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Marco Mengoni, le parole, la musica e la comunicazione

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di Viviana Barone
Oggi 22 Giugno, a Palazzo Madama, durante la Relazione annuale al Parlamento tenutasi alla presenza del Presidente del Senato Pietro Grasso, a Marco Mengoni è stato conferito il premio  come Personaggio con il maggior “sentiment positivo” online.

A premiarlo è stato il Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Vincenzo Spatafora.
Un premio importante e simbolico, come importanti e simboliche sono le “PAROLE” che in quest’epoca della rete, vengono usate, soprattutto da “personaggi pubblici” che hanno grande ascendente sui giovani.

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Perché le parole hanno una valenza e una forza incredibile, sia se usate in maniera positiva che usate in maniera negativa.

Le parole sono un “tramite”…piccole frecce scagliate verso un bersaglio che si fa il più ampio possibile con l’aumentare degli interlocutori coinvolti. Il loro impatto può anche far male, ma l’esito è sempre positivo se nella cicatrizzazione conseguente determinano la nascita di cellule nuove.

Le parole cono “ viaggi”… itinerari percorsi all’interno di una semiosfera personale, entusiasmanti, spesso anche dolorosi, ma che si ampliano fino ad intersecarsi con quelli altrui in uno spirito di appassionata condivisione di obbiettivi comuni.

Le parole sono “slogan”…sintesi verbali veloci assorbite ed assunte spesso senza mediazione critica , in particolare dai giovani.

Le parole sono anche “specchi”…ritratti di una condizione personale e sociale che può indurre molti a disperare del presente e del futuro ed a rifugiarsi o in una sterile supervalutazione del passato o, peggio, in un annegarsi in una condizione di perdita di se’ fattuale o virtuale.

Le parole sono anche “flussi elettromagnetici”… segnali dotati di contenuti che sviluppano filamenti, come nel cervello umano, destinati a raggiungere filamenti inizialmente contigui e congeniali, poi sempre piu’ distanti col risultato di ampliarne dunque la risonanza. Quei tentacoli neuronali che cercano anch’essi aggregazione!

Le parole in rete quindi sono “proiettili”, che attraverso una propagazione fulminea, saltano anche nodi concettuali basici, con esiti di portata incommensurabile anche da parte degli studiosi della materia.

Ma tant’è, come si può fermare il tempo o l’onda trascinante dei mezzi di comunicazione contemporanei? Fermarli no, ed invece utilizzarli come mezzi consapevoli di propagazione di messaggi positivi di rinascita e di evoluzione culturale rigenerante?

C’è un personaggio attuale, quel Marco Mengoni ormai pluripremiato e di diffusa notorietà in strati sociali e generazionali diversi, che sembra aver capito ed assorbito tutti questi aspetti in maniera felicemente intuitiva e spontanea, e che abbia deciso di convogliare queste enorme forza delle parole in un potente fascio laser che ne assorba tutta l’emanazione energetica prodotta, indirizzandola verso la rinascita personale e collettiva di chi lo ascolta.

Vero è che lui possiede una potentissima alleata, che si addiziona al suo carisma personale e ne moltiplica la portata, la sua musa serva e padrona , quella MUSICA che è capace di infrangere tutti quegli scudi coriacei che le esperienze più dure, l’isolamento , l’emarginazione, le delusioni, le frustrazioni e la solitudine hanno giorno per giorno costruito intorno al nucleo profondo di persone e collettività.

Musica, voce, progettualità, interiorità profonda ed autentica, ecco le armi che gli consentono un felice approdo, di quei veicoli verbali lanciati verso ignote destinazioni, al nucleo profondo e forse incontaminato di tutti coloro che gli aprono i loro sensi e la loro predisposizione all’ascolto. E li raggiunge, incide nelle loro sensibilità, perchè nel suo specchio riesce ad illuminare anche quegli angoli bui che le fragilità e le paure umane tendono a nascondere .
Per cui questo “Premio” rappresenta e premia la sua grande forza comunicativa!

Che persino le autorità nazionali abbiano percepito la potenza positiva dei suoi messaggi, ed abbiano valutato in maniera elogiativa la sua personalità, prendendola ad esempio come modello responsabile nei confronti, in particolare, delle menti più giovani e quindi più vulnerabili verso gli affronti della vita odierna, diventa una certificazione confortante della speranza che non può non albergare in chi si appresta ad affrontare un futuro in continua evoluzione, che educhi i ragazzi a virare, nel mare della “rete”, verso chi trasmette messaggi positivi, coglierne la “bontà” e fungere da cassa di risonanza, affinchè l’uso di potenti mezzi come le “parole e la rete” siano esperienze positive e di crescita e NON il contrario.

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Il premio consegnato a Marco Mengoni, consiste in un’opera  che rappresenta un pentagramma in cui sono scomposte le lettere della parola ‘Ascoltare’, scultura dell’artista Claudio Franchi.

Il presidente del Senato, Pietro Grasso, durante il suo discorso d’introduzione al premio ha ironicamente detto a Mengoni: “Vieni premiato qui dopo avere vinto le ‘primarie’ di X Factor. Se ti candidassi alle elezioni, rischieresti anche di vincerle – e poi ha continuato – È fondamentale, per citare una canzone di Marco Mengoni il coraggio di essere uomini“.

Il garante nazionale Vincenzo Spadafora invece ha detto:
I temi delle sue canzoni  sono da sempre condivisi con l’attività dell’autorità di garanzia per l’infanzia e l’adolescenza”.

La dichiarazione di Mengoni, durante la premiazione, è stata la seguente:
Mi stupisce un po’, perché per me è normale e naturale vivere di questi messaggi, mettere questo nella mia musica e nei miei testi. Continuerò a vivere come ho sempre fatto, e come i miei genitori e le persone che ho incontrato mi hanno insegnato a fare. L’unica parola che uso oggi è grazie”.

Grazie a te Marco!

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NdR: Questo articolo, nella sua versione quasi integrale e soprattutto quella che riguarda la prima parte – quella prima delle dichiarazioni dei vari “soggetti” durante la premiazione e della premiazione stessa – è stato consegnato alla redazione Sabato 20 Giugno. Per cui quanto scritto nell’articolo è di proprietà intellettuale dell’autrice.

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…Credo negli esseri umani.
Credo negli esseri umani
che hanno coraggio,
coraggio di essere umani…” – Marco Mengoni
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