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Intervista esclusiva ai FuoRiOraRiO, uno dei più interessanti gruppi emergenti italiani.

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di Mela Giannini
Nel panorama musicale italiano, a volte, la parte più interessante è quella che fa riferimento ai giovani artisti, quelli emergenti, quelli lontano dalle luci della ribalta dei talent, quelli che, come si faceva un tempo, cercano di farsi strada facendo tanta gavetta.

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Ed è questo il caso di un gruppo pugliese che piano piano sta costruendo la propria credibilità artisticità con fatica e lavoro duro.
E parlo dei “Fuoriorario”, che hanno annunciato qualche giorno fa di aver aggiunto altro organico alla formazione originaria, formata dal duo Andrea De Luisi ed Antonio Zambetta. I nuovi arrivati sono Andrea Lollino e Claudio Fabio Mazzarago.

Questo è stato il loro comunicato ufficiale nelle loro Pagina di Facebook:
Amici,  la vita, oltre ad essere piena di bivi ed ostacoli, corre e cambia continuamente strada.
Il nostro percorso artistico ha preso un nuovo treno. Dentro, qualcosa è cambiato.
Siamo lieti di presentarvi la nuova formazione:
Antonio “Lupo” Zambetta: voce ed armonia.
Andy De Luisi: chitarre e parole.
Vito Andrea “Dandy” Lollino: pianoforte ed energia.
Claudio Fabio “Sdrumità” Mazzarago: batteria e tempo.

Ma andiamo per gradi e raccontiamo chi sono e cosa hanno fatto questi ragazzi.
Inizierei con il riportare la parte iniziale della biografia che mette a disposizione il loro ufficio stampa, “preambolo” che recita così:
Andrea De Luisi ed Antonio Zambetta si conoscono da ragazzini e da anni lavorano con passione al loro progetto musicale.
Nel 2009, mossi dall’entusiasmo dei loro amici e primi fan, aprono un fanclub su Facebook che nel giro di due anni supera i 50.000 iscritti…

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Da allora in poi il gruppo ha fatto cose molto importanti, come ad esempio vincere il web contest “Quando canterai la tua canzone sul palco di Liga”, diventando poi support band di Luciano Ligabue nel tour “Ligabue: Stadi 2010”.

Finita l’esperienza con Ligabue, nel 2012 i ragazzi partecipano ad un altro importante contest, quello della seconda edizione degli Hyundai Music Awards (sponsorizzati dall’ Universal Music Italia), proponendo il brano “Chi ti dirà”.

I partecipanti al concorso son ben 1.400, ma loro arrivano tra i 15 finalisti per poi addirittura vincere il concorso stesso.
Ricevono il premio per mano dell’artista di punta, attualmente, della Universal Music Italia, Emma Marrone, madrina di quell’edizione degli Hyundai Music Awards.

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A seguito quella vittoria, l’Universal li mette sotto contratto per un Ep che pubblicano nel 2013 e che porta il titolo omonimo “Fuoriorario”.
Quell’ EP viene prodotto da Fabrizio Ferraguzzo,  ma subito dopo conoscono l’attuale loro produttore, Rolando D’Angeli, figura professionale con cui attualmente stanno lavorando per realizzare il loro nuovo progetto discografico che uscirà nel 2015.

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Chi scrive ha espresso il desiderio di rivolgere delle domande a questi ragazzi e loro hanno di buon grado accettato.

Di seguito l’intervista.
– Quanto è difficile realizzare un “sogno” per chi è giovane oggi ?

Le difficoltà non mancano, al massimo rispetto a ieri hanno cambiato forma. È più facile esporsi attraverso i canali di cui il web dispone, tuttavia oltre che curare il lato artistico, non possono trascurare la comunicazione per guadagnarsi un seguito.

– Avete mai partecipato a dei casting di Talent? E cosa ne pensate dei Talent stessi?

Sicuramente se ci fosse stato un talent centrato su autori e compositori, avremmo lottato con piacere per farne parte. I talent fanno parte dello show business e la loro esistenza ed evoluzione è motivata dagli ascolti. In effetti, una voce di talento può emergere e di fatto pone le basi per una separazione tra interpretazione ed autoraggio.

– Secondo voi quanto i talent hanno condizionato il mondo discografico oggi…e quanto soprattutto in Italia, nella discografia italiana!?

Parecchio, perché è più facile per i discografici puntare meno sull’incognito, più certi sull’apprezzamento del pubblico per l’artista.

– Com’è avere a che fare con una Major, oggi come oggi, per un giovane gruppo come voi?

È come realizzare un sogno, tuttavia mantenere l’entusiasmo e coltivare i rapporti è la sfida successiva al raggiungimento dei veri obiettivi.

– Com’è stata l’esperienza di essere support band di concerti di Luciano Ligabue? Che emozione si prova avere di fronte migliaia e migliaia di persone?

Comprendi la professionalità e l’impegno dell’artista. Comprendi come non sia un caso raggiungere quei livelli. L’emozione è stata grande, difficile spiegarla con parole.

– Qual è la sostanziale differenza tra due produttori come Fabrizio Ferraguzzo e Rolando D’Angeli?

La differenza sta nel background e nell’approccio. Entrambi hanno influito sulla nostra crescita, personale e professionale. Hanno valorizzato quel che di buono cerchiamo di esprimere attraverso le nostre canzoni.

– Cosa ci si deve aspettare dal nuovo lavoro discografico su cui state lavorando? Qual’ è, se c’è, il mood che caratterizzerà questo nuovo album?

Innanzitutto una crescita. Possiamo dire che con il nuovo progetto stiamo tentando, senza farci troppo influenzare dalle mode, di valorizzare la vera canzone italiana, di riportarla agli antichi splendori con un approccio attuale sia nei testi che nelle musiche.

– Se poteste scegliere, con quali artisti vorreste collaborare? Per quali artisti scrivereste una canzone?

Se dipendesse da noi, collaboreremmo con tutti i più pazzi visionari, a nostro parere, luminari della scrittura, tra cui Jovanotti e Cesare Cremonini. Tra l’altro scrivere per loro sarebbe impossibile, per cui scriveremmo e collaboreremmo con chi, come noi, ha grande autocritica, ironia, e che condivida le nostre stesse aspettative.

– Nei vostri progetti e programmi futuri c’è anche quello di cercare di far parte della Kermesse Sanremese?

Assolutamente si, per le nostre caratteristiche e per il tipo di canzoni che scriviamo se un giorno dovessimo riuscirci sarebbe un sogno grandissimo realizzato.

– Alcuni artisti talentuosi Italiani stanno tentando la strada dell’estero per potersi esprimere e lavorare meglio e con più soddisfazioni. Voi ci avete mai pensato?

Abbiamo composto delle canzoni con autori della parte letteraria americani madrelingua. Questi pezzi sono nel cassetto e disponibili per interpreti italiani che hanno intrapreso il percorso del mercato estero. Il nostro interesse come band, è concentrato sull’affermazione in Italia.

– Che musica ascoltano i Fuoriorario? Qual è il vostro background, chi artisticamente e musicalmente vi ha ispirato?

Siamo cresciuti con le canzoni di Battisti e dei grandi cantautori italiani. Oggi ascoltiamo di tutto, dal rock anni 60 alle grandi produzioni, sia british che americane, facendoci piacevolmente ispirare dai più grandi, a partire dai Bealtes, Queen e dai più recenti U2. Coldplay e One Republic sono per noi attualmente il top a livello mondiale nel Pop/Rock.

– Cosa ne pensate di come si sta evolvendo il modo di fare e proporre musica oggi, modalità che sfrutta gli strumenti di promozione e distribuzione che offre la rete oggi e anche quello di poter bypassare le case discografiche con l’aiuto di “sponsor” che paghino in anticipo il lavoro degli artisti, per poi offrire anche “gratis” la musica ai fruitori (che sarebbe comunque gratis per la maggior parte, vista la grande piaga della pirateria). Insomma, cosa ne pensate della nuova era a cui hanno dato il via grandi nomi come gli U2? Oggi loro con la Apple, domani magari altri sponsor minori per altri artisti meno conosciuti!

Non entriamo nel merito di queste scelte, solo è un dispiacere che si arrivi a regalare qualsiasi prodotto realizzato con sangue e sacrificio solo per dimostrare la validità di un progetto o per la sua diffusione. Da tradizionalisti, quando un disco ci piace lo acquistiamo.

– Con molta obiettività, secondo voi nel mercato italiano (e parlo di quello che propongono le case discografiche) quanto salvereste e quanto buttereste dalla finestra.

È un discorso soggettivo, è difficile rispondere con razionalità, possiamo basarci su quello che passa e quello che ci piace. Apprezziamo chi ci mette determinazione e crede in quello che si fa.

– Qual è l’artista Italiano che più ammirate tra la “vecchia” guardia e chi tra i giovani?

Guardando la carriera forse Zucchero è tra quelli che più ammiriamo, per il personaggio e l’approccio che ha avuto sulla musica da italiano e all’estero. Tra i giovani, quelli che osano e che sono determinati. Un esempio potrebbe essere Emma.

– Qual è il più grande sogno da realizzare per i Fuoriorario?

La nostra più grande ambizione è quella di poter essere riconosciuti un giorno tra i più grandi autori e compositori della musica italiana, questa è la verità. Per concludere, volevamo ringraziarti per l’intervista e pubblicamente augurarti una rosea carriera, per la classe e difficoltà delle tue domande. Con stima.

Grazie a voi ragazzi e auguri per la vostra carriera… e un grazie a Francesca De Luisi che ha fatto in modo che avvenisse questa intervista.

Video- Fuoriorario – Anche Nei Sogni
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