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Jim Diamond morto improvvisamente e prematuramente a Londra

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di Mela Giannini e Antonella Ciaccio

Oggi è arrivata una triste agenzia che riportava la notizia della morte di un grande artista, Jim Diamond.

Strana la vita è a volte e ancora più strana può essere la morte.
Solo qualche giorno fa Jim aveva comunicato ai suoi fan, su Facebook, la morte di sua madre e oggi è arrivata la notizia che lo scorso giovedì, l’8 ottobre, è morto lui stesso, prematuramente e improvvisamente, nel sonno a soli 64 anni nella sua casa Londinese, cosi come la BBC – i primi a darne la notizia – ha comunicato

Con Jim va via un significativo pezzo della musica degli anni ’80 e non solo.
Per chi come me, da ragazzina, ha vissuto in pieno gli anni ’80, sicuramente ha dei ricordi legati a canzoni di quel periodo, come ad esempio “I won’t let you down“.

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Come tanti musicisti anche Jim aveva iniziato la sua carriera da giovanissimo, a soli 15 anni, formando una band locale (era nato in Scozia a Glasgow) e sempre come tanti si era fatto le ossa suonando nei collage, nei pub e nei club dei dintorni. Ebbe poi diverse esperienze live in Europa e negli Stati Uniti.

La svolta ci fu poi nel 1982 quando formò il trio Ph.D con il tastierista Tony Hymas e il batterista Simon Phillips firmando un contratto con la WEA Records e incidendo un singolo campione di incassi, il su citato “I Won’t Let You Down”, estratto del loro 1mo album “THE ALBUM“.

Dopo due soli anni il trio si sciolse e Diamond continuò la sua carriera come solista e anche in questo caso piazzò nelle classifiche altri indimenticabili classici, primo tra tutti  “I should have known better“, oltre a “Hi Ho Silver“, colonna sonora della serie Tv Boon.

L’ultima volta che abbiamo visto Jim in Italia – sue ultime apparizioni televisive – è stato nel 2010, ospite del programma di Carlo Conti, su RAI 1, “I migliori anni della nostra vita”, e ospite anche all’Auditorium RAI di Napoli per il Concerto dell’Epifania, e in questa occasione cantò “I should have known better”.

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Concludiamo ricordando il suo ultimo bellissimo album, che risale al 2011, un album che raccoglie l’esperienza artistica che aveva intrapreso nell’ultimo periodo della sua carriera, quella essenzialmente del soul. Infatti il titolo dell’album è proprio City of Soul“, che vede la partecipazione, tra gli altri, del batterista Tommy Cunningham dei Wet Wet Wet. L’album è una raccolta di cover, ovviamente Soul, i cui proventi sono stati totalmente destinati al fondo benefico Cash For Kids.

Una carriera quindi del tutto comune a tanti artisti devoti alla musica, mai sopra le righe e un uomo, “sempre devoto alla famiglia“, come si legge oggi sia sulla sua Pagina Facebook che nel comunicato stampa ufficiale diffuso :
Era un padre e marito devoto, che amava sua moglie Chrissy e i suoi figli Sara e Lawrence, oltre alla musica che continuava a fare. Negli ultimi anni ha speso molto del suo tempo per la campagna benefica Cash for Kids, insieme al suo amico Sir Tom Hunter, ed era ancora molto conosciuto e rispettato dalla comunità musicale. Mancherà molto a tutti quelli che lo hanno conosciuto e ai tanti che amavano la sua voce e il suo stile unico

R.I.P Jim…grazie per la musica che ci hai regalato!

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