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John Lennon e il suo sogno immortale

Trentasei anni fa morì un visionario, un grande artista. L'8 Dicembre del 1980 John Lennon perse la vita per mano di Mark David Chapman. E' indelebile il ricordo di quel giorno, un momento che ha segnato una generazione e il mondo intero.

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di Mela Giannini

Quell’uomo ci disse di immaginare come saremmo se non ci fossero religioni con i loro dogmi che ci condizionano e ci sottraggono il discernimento e la ragione. Ci disse anche di non credere alle fiamme dell’inferno e di guardare il cielo e abbracciare l’ADESSO, il momento fuggente, senza pianificare obiettivi che ci alienano e ci tolgono tempo per vivere.

Ma non si fermò qui, perchè lui invitò ad immaginare la gente, tutta la gente, senza una patria, una bandiera, senza dei confini da difendere o terre da conquistare … di immaginare noi stessi come tutti cittadini del mondo intero e di una sola terra.

Noi giovani e bisognosi di guide, di eroi, di “giusti”, avevamo lo sguardo fisso verso quel suo suono che ci raccontava “cose nobili”, ci raccontava di come un cuore si può emozionare al solo pensiero di prendere coscienza che, in fondo, tutti siamo uguali e che l’utopia è solo una parola che delinea i nostri limiti, che ci rende schiavi delle nostre debolezze e vulnerabilità.

Me lo ricordo ancora quell’uomo con la barba lunga e gli occhialini che diceva, credendoci profondamente, che il sogno di vedere un giorno la gente vivere in pace era realizzabile, se ci si crede davvero e se lo si vuole davvero… e se ci si rende conto che siamo ognuno una parte imprescindibile della stessa entità nell’universo.

Illuminava e abbagliava tutti mentre affrontava a testa alta la derisione di chi lo etichettava come illuso, mentre lui, di contro, indicava a loro (e a noi) la via della condivisione e della fratellanza… e della pace.

Dietro quegli occhiali i suoi occhi sorridevano in modo disarmante mentre, con compassione, tendeva la mano a chi, perso in se stesso e nel proprio ego, consumava la propria vita tra ingordigia, avarizia e brama di potere e di supremazia… fino all’ultimo giorno della propria vita, fino all’inevitabile, fino a quando tutto finisce, tutto si spegne e tutto si lascia.

Quell’uomo era un visionario? Nel modo più assoluto.

Quell’uomo era coraggioso? Senza alcun ombra di dubbio.

Quell’uomo era sincero? Assolutamente.

Quell’uomo era un idealista? Sicuramente.

Ma più di tutti quell’uomo fu un uomo grande anche quando una pallottola fermò il suo cuore, senza però scalfire minimamente il suo carisma.

Quell’ 8 Dicembre del 1980, nel pieno della mia giovane adolescenza, ricordo d’essere rimasta seduta immobile, per un tempo indefinito, di fronte la TV, guardando immobile e incredula una enorme fiumana, letteralmente una marea di gente, riversarsi per le strade per quell’uomo, tutti sognatori che non credevano alle vigliacche utopie, loro affascinati da quel cuore che ora non batteva più…quel cuore che seppe aprire i nostri petti affinchè capissimo in pieno la vita, immaginando come sarebbe potuto essere se solo avessimo voluto imparare ad amarci tutti a vicenda.

Lo chiamarono Folle e poi, ironia della sorte, fu proprio un Folle a spirare morte su di lui; parlava di pace con tutto il fiato che aveva in corpo e poi una pistola gli tolse il respiro; lo chiamarono il poeta sognatore e lui andando via regalò, ad intere generazioni, quell’immortale sogno che nessun folle, nessuna pistola e nessun “potere” potrà mai portare via…

 

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John Lennon – Imagine

Immaginate che non ci sia alcun paradiso
Se ci provate è facile
Nessun inferno sotto di noi
Sopra di noi solo il cielo
Immaginate  tutta le gente
Che vive solo per l’oggi

Immaginate che non ci siano patrie
Non è difficile farlo
Nulla per cui uccidere o morire
Ed anche alcuna religione
Immaginate tutta la gente
Che vive la vita in pace

Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità

Immaginate che non ci siano proprietà
Mi domando se si possa
Nessuna necessità di cupidigia o brama
Una fratellanza di uomini
Immaginate tutta le gente
Condividere tutto il mondo

Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità.

 

 

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John Lennon is dead – Funeral

 

Questo è l’articolo originale dell’agenzia stampa “The Associated Press”, pubblicato l’8 dicembre del 1980, che dava la notizia della morte di John Lennon:

L’ex componente dei Beatles John Lennon, catapultato alla celebrità con i capelloni rocker britannici negli anni ’60, è stato ucciso la scorsa notte di fronte al suo lussuoso appartamento nell’Upper West Side di Manhattan, come ha riferito la polizia. Le autorità affermano che Lennon, 40 anni, è stato trasportato di corsa su un’automobile della polizia al Roosevelt Hospital, dove è stato dichiarato morto poco dopo il suo arrivo. I medici hanno detto che aveva sette ferite profonde nel torace, sulla schiena e sul braccio sinistro, ma che non sapevano quanti proiettili lo avessero colpito. Il Dr. Stephen Lynn ha detto: “Sono sicuro che è morto quando è stato colpito”. La polizia afferma che la sparatoria è avvenuta all’esterno del Dakota, il lussuoso appartamento vecchio un secolo in cui Lennon e la moglie Yoko Ono vivevano. Si trova di fronte a Central Park. La polizia dice di aver fermato un sospetto e lo descrive come “un pazzoide” senza apparenti motivi per sparare a Lennon. Il tenente John Schick ha detto che l’uomo, sui 25 anni, verrà trattenuto tutta la notte. La moglie di Lennon non è stata ferita. Il capo degli investigatori James Sullivan ha detto che Lennon e sua moglie stavano passeggiando nel cortile del Dakota intorno alle 22,50, quando 5 colpi sono stati esplosi. Lennon ha barcollato entrando nell’edificio e poi è caduto. L’agente Anthony Palma, è stato uno dei primi ad arrivare, e ha detto ai colleghi di aver trovato Lennon riverso a faccia in giù nell’ufficio del palazzo a nove piani e lo ha portato alla macchina di servizio. Yoko Ono è stata portata in ospedale con un’altra automobile, ha detto l’agente. Palma ha detto che la donna ha avuto una crisi isterica quando i medici le hanno detto che  Lennon era morto. “Dimmi che non è vero” avrebbe detto gridando. Sullivan afferma che il sospettato è un 25enne delle Hawaii che era stato visto girare intorno al Dakota da un po’ di tempo. Jack Douglas, il produttore di Lennon, ha detto che si trovava con i Lennon in uno studio di registrazione chiamato Record Plant e che l’artista era uscito intorno alle 22,30. Lennon ha detto che si sarebbe procurato qualcosa da mangiare per poi andare a casa. Un passante, Sean Strub, ha detto che stava camminando verso Sud sulla 72esima Strada quando ha sentito sparare 4 colpi. Ha detto di aver girato l’angolo e di aver visto mentre Lennon veniva caricato su un’automobile della polizia. Qualcuno ha detto di aver udito 6 colpi e che John sarebbe stato colpito due volte, afferma Strub. Al Roosevelt Hospital il Dr. Lynn ha annunciato la morte di Lennon dopo la mezzanotte. Ha detto che era stato portato in ospedale prima delle 23. “Tentativi di rianimazione estensivi sono stati provati e nonostante trasfusioni e altri metodo non c’è stato modo di rianimarlo” ha detto. “Danni significativi ai vasi sanguigni nel torace” ha detto il Dr. Lynn “e una grave emorragia, non poteva essere salvato… Sono sicuro che era già morto quando è stato colpito… la sua casa è a circa un chilometro da qui e non credo che fosse possibile salvarlo in alcun modo”.

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