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La STORICA rivista ‘Musica & Dischi’ chiude dopo 70 anni.

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di Mela Giannini
Nell’ Ottobre  del 1945, un brillante  uomo, il 39enne giornalista/pubblicitario Aldo De Luigi, con alle spalle un passato da addetto stampa alla Voce del Padrone-Columbia-Marconiphone (l’antesignana casa discografica di quella che poi divenne la EMI), fece uscire il primo numero della STORICA testata ‘Musica & Dischi’ (il primo numero portava solo la dicitura “MUSICA”, nel secondo numero si aggiunse la parola “DISCHI”), con in prima pagina una foto di Paganini.

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Allora in commercio c’erano i vinili 78 giri e la discografia  produceva, su supporto vinilico, musica soprattutto classica e operistica.

La testata era inizialmente rivolta soprattutto agli addetti ai lavori del settore musicale, ai  commercianti di dischi , agli editori, agli artisti, ai compositori, ai produttori, ecc. ecc.
Nel corso del tempo, piano piano, la rivista è diventata  un importante punto di riferimento nel mondo della musica tutta, fruitori compresi, soprattutto perché, nel corso degli anni, sono stati compilati centinaia di annuari, banche dati e soprattutto classifiche di vendita molto più attendibili e “veritiere” rispetto a quelle redatte e controllate dalle Major.

Basti pensare che la redazione di  M&D, su richiesta addirittura di Billboard, era dal lontano 1959 che ormai stilava classifiche precise, dettagliate, basate su dati “certi e credibili”.

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Ora tutto questo “patrimonio”, fatto di 737 numeri  in formato cartaceo e 46 in versione digitale, sembra destinato a “PERDERSI”, sembra che  tutto il lavoro, il  Know-how  acquisito in 70 anni dai professionisti che hanno lavorato nella redazione di questa rivista, sia destinato a vanificarsi, perché “M&D” pare che chiuda i battenti.

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A dare la notizia è stato lo stesso direttore della rivista, Mario De Luigi ( figlio del fondatore Aldo) attraverso l’editoriale del numero di Maggio 2014 appena pubblicato online, specificando che, con il numero di Giugno, “M&D” cesserà, sia nella versione cartacea mensile, che nella pubblicazione del sito di informazione quotidiana, musicaedischi.it, e nel settimanale “MD online“.

Questo quanto scritto in modo diretto e senza tante remore, nel commiato  dell’editoriale, dal direttore Mario De Luigi:

4“Abbiamo, a malincuore, preso questa decisione non soltanto alla luce della crisi che in questi ultimi anni ha coinvolto l’intero nostro settore (e la nostra testata di riflesso), ma anche e soprattutto prendendo atto che i modelli con cui la discografia italiana si è sviluppata in passato non hanno oggi più senso.
Scomparsa l’industria fonografica – sopravvivono tre majors, passate ormai alla gestione di servizi, e solo rari, coraggiosi casi di produttori indipendenti a rappresentare l’eccezione che conferma la regola – e scomparso il commercio del disco attraverso i punti vendita tradizionali, con la distribuzione fisica ormai affidata a poche catene e alla grande distribuzione, nonché con l’avvento dello streaming a sostituirsi alle vendite online dei prodotti, anche il ruolo della nostra testata non ha più senso. I nuovi modelli di produzione della musica hanno oggi nuovi attori, che possono fare a meno di un veicolo d’informazione specializzata perché ogni dato è già alla fonte disponibile in rete (almeno per chi lo sa individuare), e sempre attraverso la rete i nuovi modelli di fruizione consentono il passaggio diretto del prodotto dal musicista al consumatore, senza bisogno di servizi d’intermediazione: l’industria musicale – non più fonografica – si avvia a esplorare nuovi terreni, in particolare sul fronte del riconoscimento e dello sfruttamento dei diritti, dove spesso la diffusione di notizie mirate agli addetti ai lavori può costituire un ostacolo anzi che uno strumento di sviluppo; per questo preferiamo concludere qui la nostra avventura, senza eccessivi rimpianti e comunque soddisfatti del bilancio raggiunto in questi settant’anni”

 

 

 

Alla fine dell’editoriale però Mario De Luigi lascia un piccolo spiraglio aperto alla “speranza” di una chiusura NON del tutto definitiva o meglio, NON del tutto drastica.
A fine editoriale il direttore anticipa che il futuro della testata “non è del tutto e definitivamente terminata“, rinviando per i dettagli al prossimo, e ultimo, numero.

M&D

La fine di un’era?
Per chi ama davvero la musica come noi, si spera di cuore che  NON sia così e che De Luigi “converta” tutto il patrimonio di “M&D” in qualcos’altro che sia sempre e comunque importante per il mondo della musica italiana, così come lo è stata quella rivista nata nel 1945 con l’immagine di Paganini in prima pagina…anche se un “detto” perentoriamente recita che “Paganini NON ripete”!!!

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