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Sanremo non è una favola

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Stupendo “pensiero” sul Festival di Sanremo 2015 del mio amico Mauro Milani scritto nel sito della Radio web Italo Americana con cui collabora, insieme ad Antonietta Mirtilla Napoletano su  Radio Free Station.

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Questo quanto scrive Mauro:
A guardarlo dalla Tv, da semplice spettatore, Il Festival di quest’anno, pare un sogno, di riscatto, di rivincita per alcuni, se ti soffermi per esempio a guardare MASINI, finalmente meno scuro, più ottimista e sereno o NEK tornato ai fasti pop e modaioli di un tempo, certamente a lui più congeniali; di vera magia per altri, guardando su quel palcoscenico la commozione di Gianluca de IL VOLO, per la standing ovation a loro tributata dopo la prima esecuzione della loro canzone o a soffermarsi sull’emozione di LORENZO FRAGOLA, che toglie fiato e note precise, catapultato in pochi mesi, dalla sua tranquilla cameretta solitaria al rischioso e affollato palco dell’Ariston.

E che dire poi della consacrazione a “Bravo Presentatore” di un Conti spesso tacciato di essere freddo, privo di verve e chiamato a traghettare la Resistenza dello Show più prolifico e remunerativo della televisione pubblica.
Quasi a coronare quest’idea che Sanremo debba risollevare le sorti, non solo dei bilanci di mamma Rai, ma di un Paese intero, riportando in tv quel nazional popolare in salsa moderna che solo il Pippo Nazionale (Baudo) era capace di rendere inattaccabile, ecco le belle storie della Wonder Astronauta, del Coraggioso Medico di Emergency, del Button Italiano Sammy e della Famiglia Nania, così prolifica di buoni sentimenti e religiosità.

In quest’atmosfera da Favola, stride il fugace “Non è più tollerabile” rivolto alla coscienza dei potenti, al rientro da un Tg che con la stessa tempistica di un gioco a quiz, ha informato i telespettatori dell’ennesima tragedia di clandestini avvenuta a poche miglia dalle coste italiane (mi sono sempre chiesto quale sia l’utilità di un tg condensato in 60 secondi, quando oggi, per l’informazione spicciola, è sufficiente un cellulare, un tablet, o nel più sfortunato caso, leggersi i titoli del televideo) Ce lo immaginiamo Carlo, nei breefing prima del Festival, con i suoi Autori e i Vertici Rai, a disegnare i punti cruciali di questa Fiaba per Grandi e Piccini: speranza, positività, valori, normalità.

Non c’è dubbio, il disegno è riuscito, tutto è filato a dovere e a guardare gli ascolti è pure piaciuto, quindi complimenti al Sanremo di Conti per aver salvato per l’ennesima volta il Carrozzone Festivaliero.

Restano in piedi e intatte le domande di sempre, quelle che da anni noi addetti ai lavori ci portiamo dietro: il Festival di Sanremo 2015 è veramente utile alla Musica? Rappresenta veramente lo specchio Musicale del nostro Paese?

Sono sempre stato contrario allo snobismo, spesso ipocrita, di molti Giornalisti e Critici Musicali italiani e credo che quest’anno si siano fatti dei concreti passi avanti per rilanciare lo spirito originario del Festival, che fino a prova contraria, è un Festival della Canzone. Sanremo non è una Favola, in un panorama discografico all’ossigeno, però quest’anno qualcosa è stato fatto.

Va dato atto a Conti di aver rotto un Tabù che per anni ci avevano detto infrangibile “I Giovani in Prime Time, sarebbe un suicidio”, l’ascolto e la visibilità delle Nuove Proposte quest’anno è la nota più positiva di questa Edizione.

Credo inoltre che gli debba essere riconosciuto il fatto di aver portato a Sanremo un mix di canzoni e cantanti realmente contemporanei e seguiti, anche prima del Festival. Se alla fine a vincere saranno i super favoriti sin dalla Vigilia “Il Volo” e se si avvereranno, a maggio, i miei azzardati pronostici di Vittoria all’Eurovision Song Contest di Vienna, forse alla prima domanda potremo rispondere, per una volta, un bel SI!

Perchè quando una canzone italiana, di qualsiasi genere essa sia, riesce a varcare i confini Nazionali, ottenendo successo e popolarità, ne trae giovamento l’intero sistema.

Sanremo forse “Non è una Favola” pensando a Raf, sbadatamente e sfortunatamente eliminato da questa Kermesse quasi fiabesca, eppure sono convinto che saprà vendersi e farsi ascoltare anche da domani in poi, la Musica di questi cinque giorni pieni di note, o almeno me lo auguro, perchè seppure spropositato, Sanremo è pur sempre un Simbolo del nostro Paese, nel bene e nel male è il Festival degli Italiani.

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