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Il Chelsea Hotel, il magico e dannato posto che generò cultura e morte, risorgerà dalle sue ceneri storiche

Il mitico Chelsea Hotel di New York, da cui passarono i più grandi artisti del XX secolo, da Andy Warhol a Bob Dylan, da Dylan Thomas a Thomas Wolfe, fino alle tragiche morti di alcuni di artisti, tornerà a rivivere grazie al magnate Ed Scheetz.

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di Mela Giannini

Il Chelsea Hotel è stato costruito nel 1883 per abitazioni private, e all’epoca, la strada su cui si trova l’hotel, al 222 della 23ma strada verso il fiume Hudson, era il centro nevralgico di New York.

Nel 1905 l’edificio fu acquistato e gli fu data la destinazione d’uso attuale, quella di albergo da 170 stanze con annessi appartamenti, anche se è molto riduttivo definire semplicemente “albergo” quell’immobile. Quell’edificio, fatto di mattoncini rossi e ringhiere ottocentesche, in realtà è un patrimonio culturale di una intera epoca, è un manifesto culturale, è una città, uno stile di vita, è libri, poesie, canzoni, dischi, films e tanto altro.

Negli ultimi tempi, il prestigioso hotel era stato messo in vendita dai vecchi proprietari, a causa dei costi di manutenzione insostenibili. Successivamente è stato prima acquistato da un costruttore e poi rivenduto a un albergatore di Las Vegas. Ora si presume che sia arrivato il vero momento della “resurrezione” per il Chelsea, perchè l’immobile è stato acquistato, e quindi SALVATO, dal magnate Ed Scheetz, che intende preservare e valorizzare la storicità dell’edificio.

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Appena si attraversa l’uscio della porta del Chelsea Hotel, si entra in un’altra dimensione, fuori dal tempo, e si comincia un giro pazzesco su un ottovolante sensoriale, che attraversa quei ricordi e quelle emozioni che tanti artisti hanno impresso e inciso nell’aria stessa che pervade questo posto…un Hotel Magico e Dannato allo stesso tempo.

Il Chelsea è sicuramente un riferimento artistico e storico della città di New York, un albergo “simbolo” della grande mela, in cui sono nate alcune tra le opere più importanti – della letteratura, della musica, della cultura e dell’arte moderna – del XX secolo.

Nell’albergo aleggia ancora l’aurea delle personalità carismatiche degli artisti che vi sono passati, come il poeta Dylan Tomas, che nell’albergo ci visse e ci morì; come il geniale scrittore Thomas Wolf, che in questo posto esorcizzò le sue follie scrivendo “La ragnatela e la roccia“; come i poeti Allen Ginsberg e Gregory Corso, che ebbero un proficuo  scambio intellettuale, fatto di stimoli reciproci; come l’autore Arthur C. Clarke, che nell’albergo scrisse “2001 Odissea nello spazio“; come lo scrittore e sceneggiatore Arthur Miller, che in “The Chelsea Affect” raccontò la sua vita proprio all’Hotel Chelsea; e infine, come soprattutto il poeta e scrittore dannato Charles Bukowski, icona intellettuale di una intera generazione di giovani idealisti e anticonformisti.

Foto Gallery – Foto storiche del Chelsea Hotel e dei suoi famosi ospiti/artisti [Crediti vari da internet]
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Ma tanti altri furono gli artisti che in quest’albergo vi passarono, vi soggiornarono, vi si rifugiarono, trovando in esso un luogo dove cercare ispirazione. Fu un crogiolo creativo per artisti come Bob Dylan, che in quel posto scrisse “Blonde on Blonde” e “Visions of Johanna” (oltre a sposarsi con la vicina di stanza Sara Lownds); o Andy Warhol, che diede vita con Nico a “Chelsea Girls“; oppure sempre lo stesso Andy, con i Velvet Underground di Lou Reed, che proprio tra quelle mura cominciò a delineare i contorni del laboratorio artistico più importante del ‘900, la Factory. E potremmo citarne tantissimi altri ancora, come Patty Smith, Janis Joplin, Joni Mitchell, Jimi Hendrix, Leonard Cohen, Iggy Pop e tanti altri.

Per molti di quegli artisti, il Chelsea fu l’essenza stessa della libertà e del “vivere” fuori da ogni tipo di regole e limiti, un posto dove le percezioni sensoriali erano viatici per facili scambi di idee creative. Ma per altri invece fu un vero inferno, fatto di dipendenze e violenze, un vicolo cieco senza via di uscita.
E da qui l’albergo acquistò la nomea di “dannato”, perchè il posto, per tanti anni, fu testimone di diverse tragedie e morti.

A causa degli eccessi di ogni tipo, tipici dell’ambiente artistico metropolitano degli anni ’70, all’interno delle stanze del Chelsea successe di tutto, e responsabili di ciò furono soprattutto ragazzi e giovani artisti (che spesse volte vi soggiornavano gratis) dallo spirito anticonformista e ribelle, e con uno stile di vita bohémien. Erano all’ordine del giorno sfrenate feste senza limiti e senza fine, che prevedevano regolarmente abuso smodato di droghe, alcol e sesso.

Tra le diverse tragiche morti avvenute in questo albergo, si ricordano soprattutto quella di Nancy Spungen, fidanzata del bassista dei Sex Pistols, Sid Vicious, che, nell’ottobre del ’78, fu trovata morta nella camera n°100, accoltellata nel letto e stesa accanto al fidanzato (Sid fu arrestato e poi rilasciato, per poi morire di overdose nel febbraio del 1979), o quella della morte del poeta Dylan Thomas, deceduto a causa dell’eccessiva assunzione di alcol.

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La scommessa del magnate Ed Scheetz è quella di “recuperare” l’Hotel Chelsea a tutto tondo, operando un restauro non solo dell’immobile, ma anche del fascino del luogo, cercando di ripristinare e riproporre, il più fedelmente possibile, lo stile storico è culturale che rese mitico il posto.
In merito a ciò Scheetz ha dichiarato:
Da grande appassionato di musica e letteratura, il mio scopo è quello di riportare in vita la magia dell’Hotel Chelsea. Parliamo di un’icona della cultura moderna, un posto mitico che ha accolto Bob Dylan e Leonard Cohen. Il luogo in cui Andy Warhol ha girato Chelsea Girls ora sarà sottoposto a un cambiamento di marchio, ma senza intervenire sul design interno; daremo a tutti i residenti ciò di cui hanno bisogno, dall’acqua alla luce fino al gas“.

Ad oggi, gli storici residenti nell’immobile hanno un affitto bloccato, e quando il restauro sarà finito, tutti potranno avere la possibilità di prendere una di quelle stanze che oggi rappresentano una sorta di monumento storico ad un epoca straordinaria, quella degli anni ’60 e ’70.

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