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Jim Hall, uno dei più grandi chitarristi Jazz di tutti i tempi, è morto a 83 anni.

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Articolo di Mela Giannini
Il 10 dicembre, nel suo appartamento di Manhattan, al Greenwich Village- New York, è scomparso una “LEGGENDA” della Musica Jazz e della Musica in genere, il chitarrista Jazz per ECCELLENZA, Jim Hall, classe 1930, morto all’età di 83 nel sonno.

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Molti forse non lo conoscevano ma sicuramente in MOLTISSIMI , anche se “involontariamente” e per vie traverse, a lui si sono ispirati, perchè il suo modo di suonare e la sua tecnica hanno fatto “scuola”.

Lui “Genio autodidatta” (nella sua famiglia in tanti suonavano la chitarra), entrò nel conservatorio di Cleveland sapendo già suonare la chitarra con un talento tale che lasciò interdetti gli stessi insegnanti.

Cominciò la sua carriera da professionista a Los Angeles con il gruppo di Chico Hamilton (anche lui morto recentemente).

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In poco tempo guadagnò la stima di tantissimi artisti Jazz che lo chiamarono per collaborazioni e Tour…e alcuni dei nomi di artisti con cui ha lavorato sono: Bill Evans, Ben Webster, Ella Fitzgerald, Paul Desmond, Sonny Rollins, Art Farmer, Lee Konitz.

Con il tempo la sua tecnica si “personalizzava” sempre di più e la sua “mano” e il suo “stile” erano inconfondibile quando si ascoltavano canzoni in cui lui aveva suonato.

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Il periodo d’oro per Jim Hall, artisticamente parlando, è stato quello della collaborazione con Bill Evans negli anni ’60.
Con lui incise addirittura quattro dischi ( i 2 più famosi rimangono “Undercurrent “ e “Intermodulation” incisi il primo nel ’62 e il secondo nel il ’66) che sono ora “STORIA” della musica Jazz e di “COME” si suona la chitarra quando si fa del Jazz.

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L’album più famoso e conosciuto anche dalle nuove generazioni di Jazzisti, di  Jim Hall e Bill Evans  rimane “Undercurrent “, grazie ad una riedizione del 1988 con etichetta EMI/Blue Note

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Questo grande Artista, con la sua particolare tecnica (ad esempio sapeva simulare il suono dei “fiati” con un particolare fraseggio…) ha influenzato diverse generazioni di musicisti Jazz e NON solo, partendo dai canadesi Terry Clarke e Don Thompson (che sposarono in toto la tecnica di Jim Hall), fino a John Scofield, Bill Frisell, John Abercrombie e finendo ad un chitarrista della nostra generazione, suo allievo dichiarato, Pat Metheny, che con il MAESTRO Jim incise addirittura un Album storico, “Duets”.

Jim+Hall++Pat+Metheny

Per cui, tutti i giovani chitarristi jazz della nuova generazione,che si sono ispirati a Pat Metheny, sappiano che per riflesso e conseguenza logica, anche se a loro insaputa, sono allievi del MAESTRO Jim Hall.

Lo stesso Pat Metheny , parlando di Jim Hall ha dichiarato
Jim è il padre del jazz moderno per me, è il ragazzo che ha inventato la concezione che ha permesso alla chitarra di funzionare anche in altri contesti musicali che non erano considerati una possibilità, assieme alla sua capacità come musicista. Ha reinventato quello che era la chitarra come strumento del jazz. Jim trascende lo strumento… il significato dietro alle note è quello che comunica alle persone.

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Jim Hall ha suonato diverse volte in Italia, come ad esempio il suo indimenticabile concerto al Blue Note a Milano il 14  Settembre del 2004  con  il suo “JIM HALL TRIO”  e il nostro italiano pianista jazz  Enrico Pieranuzzi

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Comunque, l’ultima volta in assoluto che Jim Hall ha suonato in Italia è stato a fine Novembre del 2012 con il suo “JIM HALL TRIO” al teatro Duse di Bologna per il Bologna Jazz Festival 2012, concerto che i presenti quella sera difficilmente dimenticheranno mai.

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Qui ascoltiamo per intero, in un Video/Audio, l’ALBUM più famoso inciso da Jim Hall con Bill Evans, “Undercurrent”
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