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“Miley Cyrus and her Dead Petz”: sarà stata la sua musica a far morire i suoi “petz”?

Recensione dell'ultimo album di Miley Cyrus, "Miley Cyrus & her dead petz".

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di Mela Giannini

Chi mi conosce sa quanto non mi piaccia (per usare un eufemismo) Miley Cyrus, sia come persona che come personaggio e per quello che fa discograficamente.
Ma a sto giro, leggendo il mio amico Michele (Monina) parlare molto bene dell’ultimo album della su citata ragazza, “Miley Cyrus & her dead petz”, – lavoro uscito a sorpresa e gratis per i fruitori – incuriosita mi sono fatta “violenza” e ho ascoltato l’album.

Comunque, ironia a parte, giuro che alla fine dell’ascolto sono riuscita solo a dire un “mha” grande grande. Mi sento confusa, e mi dico che forse sarò prevenuta io, non so.

Innanzitutto non sono riuscita ad ascoltare l’album tutto d’un tiro, ho faticato tanto per rimaner concentrata …e l’ho ascoltato in 3 momenti diversi, mi son dovuta prendere delle pause per ricarburare la pazienza e l’attenzione.

E poi …dai, che dire del pianto per il pesce palla Pablow in Pablow The Blowfish? Io sono rimasta scioccata da tanta induzione…e il “damn” finale l’ho urlato più forte io della Cyrus,  per quanto esasperata fossi a causa di cotanta “sceneggiata addolorata”!

Comunque, a parte il quadretto delle “lacrime, disperazione e pesce palla incluso”, l’album a me ha dato la sensazione di una accozzaglia di idee abbozzate, nate magari per caso, sparpagliate in un album che è privo assolutamente di un comune denominatore tra le varie tracce che lo compongono, e non che un filo conduttore dovrebbe esserci per forza tra le canzoni di un album, ma trovarne almeno la testa e la coda sarebbe cosa buona e giusta. I brani, per la maggior parte, sembrano usciti così, in estemporanea, durante delle session goliardiche tra amici, e poi un po’ rimaneggiate tra un smanettamento e l’altro su Synt e computer, assemblamenti, a volte casuali, di campionature varie. Il tutto poi registrato comunque, anche se buona parte del  prodotto suonava “inconcluso”…grezzo.

E’ come se tutto quello che è venuto fuori da questa sorta di collaborazione tra i Flaming Lips e Miley Cyrus, buono o brutto che fosse, sia comunque diventato una traccia dell’album, spacciato poi, magari, per qualcosa di “sperimentale”, come se quest’ultimo termine fosse il giusto paravento dietro cui nascondere evidenti “inconsistenze”. A dirla tutta, in alcune parti (poche e forse le migliori), mi è sembrato più il nuovo album dei Flaming Lips feat. Miley Cyrus che l’album di quest’ultima.

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Alla fine della fiera, anche se per scrupolo mi riservo di riascoltare il tutto ancora un’altra volta, mi vien da dire: e grazie alla “peppa” (per non usare un altro termine) che l’ha regalato l’album…e che è costato SOLO 50mila Dollari (il “solo” è tale se parliamo di un personaggio su cui l’RCA  ha investito milioni di dollari per il precedente album “Bangerz”…anche se poi, per promuoverlo, si è usato tanto culo e tante tette e siparietti con il famoso trucking…per non parlare dell’emulare la fallatio sui palchi, in tour).

E in tutto questo contesto, e visto il soggetto in causa, non riesco a vedere del “credibile” in questa operazione “album-sorpresa-regalo”. A me sembra che la ragazza voglia far  credere che dei contratti con l’RCA non gli freghi un “bip”, e che lei è libera di fare quello che vuole, quando lo vuole e con chi lo vuole, compreso fare un album del genere, artisticamente senza filtri alcuni. Ma alla fine mi sfugge davvero cosa, “artisticamente” (mamma che parolona), c’è da dimostrare in questo lavoro. Davvero me lo chiedo, e non scherzo.

Io trovo che il tutto, al massimo, sia una ennesima trovata di marcketing, legata ad un “disegno” mirato a voler e dover “sorprendere” in tutti i modi, a tutti i costi e con qualsiasi mezzo ed espediente. E lo credo bene che poi delle idee diverse (?) e di impatto bisogna farsele venire, se in precedenza si è usato tutto il repertorio più forte, quello pseudo-porno (anzi, in certi frangenti, si può tranquillamente togliere il “pseudo”), per far “colpo”. Ma va bene il “sorprendere” e tutto il resto, ma la sostanza (e parlo di quella musicale) dov’è? Ma di che sorprese nell’uovo di pasqua parliamo? Regalare si. Ma cosa?

Ma ripeto, forse il problema sono io. Essere prevenuti, l’ammetto, non aiuta l’obiettività. Ma stavolta, giuro, ce l’ho messa tutta, son stata brava, ho “ASCOLTATO” attentamente, rischiando seriamente di farmi sanguinare le orecchie…e non solo quelle!

Michele, amico mio, spero solo che dopo questa mia mi vorrai ancora un po’ di bene. D’altronde il mondo è bello perchè vario, soprattutto per quel che riguarda le idee e le opinioni.

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Tracklist -“Miley Cyrus and her Dead Petz”:
Dooo it!
Karen don’t be sad
The Floyd song (sunrise)
Something about space dude
Space boots
Fuckin fucked up
Bb talk
Fweaky
Bang me box
Milky milky milk
Cyrus skies
Sslab of butter (scorpion)
I’m so drunk
I forgive yiew
I get so scared
Lighter
Tangerine (feat big sean)
Tiger dreams (feat. ariel pink)
Evil is but a shadow
1 sun
Pablow the blowfish
Mikey tibetan bowlzzz
Twinkle song

Qui per ascoltare Miley Cyrus and her Dead Petz


VIDEO- Dooo it!
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