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Martino Corti esce con “C’era una svolta”…e nasce il nuovo Gaber!

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Ammetto, devo fare un mea culpa grande quanto una casa…e ora vi spiego perché.
Di solito io vengo letteralmente “affascinata” da artisti “INTELLIGENTI”…da quelli che comuni non lo sono affatto, artisti che fanno e dicono cose originali…e soprattutto se lo fanno con ironia e con una profondità intellettiva indiscutibile.

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Io sono in uno stato di continua ricerca di certi “fenomeni artistici”, perché sono quelli che mi fanno salire il livello di “dopamina” nel cervello…perché, non usando nessuna sostanza stupefacente, io di solito mi “faccio” (in senso lato) della genialità di gente “stupefacente”!

Qualche giorno fa, un carissimo amico, un “grande” in tutti i sensi, uno di quelli che io considero “un padre artistico” , mi chiede (conoscendomi) come mai io non avessi mai scritto qualcosa su di un “tal dei tali”…ma soprattutto come mai io non conoscessi il “tal dei tali” in questione.

Io rimango un po’ stranita e gli chiedo di farmi ascoltare qualcosa di “costui”…e BAM, stesa in mezzo secondo netto!
Ma oltre a quello che ho ascoltato e letto… ma come fa una come me a non innamorarsi di uno che cita Charles Bukowski “La gente é il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto”!?

E di qui nasce il “mea culpa” per non aver conosciuto prima Martino Corti, non mi capacito del fatto di non aver sentito prima nulla di questo artista, pur non essendo quest’ultimo uno che nasce ieri e che soprattutto passi inosservato.

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Nel momento in cui poi mi son messa di fronte al monitor bianco, pensando a cosa scrivere su questo artista, sono rimasta diversi minuti “bloccata”, ma non perché a me manchino le “parole”, anzi, sono una di quelle persone che di parole (scritte) ne produce a profusione, non vivrei senza…ma il mio “blocco” partiva da un pensiero semplice che mi ronzava in testa:
E mò che scrivo?…che “parole” uso per scrivere di qualcuno che della “parola” ne ha fatto un’arte?

E si, perchè Martino Corti è uno di quegli artisti che, per spiegare “chi è e cosa fa”, servirebbe un enorme amplificatore, servirebbe una insegna a neon gigante per far si che la gente si fermi e veda, ascolti e senta senza essere distratta da altro…perché tale è la “fattura artistica” e il costrutto culturale attorno a cui ruota la sua arte, che sarebbe un vero peccato che con le mie sole parole io non riuscissi a catalizzare l’attenzione su di lui.

Il vero grande peccato sarebbe che questo artista  passi inosservato a causa del “rumore della vita”, a causa dei pensieri quotidiani di ognuno, a causa delle mille paranoie quotidiane, a causa del caos in cui viviamo…perché per paradosso, Martino Corti parla proprio di questo, nelle sue canzoni e nei suoi “monologhi” .
L’artista Corti, in quello che scrive, parla di se stesso come se parlasse di tutti noi, parla dei tempi in cui viviamo e la “cifra” che fa la differenza, è proprio la sua capacità di riuscire a descriversi descrivendo al contempo chiunque di noi.
Secondo la mia modesta opinione, lui è l’erede moderno di Giorgio Gaber (anche se lui non si considera tale), almeno per come concepisce e come mette in scena la sua “arte”…non solo cantandola, ma anche facendo dei “monologhi” che lui chiama “POP”, proprio come il buon Gaber faceva quando si esibiva nei teatri, alternando canzoni a “riflessioni” farcite di ironia, intrise di quella cruda “sostanza” che,  il raccontare “il vero senza filtri ” dei nostri tempi richiede.

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Martino Corti riprende il discorso da dove Gaber lo aveva lasciato, partendo da riflessioni sui tempi che viviamo con tutti i paradossi a cui gli stessi “tempi” ci sottopongono e ci impongono, raccontando il tutto con una leggerezza disarmante, ma con una profondità sconcertante…perchè riesce con quello che scrive e per come lo “espone” a dare dei lineamenti ben precisi ad uno spaccato di vita, che è quello che ognuno di noi vive nel proprio quotidiano, inserito in una società fatta di tanti quotidiani, di tante realtà…che pur nella loro unicità, vengono conformate da qualcosa che sembra “gestire”, a nostra insaputa e inconsciamente, i nostri pensieri…le nostre scelte, le nostre opinioni.

Lui se vogliamo va anche oltre al modo di “mettere in scena” la vita come lo faceva Gaber, perché Corti nasce artisticamente nell’era della “rete” e anche attraverso questo mezzo osserva quello che siamo, dove stiamo andando senza sapere o avendo dimenticato da dove veniamo.
L’artista prende coscienza dell’enorme contraddizione a cui ci sottopone  l’era del “virtuale” e della rete, quella “rete”  dove le distanze si accorciano e gli eghi si allargano, dove sembriamo tutti partecipi ma allo stesso esclusi, dove si ha l’impressione di essere liberi di esprimere ma allo stesso tempo siamo tutti “controllati”.

Vista sotto quest’ottica, se proprio si vuole definire nella sua completezza il personaggio “Martino Corti”, usando sempre dei paragoni, che non servono per sottolineare la non originalità, ma anzi per meglio far capire la complessità dell’artista, direi che questi è un incrocio tra il Gaber che fu, una sorta di Andy Warhol dei tempi nostri in versione “musica-teatro” e uno Stefano Benni in versione “autore di testi musicali”… insomma  un artista capace di mettere insieme frammenti di vite, parole, immagini che ti costringono a riflettere…e perchè no, come dice lui,  anche a ballare!

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Lui in questi giorni, fino al 12 Ottobre  lo potete andare a vedere-ascoltare presso lo spazio Tertulliano (Via Tertulliano 68, Milano – Per info qui www.spaziotertulliano.it o telefonare per prenotazioni allo 02 49472369 o Cell. 320 6874363), dove sta presentando il suo ultimo lavoro discografico “C’era una svolta – monologhi pop vol.2″ Monologhi alternati a canzoni prodotto con l’etichetta indipendente Cimice di Camilla Salerno (per info www.cimicerecords.it)

 

Video -Teaser C’era una svolta- Martino Corti
[youtube id=”wrtmfsyK6oU”]

Sul palcoscenico Martino Corti non è solo.
Ad accompagnarlo in questa avventura, alla chitarra, c’è Luca Nobis (che è anche co-autore delle musiche del disco) che in alcune parti della pièce teatrale  fa da spalla comica allo stesso Corti.
A questo duo già collaudato da tempo, si è da poco aggiunta anche l’elettronica di Dj Kustrell, che porta altro valore aggiunto (se ancora ce ne fosse bisogno) al progetto tutto, sia discografico che Live. La regia dello spettacolo è affidata allo stesso Corti con la collaborazione Gianfelice Facchetti.

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Prima che inizi lo spettacolo c’è già una piccola sorpresa, perché da dietro il sipario, si sente la voce di un bambino che contesta la mamma (la voce è quella di Angela Finocchiaro) che sta cominciando a raccontare al figlio la tipica favola che inizia con il “C’era una volta”, spiazzandola con domande dirette e imbarazzanti.
Tutto il resto dello spettacolo è solamente da vedere, davvero non può essere raccontato, perché le parole non riuscirebbero a far capire le mille sfumature , musicali, teatrali, rappresentative e riflessive che questo spettacolo porta in se.
Di certo c’è che dopo aver assistito a questo live musicale con monologhi annessi in stile teatrale, non si esce dal teatro annoiati, ma anzi “arricchiti”, divertiti e molto più riflessivi!

Il nuovo album di Martino Corti, che come già detto si intitola “C’era una svolta – monologhi pop vol.2” (che consiste in 2 cd , uno di tutte canzoni e uno dello spettacolo in versione audio, registrato live), uscito il 1mo Ottobre, segue il buon successo del precedente album “Le cose non contano nulla” (che invece conteneva un solo disco con lo spettacolo in versione audio)

copertina

“C’era una svolta” + Monologhi Pop2 contiene le seguenti tracce:

Versione registrazione in studio
Un motivetto
Il mondo ha fatto boom!
Soffro più del mio cane (e allora ballo)
C’è voluto un bel po’
Istruzioni alla mano
Addio domeniche tranquille
Sunny Day
Mentre cambia orizzonte
Grazie
Ops

 

Versione registrazione Live
La mamma non è Peppa Pig (Prosa) [Live]
Il mondo ha fatto boom! (Live)
C’era una svolta (Prosa) [Live]
Un motivetto (Live)
Mi sparo un Mc Donald’s (Prosa) [Live]
Sunny Day (Live)
Spesso muoio da eroe (Prosa) [Live]
Istruzioni alla mano (Live)
Ops (Live)
Capelli bianchi come le ciliegie (Prosa) [Live]
C’è voluto un bel po’ (Live)
In caso di casa (Prosa) [Live]
Soffro più del mio cane (e allora ballo) [Live]
Povero nonno (Prosa) [Live]
Addio domeniche tranquille (Live)
Guidate con prudenza (Live)
Mentre cambia orizzonte (Live)
E vissero felici e contenti (Prosa) [Live]

L’album + monologhi, distribuito dalla Believe Digital, sono già disponibili nelle principali piattaforme internazionali:
iTunes  Deezer Amazon Spotify

 

Qui di seguito il Video del primo estratto da “C’era una svolta”, “Soffro più del Mio Cane (e Allora Ballo)“…e ascoltate bene le parole…specialmente all’inizio, quando dice in modo “frammentato”:
C’era una volta…e vissero tutti felici e contenti…MA TUTTI CHI?!…voglio i nomi altrimenti non ci credo più!
C’è mia nonna che si lamenta mentre sfoglia l’IPad…leccandosi il dito…c’è mio nipote che si lamenta che non riesce ad allargare le immagini sui giornali“!
Che dire se non GRANDE!!!

N.B.Il video è il frutto di pezzi di video estratti tra quelli che la gente ha più visualizzato al mondo…e guardate bene cosa la gente “visualizza” di più…e il che fa pensare e anche tanto!
[youtube id=”G4dgPTkynIk&feature=youtu.be”]

 

 

Note biografiche su Martino Corti (Fonte Ufficio Stampa Cimice Records):
Classe 1983, milanese, Martino Corti si diploma al liceo scientifico prima di laurearsi al DAMS di Bologna. Durante gli studi universitari si imbatte in Mara Maionchi e Alberto Salerno. Incontri e scontri, letture variegate: da “I miserabili” a “Viva tutto”. Studia chitarra ma non è un chitarrista, suona il piano ma non è un pianista, scrive i testi delle sue canzoni e dei suoi monologhi oltre a racconti e poesie, ma non è uno scrittore. Conosce Sandro Mussida e dalla loro unione artistica nasce l’album di esordio “Stare qui”. Accompagna per tutto il 2010 i Nomadi in tour prima di buttarsi nel dicembre 2012 nell’avventura dei Monologhi Pop con il disco “Le cose non contano nulla – Monologhi Pop Vol. 1”. Lo spettacolo è stato portato in giro per un anno facendo più di 40 repliche in spazi non convenzionali (gallerie d’arte, laboratori tessili, falegnamerie) e in teatro (Spazio Tertulliano, Franco Parenti, Teatro del Sale di Firenze, Teatro Araldo di Torino). Nel luglio 2014 la registrazione di “C’era una svolta – Monologhi Pop Vol. 2” in distribuzione da ottobre e presentato in anteprima allo Spazio Tertulliano con 10 serate dal 1° dello stesso mese.

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