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Un ritorno al passato per Elton John nel suo ultimo disco “The diving board”. (di Mela Giannini)

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 La leggenda vuole che ad ispirare questo nuovo lavoro di Elton,“The diving board”, sia stata una canzone di Bob Dylan, “His Bobness “, e se questo è vero allora l’ispirazione è stata davvero magica , perchè il lavoro che ne è venuto fuori è sicuramente una “perla”, nulla a che vedere con le ultime produzioni di Elton John, produzioni che dell’animo artistico e creativo dell’Elton degli “anni d’oro” nulla avevano a che fare, tanto da sembrare dischi tutti stampati in serie, fatti quasi senza voglia e ispirazione, lavori che indebitamente usavano e saccheggiavano, senza pudore, le sue grandi doti di compositore, musicista e interprete, artista che nella sua carriera ha scritto forse alcune delle canzoni più belle di tutti i tempi (vedi “Your song”,”Candle in the Wind”, “Don’t let the sun go down on me”…ecc ecc).

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La produzione e la realizzazione di “The diving board”, è stata rimandata ben quattro volte, e alla fine, per paradosso, le canzoni sono state composte in breve tempo e alcune addirittura registrate in soli 2 giorni, sfruttando la creatività spontanea e innata di Elton e preferendo così registrazioni “first take” (buona alla prima).

Il disco è stato prodotto da T Bone Burnett, elemento fondamentale del cambio di rotta artistica che si è avuto in questo ultimo progetto di Elton, perchè questo grande ed esperto produttore americano, che nella sua carriera ha prodotto album di artisti come Elvis Costello, Tony Bennett e K.D. Lang, Natalie Merchant, Cassandra Wilson, Robert Plant, Alison Krauss e Bono degli U2, ha saputo riportare indietro nel tempo Elton, in un periodo artistico in cui solo la musica, gli strumenti e la creatività facevano grandi i suoi dischi.

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Così “The diving board” ha preso forma, evocanto il passato  senza la presunzione però di imitarlo o scimmiottarlo, disco essenziale, che lascia da parte la superficialità di un pop fatto di lustrini e motivi orecchiabili, e arrampicandosi tra le dita di un virtuoso musicista come Elton che, in simbiosi con i tasti del suo piano, ha dato vita a canzoni con influenze blues, jazz…con perfino del gospel, accompagnato semplicemente da pochi strumentisti …o in alcuni casi solo dalla sua voce, come nella canzone  “Oceans away”.

E’ fondamentale dire, che i testi delle canzoni di questo album, sono stati ovviamente affidati all’amico/paroliere di sempre di Elton, il grande  Bernie Taupin, minuzioso e geniale “costruttore” della “parola in musica”,  da sempre socio “artistico-creativo” di Elton, che con lui ha scritto dei capolavori ineguagliabili.
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I musicisti che hanno preso parte a questo progetto sono di prim’ordine, come Raphael Saadiq al basso, Jay Bellerose alla batteria, Doyle Bramhall alla chitarra blues, oltre che allo stesso  Elton che al  piano risulta essere un musicista energico, virtuoso e insuperabile come sempre,  dimostrando una padronanza assoluta dello strumento tale da estrapolare da quei tasti, tocchi sincopati ed eleganti allo stesso tempo.
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I pezzi più significativi dell’album sono sicuramente la title track e  “The new fever waltz”, canzoni in puro stile jazz blues,che rievocano nell’immaginrio di chi le ascolta, quei locali notturni in cui si ascolta della bella musica dal vivo di nicchia, tra il fumo di sigarette e l’odore di alcool.

E’ stato bello riascoltare il “vecchio” Elton in questo disco,un tuffo nel passato con lo sguardo rivolto però al futuro, con un Elton John finalmente “ispirato e motivato”, che degnamente ha reso il giusto onore al suo grande talento.

di M.G.

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La Tracklist dell’album è la seguente:

“Oceans away”
“Oscar Wilde gets out”
“A town called Jubilee”
“The ballad of Blind Tom”
“Dream # 1”
“My quicksand”
“Can’t stay alone tonight”
“Voyeur”
“Home again”
“Take the dirty water”
“Dream # 2”
“The new fever waltz”
“Mexican vacation (Kids in the candlelight)”
“Dream # 3”
“The diving board”

Video Elton John – The Diving Board (Extended Album Trailer)

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