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La lettera di addio di Laurie Anderson a suo marito Lou Reed…firmandosi alla fine “Moglie innamorata e amica eterna”

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Articolo di Mela Giannini
E lui ci ha lasciati in una domenica mattina d’autunno, il 27 ottobre scorso, all’età di 71 anni,  immerso nella natura, tra i caldi colori autunnali che dipingono il mondo con mille sfumature diverse, tutte fatte di  un caldo dorato.

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Lui ha scelto di andar via in autunno…in un l’autunno che evoca nostalgia e riflessione…l’autunno che ancora non si è del tutto scrollato di dosso i fasti dei colori cangianti dell’estate… quell’autunno che precede il freddo e il buio dell’inverno…l’autunno, via di mezzo tra luce e  buio, riflesso perfetto di quella che era stata la vita dell’uomo e del musicista Lou Reed.

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Io penso che tutto quel che succede ad ognuno di noi, durante il corso della nostra vita, non sia per caso…tutto ha un suo perchè…ed è con questa convinzione che penso  non sia un caso  che il Maetro Lou abbia “staccato la spina dagli amplificatori “dell’umana esistenza”  una domenica mattina d’autunno, momento nel ciclo della vita che più di tutti, forse, può essere accostato all’animo e al vissuto di questo grande uomo.
E così…una domenica, immerso in quell’autunno, tra alberi e natura, lui  è divenntato IMMORTALE, e da quel momento tutto quello che ha fatto nella sua vita , insieme alla sua musica, si è “elevato”, come in un suono corale con tutto quello che umanamente ha lasciato e spiritualmente ha tenuto…e che, paradossalmente, tenendolo lo ha dato, donato in eredità  a chi ben saprà custodire e far buon uso della sua “arte & pensiero”, per trovare in esse conforto, stimoli e forza per scavare dentro noi quando si è in quei momenti della vita in cui si sente il bisogno di cercare delle risposte, risposte che ci portano a vagare, a volte, dal “lato selvaggio e oscuro” della nostra esistenza…specie quando si è  costretti a prendere coscienza a volte  che tutto ha un prezzo pur di sopravvivere!

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La moglie Laurie Anderson ha voluto salutare per l’ultima volta il marito con una “lettera aperta” , lettera rivolta soprattutto ai residenti della zona di  East Hampton a Long Island, sulla penisola di South Fork, nello stato di New York…una sorta di paradiso naturale, un posto dove  la Natura la fa da padrona, zona in cui lei e Lou hanno passato molto tempo durante gli anni del loro matrimonio quando non erano a New York per lavoro o altro.

La “lettera aperta” è stata consegnata alla redazione del locale quotidiano di Springs e postata successivamente sul loro sito…e di lì ha fatto il giro del mondo.

Laurie nella lettera ha praticamente detto che il marito si è spento serenamente, praticando il tai chi e guardando gli alberi, dopo aver mantenuto la promessa fatta a suo Marito Lou di riportarlo a casa dall’ospedale, lì nella casa di East Hampton.

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  Questa la lettera tradotta in italiano: Che meraviglioso autunno! Tutto splende d’oro e la luce è così incredibilmente morbida. L’acqua ci circonda. Io e Lou abbiamo passato molto tempo qui negli ultimi anni, e anche se siamo persone di città questa è la nostra casa spirituale. La scorsa settimana, avevo promesso a Lou di tirarlo fuori dall’ospedale e portarlo a Springs. E lo abbiamo fatto! Lou era un maestro di tai chi e ha passato i suoi ultimi giorni felice e abbagliato dalla bellezza e dal potere e dalla delicatezza della natura. È morto domenica mattina guardando gli alberi e praticando le famose 21 mosse di tai chi, muovendo nell’aria le sue mani da musicista. Lou era un principe e un guerriero e sono certa che le sue canzoni di dolore e bellezza rincuoreranno tanta gente nel mondo grazie all’incredibile gioia e gratitudine che provava per la vita. Lunga vita alla bellezza che pervade tutti noi.
Moglie innamorata e amica eterna
Laurie Anderson.

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Questa la lettera nella versione originale, in inglese: What a beautiful fall! Everything shimmering and golden and all that incredible soft light. Water surrounding us.
Lou and I have spent a lot of time here in the past few years, and even though we’re city people this is our spiritual home.
Last week I promised Lou to get him out of the hospital and come home to Springs. And we made it!
Lou was a tai chi master and spent his last days here being happy and dazzled by the beauty and power and softness of nature.
He died on Sunday morning looking at the trees and doing the famous 21 form of tai chi with just his musician hands moving through the air.
Lou was a prince and a fighter and I know his songs of the pain and beauty in the world will fill many people with the incredible joy he felt for life. Long live the beauty that comes down and through and onto all of us
Laurie Anderson

Laurie Anderson

 Laurie Anderson, artista anche lei altrettanto eclettica, era sposata con Lou dal 2008 , ma era la sua compagna sin dall’inizi degli anni Novanta, da quando Lou, dopo diversi anni di matrimonio, si era allontanato dall’allora moglie Sylvia Morales.

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La storia della vita di Lou Reed è stata molto complicata ,  a volte davvero difficile da interpretare guardandola dall’esterno.
Lou Reed è stato sicuramente uno dei poeti del rock più grandi di tutti i tempi, artista  tra i più ambigui e innovatori che il mondo della musica e dell’arte contemporanea in genere, abbia mai avuto.
Lui era praticamente una “spugna“, assorbiva ogni espressione d’arte con cui veniva in contatto, e mentre sembrava aver fatta sua l’esperienza artistica di turno, lui sul più bello la interrompeva e prendeva altre direzioni per ricominciare di nuovo, come in una continua ricerca spasmodica di stimoli e “cose” da conoscere e imparare.
E così come era nella vita artistica lo era anche nella vita privata, “uomo complicato” a dir poco, ambiguo e controverso, uomo che avrebbe voluto ad esempio vivere per sempre teneramente insieme alla sua compagna di scuola di una  vita ma che nel frattempo (e qui parliamo degli anni d’oro del rock contemporaneo, gli anni ’70) lasciava che le voci su una sua presunta relazione omosessuale , addirittura con dei suoi illustri colleghi, viaggiassero tra le righe di articoli e articoli di giornali dell’epoca.

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Ed è proprio con il suo spirito controverso che, all’età di 50 anni  decide, ancora una volta, di cambiare rotta nella sua vita sentimentale.
Lou Reed lascia l’allora  moglie (sposati da tanto tempo)  Sylvia Morales per un nuovo flirt, che sulle prime tutti pensarono fosse una nuova relazione omosessuale.
Anche in questa occasione  lui non smentì e ne confermò nulla e  continuò in privato per la sua strada  legandosi sentimentalmente invece,  ad una donna ,ad una grande donna, forte, indipendente e artista eclettica come lui…una donna che racchiudeva in sé personalità maschile e femminile, cosa che  “stregò” letteralmente Reed.

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La donna di cui parliamo è  Laurie Anderson e i due,  anche se  non  più giovanissimi,instaurarono una”unione” che andava  oltre gli schemi convenzionali di una semplice storia d’amore . Per la prima volta Lou era parte integrante di una “relazione alla pari” ,dove ognuno “DOVEVA” pensare a sé e nello stesso tempo  interessarsi e dedicarsi alle cose dell’altro.

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Ovviamente la loro relazione di coppia sconfinava nella sfera lavorativa e i due spesso si ritrovavano spesso a collaborare l’una nel disco dell’altro e viceversa. Questo sodalizio iniziato negli anni 90, e viene coronato da un “convenzionale” matrimonio , avvenuto nel 2008. La cerimonia fu intima, con pochi amici, in Colorado a Boulder, e all’indomani dal matrimonio la coppia era di nuovo nell’amato East Village di New York per festeggiare la loro unione in quella città che li aveva fatto conoscere e unire fino a domenica 27 ottobre, giorno della morte di Lou.

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Comunque, seconda la biografia più controversa e chiacchierata su Lou, la più “verosimile “ secondo molti addetti ai lavori nell’ambiente musicale, quella scritta da Chris Roberts ,“Lou Reed: Walk on the Wild Side, the Stories Behind the Songs”, Lou Reed sarebbe stato un bisessuale, anche se lui non ha mai parlato esplicitamente della sua vita privata, specie quando si  unì a Laurie, lasciando  tutti di stucco quando i due decisero di sposarsi e di farlo in anche in modo “convenzionale”, cosa che poco rifletteva il loro modo poco ortodosso di essere e di vivere, specie per quanto riguardava Lou.
Ma capire nell’intimo e nell’animo Lou è sempre stato impossibile,qualsiasi decisione lui abbia preso e qualsiasi cosa lui abbia fatto nella sua vita.

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La parte più dolorosa della sua vita comunque rimarrà sempre la sua gioventù, quando adolescente, a causa dei suoi atteggiamenti ribelli, il suo amore verso la musica Rock’n roll, allora ritenuta la musica del “diavolo”, e il suo parlare apertamente di “omosessualità” (all’epoca questo era un tremendo tabù), spinse i genitori a farlo rinchiudere un istituto psichiatrico per “curarlo”, fino a subire addirittura , all’età di 17 anni, un elettroshok, cosa che  segnò moltissimo il ragazzo e il futuro uomo Lou Reed.

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Lou successivamente ha sempre dichiarato che a salvarloin quel periodo  fu la “musica” , specie dopo la rottura con i suoi genitori.

Rimarrà comunque impressa nella memoria di tutti noi, cultori di musica,la famosa citazione di Lou:
“ Il rock’n’roll per me era tutto, ed è tuttora la promessa di un mondo al di fuori della mia stanza e qualunque mondo fosse mi sarebbe piaciuto. La musica è tutto. La gente muore per un sacco di altri motivi e allora perché non per la musica. Salva così tanta gente!”

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L’ultima foto ufficiale dell’artista, scattata qualche settimana fa, è stata diffusa con l’approvazione dalla moglie Laurie Anderson, ed è stata scattata da Jean-Baptiste Mondino per un servizio di una campagna pubblicitaria di Parrot, azienda francese produttrice di cuffie per hi-fi e lettori digitali fondata da Henri Seydoux, amico di Lou Reed.

La foto mostra un Lou Reed  ancora attivo nei suoi ultimissimi giorni, “come sempre, una colonna possente” come ha detto il suo manager amico Tom Sarig

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Invece l’ultima foto postata sulla sua Pagina Ufficiale di Facebook, qualche ora prima della sua morte, è stata l’immagine emblematica di una porta chiusa con su affissa una sua locandina…
Sulla foto è stata scritta solo la parola  “Doors”.

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Appena subito dopo la sua morte , il sito specializzato Vintage Vinyl ha reso noto che si stava  scatenando la ricerca e l’acquisto di vecchi dischi in vinile di Lou e dei Velvet Underground”, facendo salire nella classifica TOP 200 USAdegli Album in vinile, album spariti da anni, come ad esempio:

“Transformer”, salito al 30simo posto
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“The Essential Lou Reed”, al 31simo posto.
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“The Velvet Underground & Nico”,
primo album della storica band al  36simo posto
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“New York” all’ 86simo posto
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“Berlin”  176simo posto.
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Video Laurie Anderson (feat. Lou Reed) – In Our Sleep
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Video di una storica intervista fatta a  Laurie e Lou nel 2003
Laurie Anderson & Lou Reed Interviewed by Charlie Rose (2003) – Part One
[youtube id=”W-LFd-PQd6E”]

 

Video di una storica intervista fatta a  Laurie e Lou nel 2003
Laurie Anderson & Lou Reed Interviewed by Charlie Rose (2003) – PartTwo
[youtube id=”iQWiyKtMemo”]

 

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 Per Finire, riportiamo di seguito quanto scritto da Wikipedia in merito alla morte di Lou Reed:

Il 30 giugno 2013, stando a quanto riferito dal New York Post, Lou Reed venne ricoverato d’urgenza in un ospedale di Long Island, a New York, il Southampton Hospital, per una acuta forma di disidratazione. Nel maggio precedente, Reed si era sottoposto ad un trapianto di fegato.

Dopo la delicata operazione, Reed si era detto pieno di speranze per il futuro e aveva rilasciato la seguente dichiarazione:

Non vedo l’ora di essere su un palco a esibirmi, di scrivere nuove canzoni per entrare in contatto con i vostri cuori, i vostri spiriti e l’universo per ancora tanto tempo. ”

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Il fisiatra di Reed, Charles Miller, che si era occupato di lui durante il periodo riabilitativo post-trapianto, ha riferito di come Reed fosse stato molto combattivo fino alla fine: “Stava ancora facendo i suoi esercizi di Tai Chi fino a un’ora prima di morire, cercando di tenersi in forma per continuare la sua lotta contro la malattia“.Il 27 ottobre 2013 è stata invece annunciata la notizia della sua morte, avvenuta all’età di 71 anni.

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 La notizia del decesso è stata data dalla rivista Rolling Stone attraverso il suo sito web e si è poi diffusa in tutto il mondo senza smentite di sorta.

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Negli ultimi giorni l’artista si era dovuto nuovamente ricoverare in una clinica a Cleveland in Ohio per complicazioni dovute al trapianto di fegato subito lo scorso maggio. Constatata la gravità della sua situazione, i medici hanno acconsentito a lasciarlo tornare a casa, dove si è spento vicino ai suoi cari e alla moglie Laurie Anderson

Tanti l’hanno amato,stimato e ammirato nell’ambiente musicale…tanti quanti nemmeno si può immaginare e di seguito riportiamo qualche foto di Lou con alcuni musicisti ,artisti che durante la sua carriera hanno avuto modo di conoscerlo:

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Photo of Lou REED

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A poche ore dalla notizia inaspettata della sua scomparsa, vari tributi ed omaggi a Reed sono apparsi su Twitter,inclusi quelli da parte di Iggy Pop, Miley Cyrus, Salman Rushdie,Samuel L. Jackson, Lenny Kravitz,Ricky Gervais, Ryan Adams, Elijah Wood, Julian Casablancas,Marco Mengoni,Elisa, Gorgia, Dave Stewart e Annie Lennox, Duran Duran, Morrissey e molti altri, tra cui John Cale, ex compagno di gruppo nei Velvet Underground, che ha  postato su Facebook il seguente commento: “Il mondo ha perso un compositore superbo e un poeta… Io ho perso il mio “compagno di scuola

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 L’ex batterista dei Velvet Underground, Maureen Tucker ha risposto scrivendo che Lou Reed era “generoso, incoraggiante e profondo. Lavorare con lui poteva essere difficile alcune volte per qualcuno, ma non per me. Penso che abbiamo imparato l’una dall’altro. Tutti abbiamo imparato qualcosa l’uno dall’altro.”

Sul sito web ufficiale di David Bowie è stata postata una foto del 2007 che ritrae Bowie e Reed insieme con la seguente didascalia:
È con grande tristezza che annunciamo la morte di Lou Reed, scomparso oggi all’età di 71 anni. (2 marzo 1942 – 27 ottobre 2013)… David Bowie ha detto del suo vecchio amico: «era un maestro».”

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Anche gli Who su Twitter hanno voluto rendere omaggio a quella che come loro è stata una icona della musica rock, citando e stravolgendo il titolo della canzone più celebre di ReedWalk on the Wild Side (“fatti un giro sul lato selvaggio”): “R.I.P. Lou Reed. Fatti un giro nella zona tranquilla”

Antony Hegarty, che proprio Lou Reed volle coinvolgere nella realizzazione di The Raven del 2003, ha pubblicato invece  sulla pagina Facebook di Antony & The Johnsons  la foto che segue sotto, foto che ritrae l’artista insieme all’ex Velvet Underground . Corredata alla foto ci sono le seguenti parole:

«Lou era come un padre per me. Nessun altro ha saputo capirmi e amarmi per come sono. Ha combattuto senza risparmiarsi perché avessi un posto alla luce del sole nella cultura. La mia carriera non sarebbe mai decollata senza l’influenza incredibile di Lou. (…) Un paio di settimane fa parlavamo della morte e mi diceva che ero concentrato sugli aspetti sbagliati. Il suo scopo soprattutto recentemente era esercitare la sua disciplina mentale per rimanere concentrato sul presente e non per diventare ostaggio della paura di un futuro illusorio. (…) Mi manca tremendamente».

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La “sacerdotessa -poeta” del Rock, Patty Smith invece di Lui ha detto:
Ero così coinvolta dalla sua musica. L’ho studiata a lungo. Era un processo che mi parlava, un processo di fusione della poesia con il ritmo, un loop pulsante. Poteva parlare in modo articolato di ogni autore. Tanti di noi hanno tratto beneficio dal lavoro da lui compiuto… Siamo tutti in debito con lui. Un debito che molti di noi non sono molto felici di avere. A volte vorresti immaginare di aver fatto tutto da sola. Ma penso che tutti debbano stare in fila per dire grazie a Lou, a modo proprio”


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Nella pagina Ufficiale di Peter Gabriel…per mano dello stesso artista Peter è stato postato quanto segue (lo riporto fedelmente,in lingua inglese”:
Oh Lou, where have you gone?

We have lost a great artist
And I have lost my friend.

It was your words and your work with the Velvet Underground that inspired Vaclav Havel to name the Czech revolution, the Velvet Revolution. You brought a great novelist’s unswerving attention to the human psyche and soul and attached it to an electric guitar. That clarity and fierce honesty symbolized freedom, like nothing else.

You carried this honesty, purity and passion into whatever you did. Whether it was writers, amplifiers, artists, photography, tai chi, friendships, the glasses you designed or the journeys you had taken, anyone around you knew exactly what you were into; what you loved and hated.

You could be so difficult, narcissistic and intransigent, but anyone you allowed beyond that leather-jacketed protective and sometimes-poisonous veneer got to meet a special man that was sweet, tender and exceptionally loyal.

Watching you and Laurie finding each other was like watching teenage sweethearts. Everyone knew New York Lou, who could tell you all the ups and downs of the modern-day urban explorer, exploring drugs and sexual identity, but how many noticed the great romantic poet of the Power of the Heart that you wrote for Laurie. And what wry sharp intelligence you carried with you at all times, that could cut through any packaging and reveal the living and beating core.

It was always such a pleasure to eat and laugh with you and hear that high-pitched squeal of delight, echoing around the room and bursting out of nowhere.

Oh Lou, we’re going to miss you.
PG

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Non ci resta che chiudere semplicemente con un RIP Lou…ci mancherai tanto…anzi ci manchi già tantissimo… mentre ti immaginiamo  lassù a fare il tuo tanto amato tai chi !!!

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Video con cui abc ha dato la notizia della morte di Lou Reed
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ULTIMA VIDEO INTERVISTA DI LOU REED – 21 SETTEMBRE 2013, rilasciata alla PARROT.
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Comments

2 COMMENTS

  1. Mela, stavolta ti sei superata. Articolo bellissimo, ricco di tante notizie, si vede che sei stata scossa da questa morte. Ma certi personaggi, come si è soliti dire, non moriranno mai. Però inutile rimarcarlo, inizialmente sono notizie che non si vorrebbero mai leggere o sentire. Io era da un po’ che non sentivo più parlare di lui, ma è sicuramente una pietra miliare nella storia del rock.

  2. Grazie per i complimenti.
    Si mi ha scosso notevolmente, mi ha scosso perchè la “mortalità” ha vinto il senso dell’IMMORTALITà che certi “personaggi” hanno incarnato in me.
    Lui era trasgressione…era sperimentazione, era creatività…era ribellione…era SE STESSO nella musica, per la musica, con la musica…ed è questa la vera “PROVOCAZIONE”, la vera “RIVOLUZIONE” che forse i giovani artisti non capiscono, non capiscono quanto l’arte sia un viatico emotivo in cui subliminare tutto il proprio mondo interiore,trasformandolo in una nota, una frase,una melodia… una emozione, quell’emozione “messaggera” di quell’interiorità che ti ha spinto artisticamente a trovare un modo di “raccontare” e condividere con chi è abbastanza “eletto ed empatico” per “provare” ,ascoltare, capire ed apprezzare!
    Lou era l’incarnazione di tutto questo per me!!!

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