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Recensione album “ ‘na storia” dei NiggaRadio.

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E’ da poco uscito l’esordio discografico del gruppo Catanese dei Niggaradio, l’album “ ‘na storia”.
Il primo pensiero che viene in mente, ascoltando questo album, è che fa piacere ascoltare ogni tanto qualcosa che sa di “vera” musica, quella che nasce dalla passione, dalla competenza, dalla morbosa voglia di esplorare, confrontarsi, lasciarsi attraversare dalle contaminazioni e con esse proporre cose differenti.

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Il gruppo si è formato da poco e in quasi un anno ha pubblicato prima un EP (“Two Sides”) ed ora un grande album dal titolo
‘na storia” (Dcave records).

I Niggaradio sono il risultato della fusione di 4 anime artistiche particolari e differenti e ognuna porta in dono, in seno al gruppo, una sua particolare esperienza, sensibilità e passione artistica.
Il gruppo è formato dalla potente voce di Vanessa “Goldie” Pappalardo,  voce piena di blues, soul e passione, dalla pulsante e spiazzante potenza ritmica del bravissimo batterista Peppe Scalia, dalla visionaria genialità di  Andrea Soggiu (dj, sound engineer) e dall’esperienza e conoscenza del  mitico e geniale produttore Daniele Grasso (già produttore con Aftrhours Diego Mancino)

Il mix dirompente che vien fuori da questo album è figlio di influenze del  buon vecchio blues che si contamina con la musica elettronica, passando attraverso il funk e il soul , fino al garage rock  e alla psichedelia , il tutto  cantato in parte in  inglese e in parte in dialetto siculo.
E’ un disco dalle ampissime vedute che apre orizzonti vastissimi per chi ascolta, per chi “sa ascoltare”, perché ogni canzone di questo disco offre dei “viaggi”, dei “crossover” tra il presente e il passato  musicale, mentre la voce di Vanessa squarcia la pelle e raggiunge l’anima.

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Questa la tracklist:
-‘A Matina
-Nigga Radio
-‘Na Sroria
– Crumbs
– L’ultimo domani
– But my love
– Am I wrong
-Cantu e Cantu
– Side by Side
– Lil prayer

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L’album si ascolta tutto di un fiato e vorresti che non finisse mai, a partire dalla prima traccia, “’A Matina”, un Funky/blues STUPENDO, con inserito dentro il tradizionale suono siciliano del “marranzano”.

Nella traccia “’Na Storia” il basso la fa da padrona, toglie il fiato,  tutta la sezione ritmica è trascinante, e la chitarra solista ha un suo incredibile motivo di essere, e già da questo brano si capisce l’altissimo livello della produzione di questo disco.

La traccia “Crumbs” è pura Black Music che non ha nulla da invidiare a quello che si fa ad Harlem e d’intorni, per non parlare del momento in cui il ritmo accelera, la batteria di Peppe Scalia è goduria pura.

La traccia successiva, “L’ultimo domani” ricorda qualcosa “di buono”, già sentito, almeno  all’inizio e negli arrangiamenti della chitarra, e dentro c’è un po’ degli U2 (nella colonna sonora del film “cosi lontano cosi vicino” di Wim Wenders), un po’ del vecchio Bowie e un po’ del buon vecchio rock anni ’70 e il tutto risulta una “mistura” geniale che viene ancor più esaltata dalla voce possente della cantante, Vanessa Pappalardo.
Questa è una tra le più belle tracce dell’album!

In “But my love” è ancora la chitarra a richiamare alla mente i “sapori” d’altri tempi, in odor di anni ‘70, nel brano, a braccetto con la voce filtrata di Vanessa che NON canta, ma “danza” sulla linea melodica blues! Il tutto è  breve ma INTENSO!

L’altra traccia dell’album che preferisco è “Am I wrong”, anche qui esaltata dalla stupenda chitarra del sempre bravo Daniele Grasso,  mentre nella traccia “Side by Side” viene messa in evidenza la grande voce della cantante , che dimostra di avere assolutamente del soul in corpo e nelle corde anche se sospira o sussurra , e quando attacca quella voce ricorda molto una sua collega oltre oceano, la bravissima  Beth Hart, e scusate se è poco.

La traccia “Lil prayer” è in assoluto la canzone migliore dell’album e quello che rievoca è tanto e oltre.
Sembra un cocktail tra Experience di Hendrix insieme a  Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band e “White Album” dei Fab Four più del buon Ziggy Stardust prima maniera e riecheggi dei primi Led Zeppelin. Questo brano, come tutto l’album, è un vero e proprio capolavoro, che  evidenzia prima di tutto il grandissimo background culturale e musicale dei Niggaradio e poi indica il grande coraggio di chi ha composto e scritto le canzoni, di non temere i confronti con i grandi del passato, di saper attingere dal passato glorioso quando la musica la si faceva davvero.

Chiuderei questa recensione con una frase che la sottoscritta scrisse in occasione dell’uscita dell’EP “Two Sides” dei Niggaradio, una frase che tentava di riassumere quello che erano e facevano i Niggaradio con la loro musica:
…loro prendono le idee, le girano, le rigirano, le mescolano, le sdoganano dai limiti mentali, ‘aprendo’ le prospettive e le ‘possibilità, giocando con le ‘miscelanze’ come si farebbe con il  ‘piccolo chimico’ in versione ‘musicale’, dove al posto di elementi chimici si  sperimentano ‘miscele di note, stili e lingue’, contaminando l’incontaminabile e l’incontaminato…e BUM!!!…ed ecco il BOTTO”!!!
Bhe il “Botto” in questo caso ha un nome e si chiama Progetto “NiggaRadio”.

NiggaRadio – Niggaradio PROMO CLIP
[youtube id=”uQVdCfh-E1U”]

Video dei NiggaRadio – ‘Na Storia
Si ringrazia il canale Kar Vj
[youtube id=”JcgG8eRamtc”]

Video dei NiggaRadio – ‘A Matina
[youtube id=”2_TmM6Pe7hg&feature=youtu.be”]

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