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Morgan docet e Morgan dixit: tutti i paradossi del “maestro fuori cattedra” Castoldi

Le esternazioni di Morgan all'indomani dell'inizio della nona edizione di X Factor Italia, che lo vede come "protagonista assente", a giusta ragione o meno. E intanto, tra una polemica e l'altra, Marco Castoldi ne approfitta per promozionare il nuovo singolo dei Bluvertigo, "Andiamo a Londra", che precede l'uscita del nuovo album del gruppo, "Tuono – Tono, Tempo, Suono".

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di Mela Giannini

Tutti aspettavamo le reazioni del “maestro fuori cattedra” Marco Castoldi, in arte Morgan, all’indomani dell’inizio della nona edizione di X Factor Italia, che per la prima volta non lo vede nelle vesti di giudice.

A dir la verità lui, che furbino e un po’ cinico e vendicativo lo è, ha fatto in modo che si parlasse di lui comunque, malgrado la sua assenza al talent. Ad un colpo così grosso ha risposto con un altrettanto grosso boato, o almeno così era, forse, nei suoi intenti: dopo 14 anni ha riunito i Bluvertigo, ci ha inciso un nuovo album, “Tuono – Tono, Tempo, Suono“, ha scelto il primo estratto dal titolo che è tutto un programma, “Andiamo a Londra“, e lo ha fatto uscire nei giorni dell’inizio della nuova edizione di XFactor.

Ovviamente, e lo sottolineo per non incorrere in polemiche sterili, la reunion dei Bluvertigo e il nuovo album della band, non sono da attribuirsi solo a Morgan, ma a tutti i membri del gruppo.

Lui, il povero bistrattato e scartato da un ingrato talent che lo ha sfamato fino a ieri, lui l’usato e poi gettato, in realtà ben conosce le dinamiche che fanno girare promozionalmente il mondo della discografia oggi, e son quasi (e potremmo tranquillamente togliere il “quasi”) tutte legate alle produzioni televisive che fan musica (oddio…”fan musica”, scusate l’esagerazione), che sono, appunto, i talent. Per cui, anche se lui non c’era quest’anno nel circo, comunque alla carovana, in qualche modo, ha fatto in modo di aggregarsi.

Un Morgan “esautorato”, che a ridosso dell’inizio del talent di Cowell esce con un nuovo lavoro discografico che richiede PROMOZIONE, è pari o uguale ad una grande paraculata. Ovvio è che alla prima intervista – e poi tutte quelle che si susseguiranno – diventa quasi d’obbligo e logico chiedere della sua assenza al programma, come è altrettanto d’obbligo e logico prevedere che le risposte del Castoldi, grande oratore (soprattutto quando è libero da inibizioni…in modo “indotto”), siano ad effetto, tanto da diventare virali mediaticamente.

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Per cui, detto fatto. L’altra sera i Bluvertigo sono stati ospiti su Radio 105, nel programma di Max Brigante, “105 Mi Casa”, e neanche a dirlo, al buon Morgan è stata fatta la fatidica, quanto agognata, domanda sulla 9na Edizione Factoriana e sulla sua assenza nella crew.

Ovviamente il Castoldi non ha tradito le aspettative e ha “sparato” a raffica risposte taglienti, assicurandosi che l’eco di ciò che stava dicendo fosse ben a fuoco.

In buona sostanza questo quanto detto:
“Mi hanno detto tutti che è bellissimo, però io non l’ho visto. Io immagino sia … bellissimo […] A me a X Factor stanno proprio … simpaticissimi […] Sono nel Guinness dei primati come uomo che ha vinto più talent al mondo. Infatti mi hanno licenziato […]Quello che sto vedendo è un prodotto stupendo, è un prodotto della mia assenza […] Non c’è Morgan, non c’è Mara, non c’è Simona Ventura e hanno ancora il coraggio di chiamarlo X Factor?”

 

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E ancora: “Io ascolto solo Skin, Fedez, Mika, Elio … e un po’ Brian Eno e Cristina D’Avena […] La gente mica è scema. Le persone godono quando vedono che uno ci mette la passione. Una volta Claudio Baglioni, che è uno dei più grandi musicisti italiani, mi disse: ‘Per la prima volta c’è in televisione qualcuno che racconta la musica, e io sto a guardarti volentieri. E io mi sono sentito stralusingato quella volta’.”

A parte il fatto che trovo fuori luogo usare impropriamente l’altrui nome, associandolo al proprio, per legittimare personali cazzate (vedi quando parla di Mara e Simona), ma comunque, rispondere a Morgan sarebbe come sparare sulla croce rossa, perchè ce ne sarebbero cose da dire, cominciando dalla sua coerenza e finendo alla sua ipocrisia.

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Ma una cosa è vera, e che venga messo agli atti: lui ha dimostrato una GRANDISSIMA competenza, cultura e conoscenza, in un contesto come un talent in cui il livello culturale è pari ad un encefalogramma piatto, ed è anche vero che lui ha osato più di tutti, in quanto a scelta di brani, spingendo sempre oltre i limiti i suoi ragazzi, a volte a giusta ragione e a volte, a dirla tutta, per pura e personale vanagloria.
E qui finisce la difesa in favore del  Castoldi.

Che Morgan non abbia mai brillato in quanto – come su detto – a coerenza lo dimostra innanzitutto il fatto che, ogni anno, alla fine di una edizione, ha sempre detto che l’edizione successiva non l’avrebbe più fatta. Ed invece, l’anno dopo, era lì, presente, a piegarsi innanzi (e anche di dietro) al “sistema”, cercando di non “sporcarsi” troppo mediante invettive, a volte esagerate e fin troppo sulle righe, durante la messa in onda dei Live.

Tra le altre, se proprio si vuol ancor più rimarcare il giochino “Morganiano” (mi si perdoni il neologismo) del paradosso, quello di lanciare il sasso con una mano e con l’altra stringere mani in modo accondiscendente, potrei citare un passaggio significativo del suo libro,“Marco Castoldi – Il libro di Morgan”, uscito l’anno scorso, e ampiamente promozionato in diretta dal “nostro”, tra una litigata e l’altra, tra una minaccia e l’altra di andar via seduta stante dal programma.

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Cito testualmente:
“Ogni anno dico sempre che sarà l’ultimo e invece, puntualmente, ci sono dei nuovi motivi, sempre diversi, per cui sono costretto a farlo. Ormai sono nel meccanismo, che non è solo economico, è tutto un sistema di interessi convergenti che orbitano intorno alla mia persona, e io non sono abbastanza forte da svincolarmene. E sono completamente schiavo. […] Faccio la puntata, poi mi chiudo in casa per tre giorni e spengo il telefono. Al quarto giorno c’è sempre qualcuno che mi chiede dov’ero scomparso. ‘Mi sono vergognato’, rispondo. Ed è la verità. Grazie alla televisione la vergogna è diventata una delle mie attività principali. Perché alla fine, non c’è troppo da girarci intorno: la televisione ha reso un pagliaccio anche me”.

Bene, letto quanto sopra, non ci sarebbe altro da aggiungere, perchè paradossalmente Morgan si risponde da solo, a meno che non soffri di bipolarismo e dica cose diverse, in momenti diversi e in luoghi diversi (vedi ad XFactor, in buona parte del suo ruolo di giudice, soprattutto quando “svarionava”)…o a meno che non ci sia un suo sosia, il suo alter ego che si è fatto carne, come successo più di 2000 anni fa al figlio di un altro Dio come lui, e cominci a “predicare & razzolare” diversamente…o a meno che – e questo è quello che ci si auspica – prenda seriamente in considerazione una buona riabilitazione, per disintossicarsi da se stesso, che “stupefacente” lo è di certo…nella speranza di rivedere più il “grande artista” e meno l’ex “personaggio televisivo”.

 

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