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Youtube penalizza le etichette indipendenti ed è “guerra “!

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di Adrien Viglierchio
Ho letto, con molta delusione, che Youtube in vista del lancio del suo servizio di Musica in Streaming, eliminerà i videoclip delle etichette e artisti indipendenti.

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La cosa è molto grave e soprattutto non rispecchia il volere degli utenti di fascia 12/24 anni, ovvero i maggiori fruitori di Musica del Futuro. I dati parlano chiaro, oltre a YT esistono altre realtà per conoscere e divulgare musica.
Gli Amici e i Parenti e il loro passaparola divulgativo sono alla pari con le Radio FM (vero colosso economico che ha superato di gran lunga le Major rimaste).
Segue il canale di PANDORA, Facebook e iTunes, con in coda altri servizi di Streaming.

La politica di Google è sicuramente troppo ferrea, considerato il potere con cui si fanno forti nel campo del Web credendosi gli unici fruitori del panorama musicale mondiale.
Molte case discografiche indipendenti, ne cito una di esse perché la seguo da anni, la 4AD, si coalizzerà con altre micro Major per andare contro a questo sistema di monopolizzazione musicale assolutamente fuori luogo. La storia del “O Paghi o sei Fuori” non può e non deve esistere.

Inoltre se solo si pensa al grandissimo livello degli artisti 4AD che da anni vestono musicalmente l’Europa con chicche di gran lunga migliori rispetto ai grandi colossi della Musica Commerciale “sbanca vendite”, c’è davvero da preoccuparsi sul futuro della nostra Musica e sulla possibilità di veder emergere qualche “Miracolo” musicale che possa minimamente rimanere nella prossima storia.

 

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Le riviste cartacee e il CD ormai sono persi per sempre sostituiti dallo sfogliabile on line, dai Blog e dai portali di Settore.
Pertanto oggi le uniche possibilità sono legate alla prevenzione e alla coalizione.

Vediamo insieme alcuni punti da seguire.  Le possibilità sono a mio avviso le seguenti e vi invito a riflettere e quantomeno AGIRE:
1) Immettere i propri Videoclip su canali come VIMEO, DAILYMOTION e alternativi, in modo da avere sempre un videolink ascoltabile e visibile dai propri Social e condivisibile comunque su ogni piattaforma.

2) Utilizzare il Crowdfounding stile Musikraiser che sta andando molto forte e arriva ovviamente in Italia con anni di ritardo data la mentalità italiana lenta, ma ora pare che sia il momento di investire sul proprio pubblico e sull’utente privato, che essendo amatore e sensibilmente emozionato da molta musica indipendente che fatica ad emergere, può effettivamente mettere mano al proprio capitale personale per avere un servizio privato ed esclusivo per se stessi.

3) Unire le forze di capitali con altri artisti indipendenti al fine di creare uno spazio video musicale per aggiungersi a Vimeo, Daily e similari, sparpagliando in tal modo le possibilità di visione e obbligando i colossi come Google e Apple ad adeguarsi alle scelte di pubblico e non solo alle scelte che tentano di manovrare in modo totalmente innaturale e forzato.

4) Veicolare, come già penso da tempo, una Short Song completa di Short Video di massimo 1.15 Min in modo da mantenere il diritto d’autore per sé dell’intero brano, con svariate possibilità legali per i download dell’intero brano o album completo di diversi servizi aggiuntivi offerti direttamente all’utente privato.

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Utile ovviamente contro la pirateria dell’intero brano completo.
Così facendo si avrà modo di entrare direttamente in contatto con l’artista stesso senza passare attraverso intermediari.
Ecco già attraverso questi primi punti si può mettere un bel po’ di ordine a difesa del nostro operato musicale del futuro.

Le contromisure vanno prese assolutamente con largo anticipo, in modo tale da veicolare le persone verso una giustizia musicale che possa fare da padrone all’ordine e all’etica senza perderne il controllo e soprattutto la patria potestà.

 

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