Home News La crisi “Greca” è la crisi della stessa Unione Europa, fatta più...

La crisi “Greca” è la crisi della stessa Unione Europa, fatta più di banche che di “solidarietà”

La crisi Greca solleva tanti quesiti su cosa è diventata questa Unione Europea, di quanto diversa sia dall'idea di EUROPA dei padri fondatori.

811
0
SHARE

di Mela Giannini
Mi ricordo da piccola, quando a scuola mi “inculcavano-insegnavano” l’idea di una Europa Unita, fatta di aiuti reciproci, scambi liberi di merci, libero movimento di persone su un territorio senza “frontiere”, una Europa insomma fatta di Solidarietà e quant’altro.

Visti gli ultimi eventi della questione Greca, oggi leggevo del Crowfunding (colletta on-line) pro Grecia partita in rete dalla gente “comune”. A parte qualche perplessità di carattere pratico su questa iniziativa, però apprezzo l’idea di fondo, la “SOLIDARIETà”, requisito che in una “COMUNITà”, come quella Europea, soprattutto dal punto di vista Politico (e non parlo di quello “BANCARIO” a cui siamo, purtroppo, ora vincolati a doppio nodo), non dovrebbe mancare.

68-12-012(Foto: Padri fondatori dell’Unione Europea)

In Europa siamo quasi 510 milioni di anime…e se ogni europeo, secondo questa iniziativa, versasse 3 €, la Grecia si salverebbe, perchè si raggiungerebbe la somma di un miliardo e 600 mila euro (tanto è il debito Greco attualmente).
Questa idea si sta facendo strada da ieri in rete e hanno già raccolto 130mila Euro…e tutto questo mentre da una parte la Germania in Parlamento continua con il suo coerente pensiero di austerità, parlando anche di “doveri e regole” da rispettare se si vogliono aiuti, senza mettere in difficoltà altre nazioni e, dall’altra, la Grecia che, giustamente, chiede più flessibilità, pensando ovviamente prima alle proprie difficoltà attuali che a quelle degli altri paesi, compreso gli stati Europei che sono stati “costretti” (vedi l’Italia) a sborsare soldi per aiutare la Grecia in questi anni.

Io non sono una sociologa, ne una economista, ne soprattutto una “bancaria”…ma sono una persona che cerca di “capire“, che cerca di informarsi, che cerca di evitare i populismi e le propagande politiche, e che ha soprattutto delle ideologie legate all’Umanesimo. E con questo retaggio vedo le “cose” e cerco di trarre delle mie conclusioni, magari opinabili, ma “MIE”.
Con quest’ottica penso che, forse, nell’equazione “Unione & Comunità” c’è un soggetto di troppo, forse TROPPO preponderante, ossia il “SOGGETTO BANCARIO“, che dovrebbe essere di “supporto” e non FULCRO delle decisioni politiche di una “UNIONE COMUNITARIA” e che invece, da diversi anni, è si il motore propulsore, ma di INDEBITAMENTI a lungo termine.

Y
Si spinge a dare “aiuti economici“, ad accettare accordi di concessione di crediti, affinchè vengano pagati debiti precedenti, affinchè vengano pagati creditori precedenti, ovviamente pagando prima gli INTERESSI…mentre la ricchezza di un paese e la crescita (eventuale) di un paese, deve trovare risorse interne, con sacrifici enormi della popolazione, per risultare dei buoni e affidabili “debitori”, affinchè si possano ricevere dei “crediti” che, di fatto, non vengono quindi usati per il bene e la prosperità della propria collettività. Sembra assurdo, ma di fatto è così.

Ovvio è che se sei un paese che per anni ha avuto governi corrotti e buchi di bilanci pubblici, ad un certo punto, entrare in un contesto del genere è davvero come suicidarsi…e la Grecia (come l’Italia d’altronde), non ha avuto governi idilliaci in passato, come invece hanno avuto paesi come la Germania (parlo del dopoguerra, si intenda). Per cui, anche la “cultura del malcostume”, incancrenitasi negli ultimi decenni, ha la sua influenza in tutta questa faccenda.

Ma avrei anche da ridire qualcosa in merito al Fondo Monetario Internazionale, che non tiene conto delle attuali situazioni di alcuni paesi, fatta di “persone” (e penso ai pensionati e a tutta quella classe, ieri media, oggi quasi “povera”, che si son visti dimezzare negli anni pensioni e stipendi) non responsabili di quello che i governi passati hanno fatto.

173854765-4083cb23-9cf0-433b-bf93-c52629b549c2
Mi chiedo comunque, cosa farei ora, cosa voterei oggi, ad un referendum che, secondo me, nemmeno avrebbe dovuto essere indetto? Forse non andrei a votare, ma non perchè io non abbia coscienza civica, ma perchè, primo penso non si possa strumentalizzare uno “strumento democratico” come il referendum usandolo come pedina in una scacchiera di trattative (perchè secondo me questo si sta facendo), e secondo perchè il popolo ha votato in precedenza un partito con un programma, e non si capisce cosa ora si vuol far scegliere alla gente, facendo ricadere la responsabilità di alcune scelte (qualsiasi esse saranno)  sul popolo e non su chi è stato chiamato, dopo le elezioni, a portare avanti un “programma politico” presentato durante la campagna elettorale, di cui ci si dovrebbero assumere, politicamente, tutte le eventuali conseguenze e responsabilità dell’attuazione (o meno) di quest’ultimo.

Non ci resta che attendere e vedere quale sarà la prossima mossa sulla scacchiera…sperando che non ci sia uno scacco matto che veda come “perdenti” i soliti, la gente comune, quella che ora è agli sportelli dei bancomat che cerca di vivere con pochi Euro al giorno!

Comments

LEAVE A REPLY