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Marco Mengoni: Parte da Mantova l’atteso nuovo Tour, il “Mengoni Live 2015” – Recensione

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di Viviana Barone
Il fenomeno Mengoni tra umanita’ e tecnologia, ovvero l’insostenibile desiderio di “fusione tra terreno ed aereo” (cit. Mengoni).
C’era una volta un Re Matto, poi un toro in solitudine, poi un uomo in corsa , ora un guerriero in lotta contro il disamore e pronto ad abbracciare esseri umani nella piena consapevolezza della loro imperfezione.

Nella data zero al Palabam di Mantova, implacabilmente affollato, che ha aperto il #mengonilive 2105, la scaletta dei brani presentati ha idealmente ripercorso tutto il tragitto che l’interprete e l’uomo  Marco Mengoni ha compiuto nella sua evoluzione canora , musicale e di interazione con il suo pubblico.

2015-05-05 MARCO MENGONI TOUR

Chiamerei epico il suo tentativo di fondere elementi diversi tra di loro, sia dal punto di vista musicale – arrangiamenti che rivisitano brani anche dell’ieri in chiave che vanno dal pop latino al funky, attraversando blues e dance con aggiunta di sonorita’ new country– che dal punto di vista testuale ed interpretativo, proiettandoli in un futuro fatto anche di sonorita’ elettroniche e accompagnato da accorgimenti all’avanguardia nel campo delle moderne tecnologie. Determinanti i tre fiati che accompagnano la band classica.

Così sul palco la scenografia si arricchisce di Ayrton Magic Panels, che consentono la proiezione su tre megaschermi di momenti dello show in cui anche il pubblico, oltre che l’interprete, diventa protagonista, pubblico per la maggior parte costituito da volti in apnea, incantati da quel tripudio di fasci di luci a 360 gradi e dall’esibizione di quell’energico cantore che domina il palco con dinamico carisma.

Ovviamente  il suo volto predomina, ma e’ una dominanza fatta anche di sudore e lacrime. Ritorna quel toro che non è in effetti mai morto. E di fatto il brano “Solo” ritorna in una versione forse musicalmente e teatralmente piu’ scarna, ma anticipato, anche ritmicamente, da una versione magistrale di una canzone della cantante messicana Chavela Vargas,La Llorona”, brano interpretato con tale intensità da commuovere anche chi non ne comprende l’idioma.

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Il concerto si apre con un Guerriero che fa un ingresso in sordina, dunque non anticipato da roboante introduzione, ma soltanto dal ritmo di un cuore pulsante. E’ solo l’inizio di un cammino che presto diventa corsa nel susseguirsi senza sosta di brani più scatenati e scatenanti . E l’atmosfera si riscalda, mani si alzano, gambe si muovono, voci si alzano, corpi ballano, il parterre quasi trema. Brani energici e divertenti, sia dei precedenti album, che dell’ultimo “Parole in circolo” si alternano senza soluzione di continuità. Così corrono “Stanco” “Pronto a correre”  ed una strepitosa, e dal respiro decisamente internazionale “I got the fear”, eseguita con tale carica vocale da tramortire anche il toro!

Il momento clou è invece anticipato da una proiezione di Parole di notevole impatto emozionale che scorrono sui megaschermi, a ricordarci l’essenza della nostra ideale Umanità spesso dimenticata nell’affanno di una congiuntura storico-sociale collettiva e di vita quotidiana individuale, che finisce per concretizzarsi nel dispregio di vite di nostri pari ed in eventi di morti annunciate per la loro “diversità”.

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Emblematico il successivo ringraziamento pubblicato dalla mamma di quell’Andrea dai “pantaloni rosa”, che non e’ riuscito a sopportare il rifiuto sociale, menzionato su quelle pareti tecnologiche.
E così parte quell’Esseri Umani diventato così pregnante nei giorni che ci troviamo a vivere. In una stanza a 3d, ma seduto su di una sedia di “vecchia” fattura sospesa nel vuoto, Mengoni canta quel brano con tutta la forza di chi si ostina a voler sconfiggere la disumanità. A Mantova, la citta’ della “prospettiva”, Mengoni appare in una visione prospettica dall’alto.
Il pubblico, sempre piu’ galvanizzato, non si stacca ne’ da quelle visioni ne’ da quella voce, che riscopre gli acuti ed i vocalizzi cosi presenti nelle fasi iniziali, ma non manca i bassi ed i toni caldi e morbidi degli ultimi pezzi.

Però tutti i presenti sono anche attenti a quei richiami visivi che segnalano il momento di accensione dei cellulari, che nell’insieme forniscono una visione di impatto con tutte quelle luci intermittenti tra il pubblico!

Ma è “L’Essenziale” che termina il concerto, diventato moderno inno dei nostri giorni anche a seguito della sua popolarità europea. Ed infatti, il Mengoni fa cantare gli astanti, volge il microfono verso il pubblico, si leva la giacca , si siede ed ammira i cantori improvvisati, facendosi lui stesso spettatore divertito.
Stupore, coinvolgimento, ironia ed autoironia non mancano, al solito e per graziosa sorte, nei live mengoniani! Forse danno voce alla sua fede in una sorta di surrealismo che, per dirla con la Khalo, “è la magica sorpresa di trovare un leone nell’armadio, dove eri sicuro di trovare le camicie”.

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Un pubblico ormai trascinato al visibilio da questo sorprendente alternarsi di momenti di profonda commozione a momenti di irrefrenabile follia ritmica, un interprete che visibilmente commenta la sua totale immersione nella musica e nel coinvolgimento con il pubblico, col sudore che gli inonda il volto, ma anche con un sorriso che coinvolge tutti i suoi muscoli facciali fino ad arrivare agli occhi, e con la voce anch’essa surreale. questi sono gli ingredienti di una tappa sperimentale… Tappa Zero per sintonizzare al meglio tutti gli elementi di un Tour che si presenta per molti aspetti innovativo. Chi vivrà ne vedrà l’evolversi. La sua anteprima sicuramente presenta spunti di notevole interesse ed originalità.

Nel dna del Mengoni tutti gli elementi menzionati sono presenti, ed erra chi ancora pensa che lo si debba irregimentare in uno stile unico e i ripetitivo. Forse l’Italia ha trovato un interprete che nella sua incessante ricerca vocale, umana e tecnologica, certo di notevole ambizione e quindi di rischiosa concretizzazione, possa offrire spunti per soluzioni innovative che siano di traino, e non a traino, di interpreti anche di livello internazionale. Il Mengoni Pop Star dalla “promessa mantenuta” ed il Mengoni alla ricerca di “parole”, il Mengoni che si ispira alla grande tradizione cantautorale italiana ma si proietta in un futuro che non può dimenticare tecnologia e ritmi contemporanei, possono felicemente convivere ?
Noi crediamo fermamente in questa scommessa.

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Fonte Foto :Varie su Internet


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VIDEO- Marco Mengoni LIVE Mantova- Guerriero
(Si ringrazia il canale YouTube di Benedetta Padovan)
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VIDEO- Marco Mengoni LIVE Mantova- Esseri Umani
(Si ringrazia il canale YouTube di michela gianstefani)
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