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Patti Smith a Collegno, al Flowers Festival, celebra i 40 anni dell’album HORSES, e mette in scena il suo manifesto punk

Una grande artista ha reso grande la prima edizione del Flowers Festival a Collegno, Patti Smith.

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di Mela Giannini

L’artista di Chicago, Patti Smith, è stato il pezzo forte della prima edizione del Flowers Festival a Collegno, che lunedì 27 ha chiuso i battenti.

Quando si ha a che fare con miti del rock come Patti Smith, non ci sono parole abbastanza “degne” per descriverne la grandezza, e soprattutto è difficile spiegare alle nuove generazioni cosa la poetessa del Rock abbia rappresentato per tutto un movimento di “pensiero & cultura” negli anni ’70, lei insieme a gente come Bob Dylan, Lou Reed i Velvet Underground e altri, e di come lei sia stata l’ispiratrice del punk e della new wave in quell’epoca.

Sul palco di Collegno, tra le altre, si celebravano i quarant’anni del primo album di Patti, una pietra miliare e manifesto del rock punk degli anni ’70, “Horses”, un capolavoro prodotto nel 1975 dall’ex leader dei Velvet Underground, John Cale.

La sessantottenne Patti Smith ha affrontato il palco con lo stesso carisma, forza e potenza di sempre – doti che le hanno fatto  guadagnare l’appellativo di ”sacerdotessa maudit del rock– e ha rieseguito tutto il mitico album, tra un ricordo e l’altro di “amici” e persone che sono passate attraverso la sua vita. Oltre a ricordare il mai dimenticato amico Lou Reed, in un grande momento di commozione generale Patti ha rivolto un pensiero, una dedica al marito (“amore, marito ed ora suo angelo“…sue testuali parole), scomparso diversi anni fa, Fred “Sonic” Smith, chitarrista degli MC5.

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Foto Gallery di Patti Smith al Flowers Festival – Fonte Foto Omar Lanzetti per outune.net

Con lei sul palco c’erano due musicisti storici che parteciparono, all’epoca, alla registrazione di “Horses”, il batterista Jay Dee Daugherty e il chitarrista Lenny Kaye. C’erano anche il chitarrista Jack Petruzzelli e il bassista Tony Shanahan, al fianco di Patti sin dagli anni ’90, da quando l’artista, dopo un periodo lontano dalle scene, è ritornata sui palchi.

Dopo la fine del primo set, terminato con una emozionante “Elegie”, Patti ha riproposto anche alcuni suoi classici come “Because the night” (brano scritto da Bruce Springsteen) e “People have the power”, dal più recente Dream of Life. Ma ha anche proposto una cover di Van Morrison, “Gloria“, la bellissima “Birdland” (eseguita solo piano e voce), l’opera “Land“, e un po’ di reggae con “Redondo Beach“.

La serata era stata aperta dalla talentuosissima Erica Mou e dopo Patti il Festival è terminato in una festa collettiva, insieme alla Bandakadabra che suonava tra la gente che ballava e cantava.

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Fonte Foto  Omar Lanzetti per outune.net

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