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Grande lutto per la musica italiana, morto Alessandro Centofanti.

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di Mela Giannini
Questa è una notizia che mai uno avrebbe voluto apprendere, soprattutto appena svegli di lunedì mattina, una di quelle notizie che ti straziano e ti rendono profondamente triste.
La morte di un grande “maestro”- e uso il termine “maestro” a giusta ragione- come Alessandro Centofanti, crea un vuoto immenso nel mondo musicale italiano e non solo.

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Bisognerebbe a questo punto scrivere qualcosa che descriva e racconti  chi era Centofanti, ma mi son bloccata, perchè mi son detta
E da dove comincio? Come posso in poche parole dire chi era questo grande artista? Come faccio a spiegare, soprattutto ai giovani, l’importanza di questo  esperto e capacissimo musicista?

Potrei cominciare con il dire che lui è stato uno tra i più grandi musicisti della musica cosiddetta leggera italiana, per quasi 50 anni, che ha lavorato praticamente con quasi tutti i più grandi artisti italiani e internazionali, che è stato il pioniere della musica elettronica in Italia, che era un pianista eccezionale, che suonava l’organo Hammond in modo eccezionale, che era un arrangiatore eccezionale, un  session man che chiunque avrebbe voluto per le proprie produzioni musicali, sia in studio che durante i tour.

Potrei fare dei nomi di artisti con cui ha collaborato, come Claudio Baglioni (con cui ha iniziato la sua carriera nei primi anni ’60), Francesco De Gregori, Ron, Riccardo Cocciante, Lucio Dalla, Mia Martini, Giorgia, Adriano Celentano, Fiorella Mannoia, Loredana Bertè, Ivano Fossati, Giuni Russo, Alex Baroni, Anna Oxa, Alex Britti, Lauta Pausini, Daniele Silvestri, Amedeo Minghi, Enzo Gragnaniello, Rossana Casale, Teresa De Sio, Dori Ghezzi, Marco Rinalduzzi, Antonello Venditti…e tanti tanti altri che a memoria ora mi sfuggono.

(Fonte Foto ph.Valeria Bissacco, www.lisolachenoncera.it )Venditti - con Centofanti

Ma soprattutto, è stato il musicista italiano più apprezzato all’estero, e soprattutto in America,  negli anni  ’70, tanto da  suonare come   supporter per il grande  Frank Zappa…e non solo, perchè nella lista si potrebbero aggiungere anche i Chicago e altri ancora.

Ha anche collaborato con diversi grandi maestri alla realizzazione di importanti colonne sonore di film, e primo tra tutti Ennio Morricone .
Negli ultimi anni si è anche dedicato alla formazione di  giovani artisti, collaborando con la Saint Louis Music College di Roma.

(Qui in foto Alessandro Centofanti con un suo grande amico e collega, con cui ha lavorato tantissimo, un altro grande della musica italiana, Marco Rinalduzzi – Fonte foto Marco Rinalduzzi)1912414_983508568331797_7315287831002262510_n

 

 

Leggere oggi, nel giorno della sua dipartita, pensieri da lui scritti sul suo sito, fa venire la pelle d’oca …e fanno capire profondamente l’animo di quest’artista .
Riporto di seguito una parte di questi pensieri:
Mi sono chiesto tante volte: chi sono? Cosa voglio? Perché sono qua? Da dove vengo e dove andrò dopo?…tanto per essere un po’ originali…
Bene, in certi momenti mi sembra di avere tutto chiaro, mi sembra proprio di aver capito, in altri vengo invece assalito da mille dubbi, da mille contraddizioni, da mille paure e ripiombo nell’ incertezza, nel dubbio, si nel dubbio, che bella parola, DUBBIO…
Col passare degli anni ad alcune di queste domande qualche risposta ogni tanto mi convinco forse di averla trovata, mentre per molte altre, non se ne viene a capo, c’hanno provato e riprovato in tanti, poeti , filosofi, scienziati, molto più intelligenti di me, ma comincio a nutrire il forte presentimento che forse di soluzioni definitive, formulabili da un piccolo essere umano, per ora non ce ne sono, forse dopo…di là chissà? Peccato però che non sia tornato mai nessuno a darci almeno questa speranza…

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Ma voglio ricordare questo grande artista anche come uno di quelli che si è tanto battuto per la meritocrazia in musica, come uno di quelle persone integre che non hanno mai avuto paura di “dire”, di esprimere le proprie opinioni dure, profonde e dirette verso una discografia, quella italiana, ormai allo sbando e in mano a dei discografici incapaci, che si sono fatti togliere il “potere di gestire la musica”  dalle radio prima e dalle televisioni poi, permettendo a questi ultimi di DEVASTARE le giovani generazioni di artisti.

Alcuni anni fa fui affascinata da una cosa da lui scritta in merito a quest’argomento, che non posso non riportare qui, perchè se non lo facessi, mi sembrerebbe di non aver completamente reso giustizia ad una persona che per molti è stato un faro, un punto di riferimento nella musica italiana, non solo a livello musicale, ma anche “morale”:

Dal suo Blog, 10 Febbraio 2011-  titolo: Che fine sta facendo la musica…

Nel 1971, quasi ventenne, ebbi casualmente l’occasione di mettere il piede per la prima volta in uno studio di registrazione grazie al fatto che un mio amico e compagno di università, cominciava frequentare l’ambiente discografico romano.
Mai avrei potuto immaginare in quel momento che quella che era ancora per me solo una semplice ma sentita passione per la musica, sarebbe poi diventata la mia vera professione, dandomi quasi subito occasione di partecipare ad un’infinità di progetti che, anche in minima parte per mie capacità…mi auguro, hanno avuto quasi sempre discreto successo, la conseguenza fu che, daje e daje (come si dice a Roma), ho imparato tante cose su questo mestiere, da permettermi addirittura di viverci.
Oggi, a distanza di 40 anni, continuando e vivere e ad osservare le vicende artistico-musicali della nostra povera Italia, mi ritrovo a pormi la suddetta domanda: che fine sta facendo la musica?
Quando, una ventina e più di anni fa, immaginavo come si sarebbe potuto trasformare il mio lavoro con il tempo, pensavo che. come in tutte le buone aziende che funzionano, tutto il know-how (scusate l’americanismo….) accumulato a forza in tanti anni di dura militanza in prima linea, sarebbe stato in qualche modo tramandato, trasferito  alle nuove generazioni seguendo le logiche leggi della natura, mai e poi mai avrei potuto immaginare che le suddette aziende, tanto floride in quel momento, che avrebbero direttamente o indirettamente usufruito di tutto questo, sarebbero finte con lo sparire, evaporando nel nulla e lasciando uno spettrale, sinistro e sconcertante vuoto cosmico.
Dico questo, logorrea a parte, perché mi ritrovo a notare il livello eccessivamente basso del prodotto musicale che si sta producendo da troppo tempo a questa parte e mi faccio e rifaccio sempre la stessa domanda di cui sopra.
Una parte della colpa credo vada imputata all’effetto delle sempre nuove e troppo veloci innovazioni tecnologiche che, entrate ormai da tempo prepotentemente nel settore, hanno permesso indubbiamente si di migliorare la qualità acustica del prodotto, ma hanno dato anche, soprattutto negli ultimi tempi ad emeriti incapaci o più benevolmente dei mediocri dilettanti, la possibilità di produrre con troppa semplicità cose che lì per lì sembrano essere interessanti, ma che poi come tutte le cose basate più sull’estetica che su contenuti seri e ponderati, svaniscono con altrettanta effimera velocità, lasciando però, agli autori dell’opera, la sensazione di non essere stati capiti invece che si è prodotto semplicemente una cosa brutta, inutile e senza storia, per cui “l’incapace”, rafforzato da questa convinzione, persevera e fa proseliti tra i suoi eguali ed il tutto si deteriora sempre di più.
Ma un’altra parte della colpa è da imputare sicuramente anche a coloro che avrebbero dovuto gestire, in modo accorto e responsabile, le sorti delle aziende che vivevano di tutto questo e che in qualche modo fungevano da filtro di qualità, per cui schiavi di antichi italici comportamenti (vedasi la nostra attuale situazione politica o più semplicemente il mafioso nostrano nepotismo) al posto dei vecchi discografici che tanto avevano fatto per la musica negli anni sessanta e settanta, ci siamo ritrovati con dei nuovi dirigenti di mediocri e dilettantistiche capacità o peggio ancora con degli emeriti incapaci, che non hanno saputo (ma forse non potevano, non sapendo proprio come) vedere un po’ più lontano, prevedendo, organizzandosi e premunendosi per tempo su quello che sarebbe potuto accadere nel futuro ed hanno, quando le vendite cominciavano a scendere pericolosamente, semplicemente continuato a spremere i vecchi cataloghi senza investire sui giovani,  ne hanno lontanamente pensato di bloccare e regolare lo strapotere che le radio (cosi dette libere) ed il mostro della TELEVISIONE commerciale, stavano pian piano acquisendo.
Di fatto, passato il primo momento in cui radio e televisione son tornate utili alla causa, si è creato lentamente un graduale e lento passaggio del timone e queste ultime hanno pian piano preso il comando della nave, arrivando a dettar legge senza investire mai seriamente un centesimo sui nuovi artisti, ma decidendo, quasi come in un gioco perverso, chi andava bene e chi no. Nel frattempo, fin quando le già sgangherate dirigenze delle case discografiche ancora contavano qualcosa, il calo della qualità e delle vendite è stato in qualche modo contenuto, ma quando a decidere sono rimasti solo le radio e la televisione, il danno ha assunto proporzioni molto più serie.
Tutto questo perché osservando (fortunatamente per me molto di rado) alcune noiose e retoriche trasmissioni televisive a base di italici neo-talenti musicali e delle loro sofferenze artistiche, il futuro sembrerebbe essere ancora più torbido proprio a causa di quello che si cela dietro a questo tipo di operazione, senza voler entrare troppo nel merito della cosa, la filosofia che traspare è a dir poco aberrante, vengono fuori più i retroscena (abilmente diretti), a base di lacrime e riflessioni ad alta voce davanti ad uno specchio (vedi Grande Fratello), che il talento vero e genuino dei ragazzi, il tutto condito da consigli e commenti di mentori dal mediocre talento. Insomma facendo leva sulla passione che le giovani generazione hanno ed avranno sempre per la musica, si confezionano, con molta maestria, orrende e diseducative trasmissioni televisive, usando quest’ultima solo come pretesto per fare audience e vendere spazi pubblicitari, ma dando un’idea completamente falsa e fuorviante del mestiere di fare musica, mettendo, tra l’altro, una seria ipoteca sulla possibilità che si possa tornare quanto prima a respirare aria nuova.”


icRiposa in pace “MAESTRO”…ci mancherai tantissimo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo video Live, il maestro Alessandro Centofanti accompagna Giorgia in “Poche Parole”-  nello “Spirito Libero Tour 2009” – Tappa Napoli, Palapartenope – 19 MAGGIO 2009
(si ringrazia il canale Canale di Schizzigirl)
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