-paura-tour-2014-di-giorgia-le-prevendita-dei-biglietti-sono-gia-aperte/

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