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INTERVISTA a Giuseppe Di Monte, un giovane talento pronto a tutto per la musica

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di Mela Giannini

Giuseppe Di Monte è un ragazzo che potrebbe rappresentare tanti ragazzi e giovani talenti di oggi,
tutti quei ragazzi che hanno un sogno nel cuore, che hanno una passione grandissima per la musica e che per lei, per la fata magica dalle sette note, farebbero di tutto, compreso sacrifici immani.
Nel sottobosco musicale italiano, in quella parte dell’ambiente musicale non “illuminata” dai riflettori dei talent e dei “media/cartello“, ci sono una miriade di ragazzi che per fare musica si autoproducono, non si fermano di fronte le innumerevoli difficoltà e cercano di andare avanti, raccogliendo piano piano delle soddisfazioni che valgono più di qualsiasi altro “premio“.

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Uno di questi è proprio Giuseppe Di Monte, che lasciata la sua Puglia per la musica, si è trasferito in quel di Roma e nel giro di pochi anni si è autoprodotto diversi singoli e video, e ora sta preparando un album.
Giuseppe ci ha concesso una intervista. Ecco cosa ci siamo detti:

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Sei andato via dalla Puglia per realizzare i tuoi sogni. Quanto ti è costato, a livello emotivo, prendere questa decisione?
I primi anni fu dura. Oltre ad essere un ragazzetto inesperto, per me fu la mia primissima esperienza lontano da casa, solo, in un contesto completamente diverso dal quotidiano a cui ero abituato… passato da un piccolo centro tranquillo e pacato, dove ci ho vissuto per 19 anni, ad una grande metropoli confusionaria come la nostra Capitale.

Come ti trovi a Roma? È difficile vivere in questa grande città? Hai trovato quello che cercavi andando via dalla terra natale?
Roma è una città meravigliosa, però in questi 11 anni è cambiata molto, dal mio arrivo ad oggi ho visto spegnersi di anno in anno quella magia che la rendeva unica, soprattutto nel nostro campo artistico. Oggi invece è diventata una città difficile e quasi irrispettosa nei confronti di quell’ Arte che per anni l’ha resa invidiabile in tutto il mondo. In questi lunghissimi anni, Roma è riuscita sicuramente a formarmi e a darmi basi solide, sia sulla musica, che nelle altre mie passioni. Grazie a tutte le esperienze vissute, sia positive che non, oggi sono un ragazzo che riesce a camminare con le proprie gambe, e che possa piacere o no, riesce a sviluppare, anche se con fatica, le proprie idee, senza l’aiuto di nessuno. E’ difficile, ma nonostante tutto potrò dire un domani, in caso le cose non andassero come si spera, “facendo corna”,di averci provato.

So che oltre alla musica e oltre a diverse Accademie Musicali,  hai anche studiato all’Accademia delle Belle Arti. Ci racconti di queste esperienze?
Si, mi sono laureato presso le Belle Arti di Roma. Fin da piccolo l’arte mi ha accompagnato in quasi tutti i momenti della mia vita, sia nella pittura, che nella grafica o in teatro. Invece di giocare con macchinine o altro, mi chiudevo a volte nel disegno, passandoci intere giornate, e altre volte invece in bagno a cantare di nascosto… (quanti ricordi) … ero un bambino solitario e liberavo la mia timidezza in queste cose… mi sentivo libero, appagato e felice. Le Belle Arti furono il mio compromesso con i miei genitori, “vai a Roma solo se ci prometti di studiare e prendere una laurea… e in cambio ti facciamo frequentare anche l’accademia di spettacolo tanto desiderata”. E così fù. Promessa mantenuta con il massimo del risultato.

So che sei cresciuto musicalmente con la musica degli anni ’90. Quali artisti ti hanno ispirato e quali sono le canzoni con cui ti sei formato.
E’ vero! I mitici anni Novanta. Sicuramente il genere che più mi ha caratterizzato, che oggi tutti identificano come musica spazzatura, è il teen pop d’oltreoceano, che a me ad esser sincero mi ha sempre dato una forte carica, soprattutto nei momenti out. Infatti i miei inizi in autoproduzione risentono di quel periodo. Sono cresciuto con i miti delle band super commerciali, ma allo stesso tempo ascoltavo anche grandi classici di altri anni che hanno fatto la storia della nostra musica, primo fra tutti Lucio Battisti, De Andrè e Degregori. Ero un fan sfegatato del mitico Vasco, e lo sono tutt’ora. Ascoltavo con interesse Jovanotti, il grande Pezzali …e anche Ligabue ha fatto la sua parte. Un po’ di tutto.

Cosa ne pensi dei talent? Hai mai fatto un casting?
I Talent per me dovrebbero essere degli spazi aperti solo a giovani che hanno davvero qualcosa da raccontare. Al giorno d’oggi sono un ottima vetrina per chi vuole bruciare tante tappe, anche se per me il lavoro più figo sta nella gavetta. In Italia purtroppo li usano per buttarci dentro raccomandazioni spicciole che lasciano il tempo che trovano… portando via spazio a chi magari, tra gavetta e duro lavoro, cerca di vivere nel modo più onesto e dignitoso di Musica. In questi anni ho fatto migliaia di provini tra Talent e programmi musicali, e sono sempre arrivato fino in fondo, o quasi. Però sono sincero, la nostra Italia è anche il paese delle raccomandazioni sfigate, e senza quelle purtroppo non si arriva molto lontano. Nel mio piccolo, quando posso, qualche provino lo faccio ancora, con la consapevolezza però di non aspettarmi nulla… giusto per dire ciò provato.

Autoprodursi richiede molto coraggio e determinazione. Tu sei uno di quei giovani artisti che ha deciso di autoprodursi e investire in prima persona nei propri progetti. Cosa puoi raccontare di queste esperienze?
E’ vero, ci vuole molto coraggio ma soprattutto richiede SACRIFICI non indifferenti, sia in portafogli che “in salute”. Nel mio caso, io mi occupo di tutto a 360 gradi e delle volte è davvero dura tenere a bada calma e pazienza, fare il lavoro di cento persone portando addosso il peso di ogni responsabilità, di critica e di cattiverie gratuite, che vedi ed ascolti in prima persona. Ci vuole fegato. Il lato positivo è che da ogni esperienza si riescono ad imparare sempre più cose, che con il tempo perfezionano il proprio lavoro e la propria crescita artistica… si diventa più grandi e soprattutto più sicuri. Da “TRA LE STELLE” ad oggi penso e spero si sia visto un grosso cambiamento e soprattutto una evoluzione, dal me di un tempo a ciò che in questi anni sono diventato. Facendo tutto da se, si è liberi di prendere qualsiasi decisione, senza vincoli e senza contaminazioni forzate… si è puri al 100% , soprattutto per un cantautore.

Il settore musicale e discografico, si sa, è molto cambiato, soprattutto con l’avvento della rete, dei download e così via. Questo, secondo te, aiuta i giovani artisti nell’autoproduzione, visto che la rete potrebbe fungere da mezzo di promozione, aiutando ad arrivare a tanta gente?
Sicuramente oggi senza il web io non sarei qui a raccontare di me e dei miei lavori.
Devo tutto alla rete e al pubblico telematico che per fortuna in ogni mia avventura musicale mi ha dimostrato sempre affetto e sostegno, aiutandomi a coronare piccoli sogni diventati oggi vecchie realtà, facendomi arrivare in canali Nazionali con grandi consensi. Purtroppo anche I live sono diventati un qualcosa di molto difficile… grazie al web si riesce comunque a mantenere libero un canale di sfogo che se ben usato, può portare davvero grandi risultati.

Hai fatto uscire, in poco tempo, ben sette singoli (compreso quello natalizio l’anno scorso). A quando un Album?
L’album è in dirittura d’arrivo. Spero per questo autunno di poter mettere la parola fine a questo progetto, anche perchè sono in continua fase di scrittura, e da un semplice “EP” sono arrivato ad incidere un album completo, compreso di due cover in inglese che non vedo l’ora di far ascoltare. Mancano pochissime canzoni da riarrangiare, a causa del mio cambio di stile da “Aria Che Respiro” in poi. Ma ci siamo quasi. Spero di portarlo alla luce con qualche etichetta discografica di spessore. Sarebbe la ciliegina sulla torta e darebbe uno spessore non indifferente all’intero operato.

Il video del singolo “Arida e meschina” è stato girato nella Domus Romana. Come sei riuscito ad aggiudicarti quella location?
É di proprietà di un amico conosciuto a Roma in questi anni. Essendo anche una galleria d’arte (nelle scene in cui balliamo), passavo spesso da quelle parti per vedere delle mostre… è stato molto semplice. Ho chiesto e con molta gioia mi è stata regalata una location di cui oggi ne vado molto fiero. Unico video al mondo ad essere girato in una vera Domus Romana.

Con il singolo “Aria che respiro” è cominciata la collaborazione con professionisti romani nel settore. Ce ne parli?
“Aria che respiro” è stata la mia prima “bimba” a far da ponte dallo stile teen pop ad un poprock elettronico, e ha segnato una svolta decisiva alla musica che sto facendo. Entrare in contatto con dei musicisti del settore, regala un sapore diverso a tutto il lavoro. Mentre prima facevo tutto da solo in stanza con un mio vecchio amico, adesso ho la possibilità di entrare in uno studio ed imparare cose nuove da gente che davvero di musica se ne intende. Ma soprattutto riesco con pienezza a soddisfare le mie idee.

Bellissimo il tuo ultimo singolo “Brividi”, canzone che si schiera a favore delle donne che subiscono violenze. Come è nato questo singolo e cosa ti ha spinto a registrare questo brano?
Grazie di cuore per il complimento. “Brividi” nasce sette anni fa da un esperienza realmente accaduta ad una mia carissima amica. Era uno dei miei brani custoditi gelosamente nel cassetto. Ho deciso di tirarla fuori dopo tanti anni perchè oggi mi sento in grado di poter affrontare un argomento così delicato, cosa che prima non sarei stato in grado di fare… e poi perchè purtroppo la violenza sulle donne è una piaga sociale aperta e tristemente viva.

Abbiamo saputo che oltre a scrivere, arrangiare, cantare, registrare e produrti musicalmente, hai condotto una fortunata trasmissione per una emittente laziale, la “RL TV”. Ci parli di questa esperienza?
IlMatinée week end” era una trasmissione televisiva che parlava di musica , di libri e di notizie di ogni genere, elaborata in tre ore ininterrotte di diretta video. Arrivai ad RL TV per promuovere “TRA LE STELLE”, nello stesso programma che poi mi vide conduttore. Da quell’intervista il direttore di rete, colpito dalla mia “parlantina”, decise di farmi un provino, che per mia fortuna andò molto bene. Condussi per sette mesi il format, dove divenni anche autore di me stesso. Successivamente poi la rete ebbe dei problemi e chiuse l’intero palinsesto. Esperienza che rifarei altre mille volte.

Se dovessi esprimere un desiderio, con chi ti piacerebbe un giorno collaborare? Con chi duettare? Da chi ti piacerebbe farti produrre? Con quale autore vorresti lavorare?
Sicuramente uno dei miei miti per eccellenza è Tiziano Ferro, che stimo a ammiro fin dai suoi esordi. Mi piace molto la sua scrittura ed il suo mondo musicale.
Però anche Nek ed il grande Biagio Antonacci rientrano nella lista dei Cantanti con cui mi piacerebbe collaborare. Tra le donne Giorgia e Dolcenera.

Cosa vedi nel futuro di Giuseppe Di Monte artista…e uomo?
Eh!….
Fin da quando avevo 10 anni ho sempre voluto fare questo, e nonostante abbia provato più volte ad abbandonare tutto per dedicarmi a vita “normale”, sono sempre ritornato sui miei passi. Senza musica non vedo un mio futuro, sarò drastico ma preferisco vedermi povero ma felice con le mie canzoni… è una scelta di vita che ho abbracciato da anni. Il Giuseppe uomo vorrebbe, in un futuro magari migliore del presente, una famiglia sana e unita come quella in cui sono cresciuto… ma purtroppo ora do precedenza al mio sogno, perchè grazie a questo riesco a sentirmi vivo, e perchè senza questo la mia vita non sarebbe Vita.

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VIDEO: Giuseppe Di Monte – Brividi
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