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Recensione di “High hopes” di Bruce Springsteen, un album “per grandi”!!!

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 di Mela Giannini
Punteggio: 4.5 Stars (4.5 / 5)

Il 14 Gennaio è stata una data importante per il mondo della musica, perchè è stata la data che ha dato il via alle nuove uscite discografiche del 2014, e non si poteva iniziare meglio di così, con l’ Album delle “Grandi Speranze” del Boss, 18mo suo lavoro in studio.

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A dir la verità però, almeno per gli addetti ai lavori, non c’erano vere “grandi speranze”…appunto non c’erano “High Hopes” per questo album, nonostante il suo titolo, visto che sembrava più una “raccolta” che altro . Ma ci sbagliavamo!

La sorpresa c’è stata tutta  e anche in positivo, e  la sorpresa principale  è stata proprio quella dell’inaspettato  annuncio dell’ uscita di questo Album, fatto tramite un semplice tweet del Boss ai suoi fans che recitava così:
Got #HighHopes for a new album in 2014?” (“Avete grandi speranze per un nuovo album nel 2014?”)

Nessuno si aspettava l’uscita di un nuovo album a così poca distanza dall’uscita di Wrecking Ball, suo penultimo disco uscito solo a marzo 2012 , e meno che mai lo si aspettava visto che era in corso ancora il Wrecking Ball World Tour.

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Ma invece, mentre il Boss era in Tour,  lui e la sua “squadra”, tra una tappa e l’altra attraverso vari “continenti”, tra uno studio di registrazione e l’altro di mezzo mondo (l’Album è stato registrato in studi di registrazione tra New Jersey, Los Angeles, Atlanta, Australia e New York City) , con la rinnovata ispirazione dovuta alla presenza in “squadra” di un nuovo elemento, oltre alla storica E Street Band, il grande chitarrista/musicista Tom Morello, hanno dato vita a questo piccolo gioiello d’album che è “High Hopes”.
L’apporto di Tom Morello in questo album è stato NOTEVOLE, (sua l’idea di “rivisitare” “High Hopes” una cover già suonata in passato dal Boss), presente con la sua chitarra in 8 canzoni su 12 dell’Album (“Harry’s place”, “American skin -41 shorts”, “Just like fire would”, “Heaven’s wall”, “Hunter of invisible game”, “The ghost of Tom Joad” e “Dream baby dream”), con assoli Rock incisivi ed pregni di energia pura, un vero “motore di propulsione” per questo nuovo progetto discografico che sembra essere nato così per caso, suonando e risuonando cover, rivisitando canzoni che durante la sua lunga carriera il Boss aveva messo da parte e componendo di getto nuovi inediti.

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Lo stesso Bruce ha dichiarato  che questo album contiene “un po’ del nostro miglior materiale registrato nell’ultima decade […] sentivo che erano alcune delle mie composizioni migliori e meritavano di essere degnamente registrate in studio”, e tra questi ci sono canzoni in “memoria” di due grandi amici/musicisti di Bruce e storici membri fondatori della E Street BandClarence Clemons al sassofono (scomparso nel 2011) e Danny Federici alle tastiere (scomparso nel 2008).

Cominciamo con il dire che sotto molti punti di vista “High Hopes” sembra il logico seguito del precedente Wrecking Ball, due album realizzati soprattutto per trovare un pretesto per andare in Tour, e il fatto che i due album sono stati fatti uscire uno a distanza dI poco tempo dall’altro, indica la volontà di “CONTINUARE” il tour intrapreso con l’uscita di Wrecking Ball.
Infatti, dopo uno stop relativamente breve, dalla fine del Wrecking Ball World Tour, ora, dopo l’uscita di “High Hopes”, tra pochi giorni (il 26 Gennaio) si riparte di nuovo, e questa volta si comincia dal Sudafrica e poi via via un po’ ovunque in giro per il mondo.

 

(2014) High Hopes - back - coversandlyrics.blogspot.comLa Tracklist dell’Album è la seguente:
1. High Hopes (cover)
2. Harry’s Place (cover)
3. American Skin (41 Shots) (NON inedita)
4. Just Like Fire Would (cover)
5. Down In The Hole
6. Heaven’s Wall
7. Frankie Fell In Love
8. This Is Your Sword
9. Hunter Of Invisible Game
10. The Ghost of Tom Joad (NON inedita)
11.The Wall (NON inedita)
12. Dream Baby Dream (cover)

 

N.B. Il disco è uscito anche  in un’edizione limitata che comprende un DVD con l’intero “Born in the U.S.A.” suonato dal vivo a Londra.
Come in “Wrecking Ball”, anche in questo ultimo album ci sono cover, questa volta 4, insieme a 3 canzoni NON inedite e 5 inediti.

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Le Cover sono le seguenti:

 “High hopes“ cover degli Havalinas pubblicata il 1990
(di cui abbiamo già parlato in un nostro articolo sul Boss il 20 Novembre dal titolo: “BRUCE SPRINGSTEEN A SORPRESA OGGI ANNUNCIA L’USCITA DI UN NUOVO SINGOLO “HIGH HOPES” PER IL 25 NOVEMBRE”
Link: http://www.thetimeinmusic.com/?p=2243)

“Harry’s place” una canzone che doveva far parte del 12mo album di Bruce, “The Rising” ma che non venne mai inserita nello stesso (episodio raccontato dallo stesso Springsteen durante una intervista rilasciata al Nightline).

“Just like fire would”, dei The Saint, uscita il 1996. (Il Boss l’ha già cantata su di un palco il 14 marzo del 2013 a Brisbane in Australia)

“Dream baby dream” dei Suicide uscita il 1979, canzone già cantata dal vivo nel 2005 dal Boss in chiusura dei alcuni concerti del “Devils & dust tour”

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Le canzoni NON inedite sono le seguenti:

 “American skin (41 shots)”, canzone già inserita in un doppio album Live del 2001 del Boss, il “Live in New York City”

“The ghost of Tom Joad”, la title track del disco del 1995, appunto intitolato “”The ghost of Tom Joad”, canzone cantata almeno una decina di volte negli ultimi Live in Australia.

“The wall”, una canzone venuta alla luce dopo che il Boss visitò il “Vietnam Veterans Memorial” a Washingston nel 1997 , canzone scritta con Joe Grushecky e cantata varie volte dal vivo, una delle quali fu durante un concerto benefico al Somerville Theatre di Somerville (il Double Take Magazine ne fu l’organizzatore) nel 2003.

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Le canzoni inedite sono le seguenti:

Down In The Hole
Heaven’s Wall
Frankie Fell In Love
This Is Your Sword
Hunter Of Invisible Game

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La prima grande e sostanziale differenza che c’è tra il precedente “Wrecking Ball” e “High Hopes” è nel sound più rock e molto meno folk del precedente, è questo dovuto alla presenza di Tom Morello.

Anche se questo Album, come il precedente, non è all’altezza degli ultimi “capolavori”  messi in commercio da Bruce nell’ultima decade (“The rising” e le “Seeger Sessions”),  resta comunque di fatto un buon album alla Springsteen, sicuramente onesto, sincero e “sentito”, con testi più snelli , più ricchi di introspezione e con molta meno politica.

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Sulle prime, come già detto all’inizio, in molti hanno pensato, guadando la tracklist del nuovo lavoro, che fosse un album molto simile ad una “Raccolta di…”, ma è bastato ascoltarlo per capire che non è così.

Le cover sono state tutte stravolte e le canzoni già edite hanno assunto tutto un altro “aspetto sonoro” , dando al tutto l’immagine di un album essenziale, soprattutto  “essenzialmente Rock”, di quel Rock che non ha bisogno di tanti orpelli, fatto per essere suonato sui palchi, fatto per essere “diretto”.

 

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Una nota di riflessione va alla cover del disco, tanto particolare e “rappresentativa” quanto “celebrativa”.

Nella copertina c’è un palese omaggio del Boss al Re del rock’n’roll, Elvis Presley.
L’immagine in copertina  ricorda tantissimo  lo storico “Doppio Elvis Presley” realizzato da Andy Warhol nel 1963.
Nel caso di Elvis, quest’ultimo puntava verso la macchina fotografica una pistola, che “riflessa” su se stessa ,l’immagine, diventavano due.
Il Boss invece  impugna la sua Fender Telecaster, che “riflessa” su se stessa, l’immagine, quasi in modo speculare, diventano due.

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Ma ora parliamo del contenuto dell’album.
Andiamo con ordine, passando in rassegna una traccia alla volta:

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“High hopes”: cover degli Havalinas, dal Boss già pubblicata negli anni ’90 in un EP allegato al VHS di “Blood brothers”, un documentario sulla reunion della E Street Band.
La nuova “cover”, versione 2014, è DECISAMENTE più rock e travolgente, l’ascolteresti di seguito più e più volte, ti prende già al primo ascolto, tanta è l’energia e tanto azzeccati sono gli arrangiamenti ,che vedono anche la presenza di una accattivante sezione fiati.
Sicuramente la presenza di Morello in questa cover è stata fondamentale.

“Harry’s place”: Una canzone che fa parte delle sessioni di “The rising”,e in questa traccia ritroviamo con emozione il sax del mai dimenticato Clarence Clemons, che si intreccia con il suono della chitarra dell’ultimo arrivato,  Tom Morello, come in una sorta d’abbraccio musicale, tra quello che fu e quello che è e sarà…e il tutto nella particolare atmosfera noir del testo.
Bello anche il giro di basso che ben si sposa con il Synth che l’accompagna, sonorità queste che forse sono state il motivo dell’esclusione di questa canzone ai tempi dell’Album “The rising”, sonorità non adatte per quel particolare periodo ma che ora sono “mature” per essere “ascoltate e vissute”.

“American skin (41 shots)”; questa canzone parla di  “41 colpi” di proiettili che colpirono un ragazzo innocente afroamericano che fece lo sbaglio di accennare ad un “gesto” che era tutto tranne quello che si pensava, perchè stava solo tirando fuori un portafoglio dalla tasca.
Quel “gesto” gli costò la vita, perchè la polizia di New York gli sparò addosso ben 41 colpi di proiettili, convinti come erano che il ragazzo stesse estraendo una pistola dalla tasca.
La prima volta che la canzona fu suonata Live dal Boss era il 2000 (inclusa anche nel “Live in New York” del 2001) e ovviamente fu un colpo non indifferente assestato alla polizia Newyorchese che contestò fortemente la canzone.
Questa canzone rimane una delle migliori scritte da Bruce nell’ultimo decennio e in questa versione Tom Morello ha fatto un lavoro superlativo con la sua chitarra, rendendola ancora più suggestiva.

“Just like fire would” : cover del Gruppo australiano Saints, che il Boss ha suonato solo una volta in terra Australiana durante il tour.
Bella la presenza dei Violini e dell’hammond in sottofondo che accompagnano le “schitarrate” nella canzone. Anche in questa traccia l’apporto di Morello è fondamentale, perchè ha reso la canzone assolutamente trascinante e Rock, molto diretta e fatta apposta per essere suonata su di un palco.
Nella sua semplicità, questa risulta essere la canzone più bella dell’album.

“Down in the hole”: questa canzone è il primo inedito dell’Album.
Per la sua ritmica, ricorda moltissimo “I’m on fire” e particolare è l’inizio con la voce filtrata di Bruce e i cori di Patti Scialfa. Questa traccia rallenta un pò il ritmo dell’Album,  dopo 3 tracce tirate e piene di ritmo, energia e rock .
La cosa più bella di questa canzone sta nell’ascolto dell’organo suonato da un’altro grande che fu della E Street Band, Danny Federici, morto il 2008.
Bello riascoltarlo e i ricordi e la nostalgia pervade chi ascolta, mentre il violino si intreccia con le note dello stesso organo. Bel momento musicale.

“Heaven’s wall”: questa canzone è il secondo inedito dell’album e ha un testo che gira intorno a metafore bibliche.
Personalmente sono rimasta subito rapita da questa canzone, perchè ha il sapore di una sorta di Gospel, che si intreccia con il ritmo rock incalzante della batteria, mentre il coro intona cadenzialmente  “Raise your hand, raise your hand!”, accompagnato da un trascinante  battito di mani ritmico.
Un’altra canzone questa assolutamente trascinante, con la mano di Morello che  con la sua chitarra “spennella” magistralmente assoli qua e là sulla melodia .
Molto ma molto bella come canzone.

Frankie fell in love”: terza canzone inedita del disco.
La canzone si apre con un Bruce che canta “Buongiorno…” in un testo che ha come soggetto l’amore.
Il ritmo della canzone è assolutamente un classico “country rock” degno della più nobile tradizione del vecchio sound del Boss, canzone che è molto vicina ad un passato repertorio di Bruce che lo caratterizzato in uno “stile” che nel tempo è diventato tutto suo.
Insomma è una di quelle canzoni che anche se non fosse suonata da Bruce, diresti “Questa l’ha scritta Bruce Springsteen”.
Il testo , che come detto sopra, parla d’amore, ad un certo punta diventa singolare  perchè propone una sorta di dialogo addirittura tra Albert Einstein e William Shakespeare che insieme discutono e riflettono sull’amore, l’uno da un punto di vista “razionale” e l’altro  da un punto di vista più romantico e sentimentale.
Graziosa canzone nel testo, diretta nella musica ,essenziale negli arrangiamenti.

This is your sword” : quarto inedito dell’album.
Questa canzone sembra essere il seguito  del secondo inedito dell’album, “Heaven’s wall”, perchè nel testo fa anche qui uso di metafore bibliche.
In questo brano ci sono addirittura  le cornamuse che aprono la canzone e che poi nel corso della stessa si ripresentano in sottofondo, dando alla canzone un lontano sapore celtico.
Bella canzone davvero e anche  in questa, ascoltandola, ti vien spontaneo immaginare già il Boss dall’alto del suo palco che trascina il suo sterminato pubblico, attraverso le note e le parole di una canzone semplice nella struttura ma “forte” nell’animo”, come solo Bruce riesce a fare . Questa canzone, più delle altre, ricorda  le atmosfere  di “Wrecking Ball”.

Hunter of invisible game”: quinto e ultimo inedito dell’album.
La canzone è caratterizzato da un ritmo in ¾ , tante “schitarrate” acustiche e una sezione archi, punto di forza di tutto il brano, che si spalma su tutta la struttura della canzone, creando una atmosfera intima e calda.
Molto ma molto bella la canzone, specialmente nei semplici ma efficaci arrangiamenti che sembrano far danzare gli archi al ritmo di un valzer.
STUPENDA, davvero molto ma molto bella questa canzone.

The ghost of Tom Joad”: questa è forse la canzone più conosciuta della tracklist (title track del disco “SOLO” del ’95).
Questa versione è assolutamente stravolta rispetto all’originale, e a stravolgerla, neanche a dirlo ,è il solito Tom Morello che con la sua chitarra fa letteralmente sua questa canzone, facendo come  esplodere verso l’inizio la canzone (appena lui entra nel brano con la chitarra) e facendola fortissimamente IMPLODERE verso la fine, con assoli che levano il fiato .
Rock duro, rabbioso, forte e con assoli assolutamente penetranti e memorabili, riflesso stesso di un Morello in grande stato di grazia.
Tra le altre questa canzone è un vero e proprio  “duetto” tra il Boss e Morello, perchè quest’ultimo canta prima una strofa della canzone, per poi cantare insieme alla voce dello stesso Bruce.
Si può tranquillamente dire che questa è la canzone “capolavoro” di Tom Morello e se qualcuno si chiede ancora quale sia stato l’apporto artistico e musicale che Tom ha dato a quest’album, bhe si soffermi su questa traccia, ascolti e poi si tolga il cappello al cospetto della bravura, talento e tecnica di questo grande ARTISTA!!!

The wall” : questa canzone è particolare per il testo, perchè parla di un amico che scompare in Vietnam, canzone acustica, solo chitarra, organo, piano e alla fine un assolo di tromba .
E’ una di quelle canzoni del Boss che fanno riflettere e anche tanto, canzoni che parlano di emozioni forti, del senso di impotenza di fronte a situazioni paradossali che stravolgono la vita a tanta gente.
Questa è forse la canzone più toccante e sentita del boss e fa specie ascoltare la tromba e il rullare del tamburo che accompagna l’ascoltatore verso la fine della canzone, con la suggestione delle parole del testo che ti rimangono in mente e che non ti lasciano indifferente.

Dream baby dream” Questa è la canzone che chiude l’album ma era anche la canzone che chiudeva il mitico  tour di “Devils & dust”.
Questa è una cover dei Suicide, già pubblicata  in un EP.
Non si poteva chiudere meglio questo album, perchè questo brano accompagna un video che è un sentito ringraziamento ai fan da parte del Boss. Canzone assolutamente affascinante!!!

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Complessivamente cosa si può dire di questo album se non che è semplicemente Fantastico!?!
Certo, come già detto, forse non sarà il “capolavoro” dello sterminato repertorio di Bruce, forse nemmeno il miglior album degli ultimi 10 anni, ma è ASSOLUTAMENTE un album eccezionale per tanti aspetti e uno tra tutti per la presenza della grande “mano” di Tom Morello, che in questo album lascia, senza ombra di dubbio, la sua impronta indelebile, facendo di questo lavoro un punto di riferimento musicale “epocale” nel repertorio dello stesso Bruce Springsteen!!!

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Chiudo riportandovi un semplice dialogo avvenuto tra me e la mia nipotina Martina di 6 anni (6 anni …ma molto molto intelligente) nel mentre ascoltavo l’album “High Hopes” a  palla in casa .
La piccola mi ha chiesto:
Zia cosa stai ascoltando?
E io le ho risposto istintivamente:
Musica per grandi …di uno grande grande
E la piccola mi ha detto candidamente:
Allora lo ascolto anche io… cosi divento grande grande anche io”!!!

Cos’altro dire?…nelle righe di questo semplice dialogo c’è la metafora che spiega tutto l’album, tutta la grandezza di Bruce Springsteen e tutto lo “spessore” della sua musica/arte!

Bruce è cosa da GRANDI!, che fa diventare Grandi!

 

 

Video- Bruce Springsteen – High Hopes: A New Studio Album
Intervista al Boss sul suo nuovo Album
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Video Ufficiale 1mo estratto, High Hopes dall’Omonimo Album
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Video Ufficiale 2ndo estratto- Just Like Fire Would da “High Hopes”
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